I giudici costituzionali rinviano il verdetto sulla diatriba che dura da oltre dieci anni. Ecco perché e quando decideranno
Chi decide sulle bollette tra Antitrust e Arera? Per conoscere la risposta dovremo attendere almeno fino a settembre. Infatti, la Consulta ha deciso di far slittare la sentenza sul contenzioso tra le Autorità a quest’autunno. Fino ad allora, la definizione dei confini tra il potere di regolazione di ARERA e il potere sanzionatorio dell’Antitrust rimarrà in stand-by, congelando le decisioni definitive sui ricorsi pendenti legati alle sanzioni nei mercati energetici liberi e tutelati.
LA CONSULTA RIMANDA LA SENTENZA A SETTEMBRE
La storica disputa tra Antitrust e Arera sui poteri non vedrà un lieto fine prima del prossimo autunno. Infatti, l’udienza pubblica presso la Corte costituzionale inizialmente fissata per la mattina del 24 giugno 2026 è stata “rinviata a nuovo ruolo”, stando a quanto si apprende dai registri della Consulta. Parole che nel gergo tecnico significano che i giudici torneranno ad affrontare il dossier non prima di settembre.
ARERA E ANTITRUST, PERCHE’ LA CONSULTA RIMANDA LA DECISIONE
Perché la Consulta ha rimandato la sentenza? I giudici costituzionali hanno giudicato necessario disporre di maggiore tempo per dirimere una controversia giuridica così complessa.
Non a caso, la diatriba tra le due Authority va avanti da anni, anche se ha raggiunto il culmine con il Decreto Asset. Il nodo giuridico riguarda la sovrapposizione dei poteri sanzionatori e regolatori nel mercato dell’energia. Il fulcro dello scontro è: chi decide sulle bollette degli italiani?
PERCHE’ ANTITRUST E ARERA SONO FINITI IN TRIBUNALE?
Lo storico braccio di ferro tra AGCM e Arera per il controllo dei mercati energetici inizia nel 2012, quando l’Antitrust punta il faro sulle utilities accusate di pratiche scorrette come telemarketing aggressivo e offerte ingannevoli. Una mossa che provoca l’immediata reazione di ARERA, pronta a difendere la specificità e la capillarità delle proprie regolazioni di settore.
Dopo una prima tregua sancita dal Consiglio di Stato tra il 2018 e il 2020 – con la sentenza cardine n. 7296/2019 che limitava l’Antitrust a favore delle norme speciali dell’Autorità per l’energia – la crisi energetica del 2022 e il Decreto Aiuti Bis hanno riacceso la miccia, generando nuove dispute giuridiche tra le Autority sulle modifiche unilaterali dei contratti.
Il punto di non ritorno è arrivato con il Decreto Asset. Il dl ha esteso i poteri sanzionatori dell’AGCM, spingendo ARERA a impugnare l’atto davanti al TAR Lazio. Ora, con la sentenza n. 2796/2026, la palla è passata alla Corte costituzionale. Nell’udienza fissata per settembre la Consulta, guidata dall’ex presidente Antitrust Giovanni Pitruzzella, dovrà risolvere questo cortocircuito istituzionale.

