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Auto

Le auto aumentano ma gli incentivi non bastano e le elettriche non decollano. Cosa fare?

Il parco circolante aumenta ma le elettriche non decollano. Cosa fare? Il rapporto e l’evento di presentazione organizzato da I-com

L’offerta di automobili elettrificate è sempre più varia ma le vetture con la spina non vanno a ruba in Italia. Nel 2022 meno del 4% degli italiani ha acquistato una macchina elettrica pura, il 5% una plug-in. Sino ad oggi gli incentivi non hanno dato i risultati sperati: a fine 2022 le elettrificate per le nostre strade erano meno dell’1%, di cui le full electric rappresentavano appena lo 0,4%. Nel frattempo, il parco circolante ha superato i 40 milioni di veicoli, confermandoci al secondo posto in Ue dopo la Germania per numero di vetture. Tuttavia, un quarto di queste auto ha più di 20 anni. Dati e trend che sono emersi dal Rapporto dell’Osservatorio Innov-E di Istituto per la Competitività, intitolato “L’innovazione energetica bussola del cambiamento”, presentato presso la splendida cornice di Palazzo Colonna a Roma.

L’ELETTRICO NON È L’UNICA STRADA

L’estensione del parco circolante italiano rende la decarbonizzazione del trasporto privato un compito ancora più arduo. Per questa ragione, i partecipanti al panel “Verso una mobilità neutrale”, hanno sottolineato l’importanza di inserire nel Regolamento europeo sulle auto inquinanti una deroga ad altre tecnologie e vettori alternativi all’elettrico. Biocarburanti e biogas sono solo due delle molte soluzioni, ma permetterebbero anche di ridurre le emissioni di CO2 delle auto in circolazione.

“L’elettrico sarà sempre più presente ma ci vuole tempo prima che arrivi ad essere l’unica alimentazione. Dobbiamo puntare a far sì che i biocarburanti siano inclusi come tecnologia rinnovabile alternativa all’elettrico, che non può essere definito l’unica tecnologia”, ha affermato Luca Squeri, Responsabile Energia di Forza Italia.

“Senza nucleare parlare di elettrificazione sempre più diffusa è inutile, perché sarebbe molto difficile da realizzare. Ritengo che il GNL vada sostenuto, il dibattito è aperto. Il PNIEC sulla mobilità dice molto anche sul contributo dei biocarburanti al settore”, ha aggiunto Squeri.

“La decarbonizzazione secondo noi deve riguardare in particolare il parco esistente con l’obiettivo di rinnovarlo”, ha affermato Silvia Migliorini, Direttore Federchimica-Assogasliquidi.

Un target non semplice da raggiungere se non si apre anche ad altre soluzioni tecnologiche, ma nel PNIEC “probabilmente c’è ancora una spinta forte all’elettrificazione dei veicoli leggeri in base al Regolamento europeo. Se il consumatore trova alternative può scegliere liberamente tra diverse alternative, quindi lavorare sul costo della mobilità è centrale”, secondo Migliorini.

LE SCELTE DEL CONSUMATORE

Un punto che ha messo d’accordo tutti i partecipanti al panel sulla mobilità sostenibile è che le scelte del consumatore sono un tema centrale della transizione. Decisioni che sono dettate da diversi fattori: prezzo, norme e incentivi.

“Non c’è ancora il divieto di circolazione alle auto ma con le bozze di Regolamenti Ue vediamo già un boomerang sugli acquisti. Non dobbiamo dimenticare di lasciare libera scelta al cittadino”, ha affermato Squeri.

“Le alternative che dai al privato cittadino che compra l’automobile sono quelle che vediamo tutti i giorni. Prendo l’esempio di Roma, dove è molto più rapido spostarsi in scooter. Il problema nasce quando aumentano i turisti, poiché non si trovano i taxi. Se il consumatore ha alternative valide all’auto privata le sceglie”, ha affermato Massimiliano De Toma, membro della Commissione Attività Produttive.

“È anche importante che ci sia una rete di carburanti varia e diffusa affinché il consumatore possa decidere liberamente quale mezzo usare, se il motorino elettrico o la vettura ad esempio. Il mercato delle auto si sta evolvendo grazie alle case automobilistiche che stanno cercando soluzioni interne per la transizione. Tuttavia, il comparto dell’usato nella mobilità elettrica quasi non esiste ancora”, ha aggiunto De Toma.

IL RUOLO DEL GAS

Il metano secondo Flavio Merigo, Presidente di Assogasmetano, sarebbe una soluzione migliore per gli autobus dell’elettrico. “Non è un buon investimento comprare autobus elettrici che costano quattro volte quelli a metano, a cui devo aggiungere una stazione di ricarica da 1 MW”, ha sottolineato Merigo, il quale ha posto l’accento sulla questione dell’aumento dei consumi di elettricità.

“A quanto si sente dire in giro sembra che tutte le fonti energetiche siano gratis. Importiamo energia elettrica dall’equivalente prodotto da quattro centrali nucleari. Nei prossimo anni dovremmo incrementare la nostra produzione di 12/13 terawatt all’ora per supportare l’aumento dei consumi e le fonti energetiche non sono sufficienti. Con le dichiarazioni di intenti non si risolve nulla, ci sono fattori di produzione, dobbiamo tenere in considerazione il costo delle attività per produrre energia green”.

“Il GPL sta avendo numeri importanti sul nuovo immatricolato, grazie anche al prezzo della materia prima che non ha avuto i picchi di altre motorizzazioni e consente al consumatore di scegliere”, ha sottolineato Migliorini.

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