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L’auto usata vale più dell’industria. Il paradosso di Stellantis

Il sito di auto usate Carvana frutta al gruppo Exor più delle fabbriche Stellantis. Ecco perché

John Elkann guadagna più dalla rivendita di usate negli Usa che dalle fabbriche di Stellantis. Mentre il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra FCA e PSA continua a perdere terreno, la cassaforte della famiglia Agnelli trova un tesoro in Carvana, sito americano di auto usate. Ecco perché.

CHI TROVA CARVANA TROVA UN TESORO

Carvana ha trasformato un investimento di 50 milioni di dollari in un sito dal valore di 1,39 miliardi. L’acquisto effettuato a marzo 2023 attraverso Lingotto si è trasformato, almeno sulla carta, in una plusvalenza colossale. Infatti, il fondo ha preso in mano una società sull’orlo del collasso rilanciarla dal punto di vista operativo e borsistico, facendo salire il titolo da circa 10 dollari a oltre 440, con una capitalizzazione superiore ai 60 miliardi. Nel frattempo, il fondo ha alleggerito progressivamente la posizione, incassando. Nei prossimi anni Carvana continuerà a crescere, con ricavi stimati a 20 miliardi di dollari e utili in forte aumento. Un risultato raggiunto grazie a una strategia finanziaria degna di nota e un’attenta ricostruzione della fiducia nel marchio.

PERCHÉ STELLANTIS RENDE POCO

La parabola di Stellantis nello stesso arco temporale è opposta. Infatti, dal 2023 ad oggi il gruppo ha bruciato quasi 40 miliardi di capitalizzazione, scendendo dai massimi di oltre 10 miliardi di valore della quota Exor agli attuali 3,8 miliardi. Le ragioni della débacle sono diverse: il gruppo produce meno, investe con cautela e annuncia piani che faticano a tradursi in crescita.

L’ALLARME DI CAPPELLANO

Pochi giorni fa il responsabile delle operazioni in Europa ha lanciato l’allarme: servono incentivi e nuove modifiche al Green deal per ribaltare la crisi dell’automotive italiano ed europeo. Nel frattempo, però, il principale azionista del quarto gruppo automobilistico mondiale costruisce valore soprattutto fuori dall’Italia. Una domanda sorge spontanea: l’asset industriale più importante è ancora il cuore del progetto di John Elkann o è diventata solo una partecipazione da gestire a distanza?

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