Advertisement Skip to content
Petrolio

Le fusioni e acquisizioni nel settore petrolio e gas continuano a crescere

Dopo un 2023 da record, anche il 2024 sarà un anno ricco di accordi e collaborazioni nel settore oil & gas. E, ancora una volta, il grande protagonista sarà il Bacino Permiano degli Stati Uniti

L’ondata di M&A (fusioni e acquisizioni) – che ha riguardato soprattutto gli operatori dello shale oil nel Bacino Permiano degli Stati Uniti – dopo un 2023 da record, non sembra intenzionata a fermarsi. A livello globale, secondo PwC, lo scorso anno sono state realizzate operazioni per 2.500 miliardi di dollari.

L’ACCORDO SUL PETROLIO DEL BACINO PERMIANO TRA MATADOR E AMEREDEV II PARENT

Matador Resources Company ha annunciato l’acquisizione delle proprietà di petrolio e gas del Bacino Permiano di Ameredev II Parent per 1,9 miliardi di dollari. L’accordo include una partecipazione del 19% in Piñon Midstream e arricchisce il portafoglio esistente di Matador con asset di alta qualità nella contea di Lea (New Mexico) e nelle contee di Loving e Winkler (Texas). Con questa acquisizione – si legge su Oilprice -, la superficie del bacino del Delaware di Matador sfiorerà i 76.900 acri netti, producendo oltre 180.000 boe (barili di petrolio equivalenti) con riserve accertate che superano i 580 milioni di boe.

L’acquisizione è strategicamente importante per Matador, poiché aumenta la sua base patrimoniale, le capacità produttive e il potenziale di flusso di cassa disponibile, e rafforza la sua posizione nel prolifico Bacino Permiano, in particolare nel sottobacino del Delaware, noto per i suoi elevati tassi di produzione e le consistenti riserve. L’aggiunta di 13.500 ettari netti e 431 siti di perforazione gestiti migliorano la scala operativa di Matador e il futuro inventario di perforazione. L’aumento della capacità produttiva e le riserve accertate sottolineano la traiettoria di crescita e la valutazione di mercato della società, che ora potrebbe superare i 10 miliardi di dollari.

Noble acquisirà Diamond Offshore Drilling con un accordo in contanti e azioni da 1,6 miliardi di dollari, aggiungendo 12 navi offshore alla sua flotta ed espandendo il numero totale di impianti a 41. Questa acquisizione offre un premio dell’11,4% sul prezzo di chiusura delle azioni di Diamond, e si prevede che rafforzerà le entrate e il flusso di cassa dell’azienda, in un mercato favorevole della trivellazione offshore. L’accordo, ottenuto attraverso 600 milioni di dollari in nuovi finanziamenti garantiti, promette sinergie di costi al lordo delle imposte di 100 milioni di dollari, con benefici significativi attesi entro un anno dalla chiusura, all’inizio del 2025.

L’ACCORDO SULL’IDROGENO TRA TOTALENERGIES E AIR PRODUCTS

TotalEnergies ha firmato un accordo quindicennale con Air Products per la fornitura annuale di 70.000 tonnellate di idrogeno verde alle sue raffinerie del Nord Europa a partire dal 2030. Questo accordo, volto a decarbonizzare le raffinerie di TotalEnergies, aiuterà ad evitare circa 700.000 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno e fa parte della strategia della major francese volta a ridurre le emissioni nette di gas serra del 40% entro il 2030. Inoltre, TotalEnergies fornirà ad Air Products 150 MW di energia solare da un progetto in Texas, con piani per ulteriori collaborazioni nel settore delle energie rinnovabili nel Regno Unito, Polonia, e Francia.

NextDecade ha firmato un accordo non vincolante con Saudi Aramco per la fornitura di 1,2 mtpa di GNL per 20 anni dal suo impianto GNL di Rio Grande in Texas. L’accordo è in linea con la strategia di Aramco di espandere la propria presenza sul mercato del GNL, in coincidenza con la prevista crescita globale del gas naturale liquefatto del 50% entro il 2030. L’accordo, subordinato ad una decisione finale di investimento sul treno 4 prevista per fine 2024, fa parte degli sforzi più ampi di NextDecade per migliorare le proprie capacità di esportazione di GNL.

LE SCOPERTE E LO SVILUPPO DEI GIACIMENTI DI PETROLIO DI CNOOC E WOODSIDE

La China National Offshore Oil Corporation (CNOOC) ha scoperto un importante giacimento di idrocarburi nelle acque ultraprofonde del Mar Cinese Meridionale. Il giacimento di gas Lingshui 36-1, situato ad una profondità media di 1.500 metri, ha mostrato una capacità produttiva di oltre 10 milioni di metri cubi al giorno. Questa scoperta, descritta come “un’importante svolta esplorativa”, affronta delle significative sfide ingegneristiche e tecniche ed espande la base di risorse nel Mar Cinese Meridionale per CNOOC. La scoperta è fondamentale per incrementare le riserve e la produzione di gas naturale, consentendo alla compagnia cinese di migliorare le proprie capacità di approvvigionamento energetico.

Woodside ha iniziato l’estrazione di petrolio dal giacimento offshore di Sangomar in Senegal, dopo anni di ritardo. Il giacimento, situato a 100 km a sud di Dakar, opera ad una profondità di 780 metri e ha una capacità di stoccaggio di 1,3 milioni di barili, con una produzione prevista che raggiungerà i 100.000-125.000 barili al giorno. Questo sviluppo è destinato a rilanciare in modo significativo l’economia del Senegal, fornendo entrate sostanziali e riducendo le bollette energetiche nazionali. Di proprietà congiunta di Woodside (82%) e della senegalese Petrosen, il progetto – con un costo della prima fase di circa 5 miliardi di dollari – segna un passo fondamentale nella trasformazione del panorama economico del Senegal attraverso l’industria del petrolio e del gas.

LA COLLABORAZIONE SU GAS E PETROLIO TRA CINA E PAKISTAN

Durante una recente visita in Cina, il primo ministro pakistano e il presidente cinese Xi Jinping hanno concordato di sviluppare blocchi offshore di petrolio e gas e di potenziare l’industria mineraria del Pakistan. La collaborazione segue le recenti scoperte di gas e condensati da parte del Pakistan nella provincia del Sindh, indicando una mossa strategica per rafforzare le riserve petrolifere nazionali, che sono in diminuzione e che entro il prossimo decennio potrebbero esaurirsi.

L’accordo arriva nel contesto della forte dipendenza del Pakistan dal greggio importato, simile a quella dell’India, e delle sue riserve estere in diminuzione. La Cina – che ha già prestato al Pakistan 65 miliardi di dollari per progetti infrastrutturali – dovrebbe finanziare l’esplorazione, riflettendo la continua influenza e gli investimenti di Pechino nel settore energetico del Pakistan.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su