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La Russia si lancia nella corsa all’idrogeno

Russia

La strategia energetica della Russia fino al 2034, ha un obiettivo di 200.000 tonnellate di export di idrogeno entro il 2024, e fino a 2 milioni di tonnellate entro il 2035.

Nella corsa all’idrogeno non c’è solo l’Europa in prima fila: anche la Russa sta costruendo la sua roadmap per il decennio per la produzione del vettore. Mosca ha infatti annunciato un nuovo gruppo di lavoro per coordinare i progetti di produzione ed esportazione del combustibile guidato dal premier russo Mikhail Mishustin.

PETROLIO E GAS RIMARRANNO IN PRIMA FILA

La Russia si aspetta che la domanda nazionale continui a dipendere pesantemente da petrolio e gas, il che significa che gran parte della sua produzione di idrogeno sarà destinata all’esportazione. Con alti livelli di produzione di gas, il paese è comprensibilmente interessato a perseguire la produzione di idrogeno blu soprattutto ai fini della vendita alle regioni europee e mediorientali che nel prossimo decennio vedranno un vero e proprio boom del vettore.

IDROGENO BLU, GAZPROM E NOVATEK IN POLE

La Russia prevede di produrre idrogeno blu, utilizzando la tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) nei suoi siti gas. Per questo il gruppo di lavoro è composto dai presidenti e dai vicepresidenti delle aziende nazionali del gas Gazprom e Novatek, nonché da rappresentanti dell’industria petrolifera e di diverse altre società e ministeri nazionali. Il gruppo sarà guidato da Alexander Novak, vice primo ministro russo.

ANCHE ROSNEFT E GAZPROM NEFT STANNO OFFRENDO LA LORO ESPERIENZA

Gazprom è interessata ai potenziali usi dell’idrogeno da diversi anni: tra questi piani vi sono, ad esempio, treni alimentati a idrogeno entro il 2024. L’azienda sta pensando anche a trasportare idrogeno verso l’Europa utilizzando una delle due linee del Nord Stream 2. Non solo. Il colosso russo ha recentemente firmato accordi per esaminare l’incorporazione della CCS, produzione di ammoniaca e generazione di energia eolica nei suoi siti di produzione di gas esistenti. E anche le compagnie petrolifere Rosneft e Gazprom Neft stanno offrendo la loro esperienza di produzione di idrogeno grigio nelle loro raffinerie.

PRIMO IDROGENO NEL 2023

Basandosi sulla roadmap dell’idrogeno russo, il gruppo di lavoro prevede che gli impianti per la produzione di combustibile utilizzando CCS possano essere pronti già nel 2023. Infatti, dalla creazione del gruppo di lavoro questo mese, alcune aziende hanno già annunciato piani per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno nel paese. Ad esempio, la United Engine Corporation di Rostec (UEC) ha dichiarato l’intenzione di sviluppare centrali elettriche per supportare l’utilizzo dell’idrogeno nel settore dell’aviazione.

LA RUSSIA PUNTA AL 20% DELLA QUOTA DI MERCATO MONDIALE

Novak ha dichiarato lo scorso mese che la Russia punta a una quota del 20% nel mercato mondiale dell’idrogeno, con il governo che dovrebbe approvare il piano definitivo per l’idrogeno entro i prossimi due mesi. La strategia energetica della Russia fino al 2034, ha un obiettivo di 200.000 tonnellate di export di idrogeno entro il 2024, e fino a 2 milioni di tonnellate entro il 2035, sottolinea Oilprice.

Non è tutto. Mosca prevede anche di lavorare a stretto contatto con molti altri Stati che si presume avranno una alta domanda di vettore nel prossimo decennio, tra cui Germania, Francia, Australia, Giappone, Corea del Sud e Arabia Saudita.

PER DELOITTE SERVIRANNO 50 MLN DI TONNELLATE DI IDROGENO ENTRO IL 2050 ALL’EUROPA

Un rapporto Deloitte suggerisce che l’uso dell’idrogeno nel settore dei trasporti in Europa raggiungerà i 50 milioni di tonnellate entro il 2050 e che l’industria europea potrebbe richiedere fino a 45 milioni di tonnellate di combustibile.