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Urso

Italia e Germania firmano l’intesa su auto e materie prime: verso l’autonomia strategica europea

Il ministro Urso annuncia a Roma una strategia condivisa per batterie e investimenti comuni, mentre si prepara la stagione delle grandi riforme industriali dell’UE per il 2026.

L’Italia e la Germania stringono un patto d’acciaio per ridisegnare i confini della politica industriale del Continente e garantire all’Unione una reale autonomia negli approvvigionamenti e nei settori ad alta tecnologia. Durante l’apertura del Forum imprenditoriale italo-tedesco di Roma, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha formalizzato la firma di due dichiarazioni congiunte insieme alla ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche. I documenti si concentrano sulla gestione delle materie prime critiche e sulla necessità di indirizzare gli investimenti verso la creazione di “campioni europei” capaci di competere sui mercati globali. Al centro del confronto, la condivisione di una rotta comune per riformare il settore dell’automotive, considerato il pilastro della stabilità economica dei due Paesi in un momento di profonda incertezza geopolitica.

STRATEGIA COMUNE PER L’AUTOMOTIVE E LE MATERIE PRIME

La sfida della mobilità elettrica rappresenta il primo banco di prova per l’alleanza tra Roma e Berlino. Commentando le recenti mosse di Bruxelles, Urso ha definito la proposta della Commissione europea sull’auto come “necessaria ma insufficiente”, considerandola solo un primo passo verso la direzione corretta. Secondo il ministro, serve un accordo più netto che sostenga il processo di decarbonizzazione senza penalizzare le imprese. “Bisogna accelerare sulla produzione di batterie elettriche, contrastando la concorrenza sleale”, ha ammonito il titolare del Mimit, evidenziando come la sovranità tecnologica nel settore dipenda dalla capacità di assicurarsi le materie prime fondamentali. La strategia italo-tedesca punta dunque a coordinare gli sforzi industriali per evitare che l’Europa resti schiacciata tra le dinamiche di prezzo dettate da attori extra-UE e le rigide normative ambientali interne.

L’ANNO DELLE RIFORME E L’AUTONOMIA STRATEGICA

Il 2026 viene indicato come lo spartiacque per il futuro dell’integrazione europea. “Il 2026 deve essere l’anno delle grandi riforme economiche e industriali della nostra Europa”, ha dichiarato Urso, annunciando una missione a Bruxelles per incontrare cinque commissari europei e discutere il nuovo corso. Il messaggio emerso anche dal vertice mondiale di Davos è chiaro: l’epoca del vecchio ordine mondiale è conclusa e l’Europa ha il dovere di reagire al “disordine globale” con una politica autonoma su energia, difesa e mercati. “Dobbiamo necessariamente contare su di noi, sulla nostra capacità di sviluppare una politica competitiva a livello globale”, ha ribadito il ministro, sottolineando che l’obiettivo finale è il raggiungimento di un’autonomia strategica che protegga la prosperità e la stabilità delle nazioni europee in un “mare in tempesta”.

COLLABORAZIONE NEI SETTORI DIFESA E SPAZIO

L’intesa tra Italia e Germania si estende ben oltre il comparto automobilistico, toccando settori cruciali per la sicurezza nazionale. Urso ha ricordato con rammarico come, se fosse dipeso solo dai due Paesi, una difesa comune europea sarebbe già realtà da decenni. Oggi, per recuperare questo ritardo, si punta su collaborazioni industriali di peso come quelle tra Leonardo e Rheinmetall e tra Fincantieri e Thyssenkrupp. Sul fronte dello spazio, è imminente la firma di un accordo per la creazione di una costellazione satellitare europea che metta a sistema le eccellenze nazionali. In questo quadro si inserisce anche il progetto “Bromo”, la joint venture che vede coinvolte Leonardo, Airbus e Thales. L’idea di fondo, ha spiegato il ministro, è quella di far nascere realtà industriali di scala continentale che possano agire da protagonisti nel panorama della sicurezza e dell’innovazione aerospaziale.

IL NUOVO ASSE POLITICO TRA ROMA E BERLINO

Il rafforzamento industriale poggia su una visione politica che vede una crescente sintonia tra il governo italiano e le prospettive dei conservatori tedeschi. Urso ha fatto esplicito riferimento a una “associazione di idee e proponimenti tra Merz e Meloni”, ritenendo che questa convergenza possa indicare la “giusta rotta” agli altri Stati membri. In un mondo caratterizzato dall’instabilità, Italia e Germania sentono la responsabilità di fornire una guida solida. “Gli altri paesi contano su di noi e guardano oggi al vertice intergovernativo per capire qual è la strada”, ha concluso Urso, riaffermando il ruolo centrale dell’asse Roma-Berlino per dare stabilità all’Europa e correggere quelle storture normative che finora hanno frenato la competitività dei sistemi produttivi nazionali.

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