Sostenibilità

Le mini centrali nucleari della Rolls-Royce

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La Rolls-Royce in effetti non è da sola in quest’iniziativa, ma guida un consorzio tutto britannico in grado di puntare anche ai mercati stranieri per le centrali nucleari di dimensioni molto ridottePer affrontare in modo efficace e a prezzi contenuti il lento processo di decarbonizzazione, la Rolls-Royce offre una soluzione in miniatura. La proposta, comunque in fase di sviluppo da parte di altre aziende, è quella di “small modular reactors”: ossia, centrali nucleari di dimensioni molto ridotte che possono essere facilmente assemblate a partire da moduli prefabbricati. Gli stessi moduli verrebbero preparati in stabilimenti ad alta tecnologia.

I COSTI DI UNA TECNOLOGIA INNOVATIVA

La Rolls-Royce in effetti non è da sola in quest’iniziativa, ma guida un consorzio tutto britannico in grado di puntare anche ai mercati stranieri: nei quali si stima che la domanda complessiva ammonti a 65-85 gigawatt, per un valore che supererebbe i 400 miliardi di euro.

La produzione di massa aiuterebbe a ridurre sensibilmente i costi: secondo le previsioni rese note dalla casa inglese, circa 70 euro per ogni megawatt. Soprattutto, l’investimento per ogni singolo impianto sarebbe relativamente contenuto rispetto alle somme richieste per uno di dimensioni normali: 3 miliardi di euro.

DIMENSIONI E TEMPI RIDOTTI

La caratteristica principale degli smr – il loro vantaggio essenziale – è per l’appunto un ingombro molto ridotto rispetto alle centrali nucleari tradizionali. Il reattore misura 16 metri in altezza per 4 di diametro, può essere facilmente trasportato con un normale autorimorchio, per via ferroviaria o con chiatte fluviali – così come gli altri componenti, del resto. Gli stessi impianti occuperebbero uno spazio di 40.000 metri quadrati, circa un decimo rispetto a quanto richiesto da quelli attivi oggi.

La loro capacità varierebbe dai 220 ai 440 megawatt, l’equivalente di 150 turbine per l’energia eolica: e sarebbero in grado di rifornire – sostiene la pubblicistica del consorzio – una città grande quanto Leeds (la cui popolazione sfiora le 800.000 unità). La Rolls-Royce è pronta a realizzare e attivare i primi già per il 2028-2029; successivamente, dall’inizio della costruzione di un impianto alla produzione di elettricità occorrerebbero 5 anni.

LE PRIME INSTALLATE NEL REGNO UNITO

All’inizio, il mercato di riferimento sarebbe il Regno Unito: con un obiettivo di circa 10-15 centrali, da installare in ex aree nucleari (in Cumbria, nel Galles). Ma ogni grande città potrebbe dotarsi di una sua mini centrale; i costi contenuti, in relazione all’investimento iniziale, consentirebbero in sostanza di acquisirne una anche ad aziende municipalizzate.