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competitività industria europea

Italia e Francia lanciano l’Agenda per l’industria: difesa dell’automotive e sovranità in Europa

I ministri Urso e Martin firmano una dichiarazione congiunta per riformare il mercato unico, il CBAM e l’ETS. Previsti nuovi dazi sull’e-commerce extra-UE e un piano strategico per il nucleare di nuova generazione.

Si è tenuto oggi a Roma il terzo Forum di cooperazione industriale tra Italia e Francia, un vertice strategico che ha visto il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ministro delegato per l’Industria francese, Sébastien Martin, sottoscrivere un’ambiziosa dichiarazione congiunta intitolata “Un’Agenda Condivisa per l’Industria e la Competitività in Europa”. L’incontro, svoltosi presso la sede del Mimit nel quadro del Trattato del Quirinale, punta a definire una linea politica comune per rilanciare la base industriale del continente, rispondere alle pressioni geopolitiche globali e accelerare verso l’autonomia strategica dell’Unione Europea. L’incontro ha delineato un percorso di riforme urgenti che Roma e Parigi intendono promuovere a Bruxelles per proteggere i settori produttivi chiave dalla concorrenza sleale e favorire una crescita sostenibile e tecnologicamente indipendente.

competitività industria europeaUNA LEADERSHIP CONDIVISA PER IL RILANCIO EUROPEO

L’accordo sancito a Roma rappresenta la terza tappa di un percorso iniziato nel 2023, volto a consolidare la cooperazione economica tra le due nazioni. In linea con quanto emerso nel Consiglio Europeo Informale del 12 febbraio 2026, Italia e Francia si propongono come forze trainanti per un’agenda europea che metta al centro la semplificazione, l’innovazione e il rafforzamento del mercato unico. “Il 2026 deve segnare il passaggio decisivo nel processo di riforma dell’Europa”, ha dichiarato il ministro Urso, sottolineando la necessità di un’azione immediata e coerente.

Sébastien Martin ha fatto eco a queste parole, descrivendo l’asse italo-francese come il “motore della riconquista industriale” in un’epoca di rotture geopolitiche, dove la priorità assoluta deve essere la difesa del mercato attraverso il sostegno finanziario ai settori strategici e l’adozione di una “esplicita preferenza europea”.

LA SFIDA DECISIVA PER IL SETTORE AUTOMOBILISTICO

Uno dei punti cardine della dichiarazione riguarda l’industria automobilistica, pilastro dell’ecosistema manifatturiero attualmente minacciato da sovraccapacità sovvenzionate e politiche non di mercato attuate da paesi terzi. I ministri chiedono condizioni di parità che permettano agli operatori europei di investire e competere a livello globale, garantendo al contempo prezzi dell’energia competitivi e procedure autorizzative accelerate.

Sebbene la transizione verso la neutralità climatica sia considerata un obiettivo non negoziabile, essa deve procedere senza sacrificare la leadership tecnologica europea o l’occupazione. A tal fine, Urso e Martin hanno sollecitato un’attenzione specifica ai veicoli commerciali leggeri, proponendo obiettivi più realistici per garantire la sostenibilità economica del processo di transizione.

RIFORMA DEL CBAM E PROTEZIONE DELLE INDUSTRIE ENERGIVORE

Per i settori ad alta intensità energetica, come la siderurgia e la chimica, lo strumento principale di difesa è identificato nel Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Tuttavia, la dichiarazione congiunta evidenzia che la proposta di revisione della Commissione del 17 dicembre 2025 risulta ancora parziale. Roma e Parigi chiedono un’estensione del CBAM a 180 prodotti a valle e un’entrata in vigore più tempestiva rispetto alla data prevista del 1° gennaio 2028.

Critiche sono state sollevate anche sull’inclusione degli scarti metallici pre-consumo, che potrebbe danneggiare la produzione di acciaio “verde”, e sui limiti del Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, ritenuto incerto nella copertura finanziaria e troppo ristretto, specialmente per il settore del cemento. È considerata fondamentale una revisione complessiva dell’ETS per migliorare la stabilità dei prezzi del carbonio e sostenere efficacemente gli esportatori europei.

SOVRANITÀ TECNOLOGICA E MATERIE PRIME CRITICHE

Il rafforzamento delle catene del valore passa inevitabilmente per la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche, essenziali per la difesa, l’energia e il digitale. L’impegno trilaterale che coinvolge anche la Germania punta a consolidare ogni segmento produttivo, dall’estrazione al riciclo, riducendo le vulnerabilità esterne tramite investimenti congiunti e strumenti come il Fondo Nazionale per il Made in Italy.

Parallelamente, i due ministri promuovono una revisione ambiziosa dell’European Chips Act per passare da una logica di mera risposta alle crisi a una strategia di competitività a lungo periodo nel settore dei semiconduttori, sostenendo tecnologie come l’advanced packaging e la fotonica attraverso nuovi strumenti di finanziamento nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.

IL NUOVO SCUDO DEL “MADE IN EUROPE”

Un elemento di forte innovazione politica è la proposta di introdurre requisiti “Made in Europe” nell’Industrial Accelerator Act. Tali criteri dovrebbero essere applicati in modo graduale e mirato a settori chiave come automotive, batterie, pannelli solari, acciaio e chimica. L’obiettivo è allineare questi requisiti alle reali capacità produttive esistenti nell’UE per evitare distorsioni o spinte inflazionistiche.

I regimi di preferenza europea dovrebbero riflettersi negli appalti pubblici e nei sostegni finanziari, includendo potenzialmente partner affidabili che garantiscano reciprocità d’accesso. Tutto ciò, specifica la dichiarazione, deve avvenire senza generare oneri burocratici eccessivi per le PMI e le amministrazioni pubbliche.

CONTRASTO ALL’ULTRA-FAST FASHION E VIGILANZA SULL’E-COMMERCE

Sul fronte del mercato interno, Italia e Francia hanno espresso forte preoccupazione per i modelli di business dell’ultra-fast fashion e l’afflusso massiccio di prodotti non conformi tramite piattaforme online extra-UE. La crescita esponenziale dei piccoli pacchi mette a rischio la sicurezza dei consumatori e la leale concorrenza.

Per questo, l’Italia e la Francia hanno anticipato la linea europea che, da luglio, introdurrà un dazio doganale di 3 euro per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro. La dichiarazione sollecita inoltre l’uso del passaporto digitale del prodotto (DPP) e l’istituzione di un’autorità europea di vigilanza del mercato che integri le attività degli Stati membri per garantire che ogni merce venduta online rispetti gli standard europei.

SEMPLIFICAZIONE SOCIETARIA E FINANZIAMENTI STRATEGICI

Per favorire gli investimenti, i ministri propongono una “radicale semplificazione” burocratica, passando dalla mentalità della conformità a quella della competitività. Una priorità assoluta è l’introduzione di un 28esimo regime societario semplificato, la “Societas Europaea Simplicior” (SES), che permetterebbe la costituzione rapida e interamente digitale di società in tutta l’Unione, eliminando la frammentazione giuridica.

Sul piano finanziario, si accoglie con favore la creazione del Fondo europeo per la competitività, che dovrà sostenere progetti industriali lungo l’intero ciclo di vita, garantendo neutralità tecnologica e una chiara preferenza europea nel collegamento tra ricerca e industrializzazione.

COOPERAZIONE BILATERALE E TECNOLOGIE DI FRONTIERA

La partnership tra i due paesi si conferma solida anche in settori d’avanguardia come lo spazio e il nucleare. La collaborazione tra Leonardo, Airbus e Thales e l’impegno sullo sviluppo industriale delle tecnologie nucleari di nuova generazione, con la pre-notifica di un IPCEI specifica all’inizio del 2027, testimoniano la profondità dell’integrazione franco-italiana.

Al termine del vertice, la visita alla Smart Factory di Thales Alenia Space nel Technopôle Roma Tiburtino ha mostrato concretamente i risultati di queste sinergie. L’obiettivo finale resta l’integrazione degli strumenti di finanziamento a beneficio di PMI e start-up, consolidando il ruolo dell’asse Roma-Parigi come pilastro della resilienza economica europea.

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