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La mappa dei divieti su stufe e camini. Ecco dove rischi multe fino a 5.000 euro

Le regole per stufe e camini cambiano da regione a regione. Ecco cosa controllare tra classi ambientali, divieti e manutenzione per evitare sanzioni

Accendere stufe e camini potrebbe costare molto caro. perché ci sono delle norme da rispettare, la cui violazione può trasformare un momento di piacevole calore domestico in una multa dai 500 ai 5.000 euro. Dietro la suggestione romantica del fuoco crepitante si nasconde una matassa burocratica fatta di delibere regionali, classi ambientali e controlli serrati, pensati per contenere le emissioni di polveri sottili (PM10) e tutelare la qualità dell’aria.

COME CAPIRE SE LE STUFE SONO A NORMA

A dettare le regole del gioco a livello nazionale è il Decreto Ministeriale 186/2017, che ha introdotto una classificazione ambientale per i generatori di calore a biomassa (legna, pellet, cippato) assegnando da 1 a 5 stelle. Più alto è il numero di stelle, maggiori sono le prestazioni in termini di rendimento e minori le emissioni inquinanti prodotte.

Apparecchi datati e ad altissimo impatto emissivo, ormai fuorilegge in quasi tutto il Centro-Nord, hanno 1 e 2 stelle. La categoria di mezzo, le 3 stelle, è tollerata solo in alcune zone rurali o dove non sia presente un sistema di riscaldamento alternativo. Lo standard moderno a bassa emissione, obbligatorio per tutte le nuove installazioni e per superare i blocchi antismog, è di 4 o 5 stelle.

STUFE, LA MAPPA DEI DIVIETI

Le limitazioni variano in base alle delibere regionali e alle zone climatiche. La Lombardia è tra le regioni con la disciplina più severa. Già da anni è vietato l’uso di impianti sotto le 3 stelle, mentre per i nuovi acquisti la soglia minima è di 4 stelle. Dal 15 ottobre 2026 sono scattate stringenti novità per gli impianti con potenza termica al focolare superiore a 35 kW (con limiti di particolato e carbonio organico diversificati per altitudine), mentre per le stufe domestiche inferiori a 35 kW le norme attuali rimangono invariate per un anno, prima dell’ulteriore giro di vite del 15 ottobre 2027.

C’è però un’eccezione alle restrizioni regionali più stringenti: il camino aperto. I Sono infatti consentiti i caminetti aperti con potenza fino a 10 kW, se accesi in modo del tutto saltuario a solo scopo ricreativo o estetico.

LE LEGGI SULLE STUFE IN PIEMONTE E VENETO

Piemonte e Veneto vietano l’accensione di generatori di calore alimentati a biomassa con classe inferiore o uguale a 3 stelle qualora nell’immobile sia presente un impianto di riscaldamento alternativo. Anche in questo caso, le nuove installazioni devono garantire una prestazione di almeno 4 stelle.

EMILIA ROMAGNA

In Emilia-Romagna è vietato l’utilizzo di impianti con classe emissiva fino a 3 stelle nei comuni di pianura o soggetti a misure antismog nel periodo compreso tra ottobre e marzo.

TOSCANA, UMBRIA E CAMPANIA

Toscana, Umbria e Campania hanno introdotto limitazioni mirate, imponendo l’obbligo di catasto/registrazione degli impianti a biomasse e vincoli di almeno 4 stelle nelle aree geografiche critiche super-inquinate.

LE LEGGI DI LAZIO, FRIULI E MARCHE

Nel Lazio, nelle Marche e in Friuli-Venezia Giulia i divieti d’uso per le stufe datate scattano prioritariamente nei comuni in cui l’unità immobiliare è già servita da riscaldamento autonomo o centralizzato di altro tipo (es. metano).

STUFE, COSA FARE PER EVITARE SANZIONI SU MANUTENZIONE E CANNA FUMARIA

La corretta manutenzione e l’installazione delle stufe fino a 35 kW è regolata dalla norma tecnica UNI 10683. La pulizia della canna fumaria deve essere eseguita obbligatoriamente da un tecnico abilitato almeno una volta all’anno (oppure ogni 4 tonnellate di biomassa o pellet bruciate). Al termine dell’intervento, il manutentore deve compilare e firmare il rapporto di controllo. Inoltre, il tecnico ha l’obbligo di registrare il rapporto di avvenuta manutenzione nei catasti telematici regionali (come il CURIT in Lombardia).
L’assenza della registrazione equivale ad impianto non controllato e comporta sanzioni dirette sia per l’utente sia per il manutentore. Infine, per le stufe a pellet è inoltre obbligatorio utilizzare esclusivamente combustibile certificato di classe A1 ai sensi della norma UNI EN ISO 17225-2.

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