Sostenibilità

La frenata dell’eolico tedesco desta preoccupazione

La riduzione mette in pericolo gli obiettivi di protezione del clima del governo, avvertono i critici

La Germania sta riscontrando un drammatico declino del numero di nuovi parchi eolici terrestri quest’anno, sollevando i timori che il paese non riesca a raggiungere i target previsti e rimanga indietro rispetto agli obiettivi climatici di lungo termine e sulle rinnovabili più in generale.

INSTALLAZIONI IN CALO

Nella prima metà del 2019, riporta il Financial Times, sono stati installati solo 290 megawatt di nuova capacità, con un calo di oltre l’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso tanto da far registrare il totale più basso in quasi due decenni. Nel 2018 la Germania aveva installato parchi eolici con una capacità totale di 2.800 MW. Malgrado l’elevato numero, anche in questo caso si trattava di una forte riduzione rispetto al 2017, quando la Germania aveva toccato gli oltre 5.000 MW di capacità eolica onshore.

LA FRENATA ALLARMA INDUSTRIA E POLITICA

La frenata sui nuovi parchi eolici ha allarmato sia l’industria sia la politica: “Quando si è trattato di premere l’acceleratore sull’energia eolica onshore, la Germania è passata dalla corsia di sorpasso alla corsia di emergenza”, ha detto ai giornalisti Achim Dercks, vicedirettore delle camere di commercio e dell’industria tedesche. “Se continua così, il governo non riuscirà a raggiungere gli obiettivi che si è dato per la protezione del clima e le energie rinnovabili”. Un monito, quello di Dercks, che arriva in un momento critico per la politica energetica nella più grande economia europea. Sotto Angela Merkel, la Germania si è impegnata a eliminare gradualmente l’energia nucleare entro il 2022 e l’energia prodotta dal carbone entro il 2038. Tale spostamento può avere successo solo se il Paese riuscirà a espandere in modo significativo le energie rinnovabili.

ALTMAIER PROPONE UNA VERTICE SULL’EOLICO A BERLINO

Per sottolineare l’interesse politico sulla questione, Peter Altmaier, ministro dell’industria tedesco, ha in programma di tenere un “vertice sull’eolico” a Berlino per discutere le soluzioni alla crisi. Gli esperti sottolineano, tuttavia, che le cause del forte declino della nuova capacità eolica sono complesse e numerose, e vanno dalla mancanza di spazio disponibile per i nuovi parchi eolici alla crescente resistenza della popolazione locale fino agli attivisti ambientalisti preoccupati per l’impatto delle turbine sulla fauna selvatica.eolico

LA BUROCRAZIA TRA LE CAUSE DELLA FRENATA

Christoph Zipf, portavoce della federazione dell’industria dell’energia eolica BDE, ha affermato che la burocrazia è un’altra ragione del recente rallentamento: “Abbiamo un grosso problema con le approvazioni. C’è un enorme blocco: abbiamo parchi eolici con una capacità totale di 11 gigawatt in attesa di approvazione in questo momento”.

IL PIANO TEDESCO PER LE RINNOVABILI

Secondo il piano a lungo termine del governo, le fonti energetiche rinnovabili dovrebbero rappresentare almeno il 65% del fabbisogno di elettricità del paese entro il 2030, rispetto al 47% circa di oggi. “Se eliminiamo gradualmente l’energia prodotta dal carbone, e chiaro che dobbiamo sostituirla con qualcos’altro, soprattutto energia eolica e solare”, ha affermato Christoph Podewils, portavoce del think tank energetico berlinese Agora Energiewende. Secondo un recente studio di Agorà, circa i tre quarti della capacità aggiuntiva necessaria in Germania entro il 2030 dovranno provenire dal vento.

L’EOLICO HA RAPPRESENTATO UN QUARTO DELLA PRODUZIONE ELETTRICA NEL 2019

Negli ultimi dieci anni, l’energia eolica è emersa come una componente importante nel mix energetico tedesco. Secondo l’istituto di ricerca Fraunhofer, l’energia eolica ha rappresentato oltre un quarto della produzione di elettricità nella prima metà del 2019, davanti alla lignite con il 20% e l’energia nucleare al 13%. L’energia solare, al contrario, ha contribuito solo per il 10%.