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Le ultime mosse della Turchia per diventare un nuovo hub del gas

Turchia

Ad ottobre Putin ha proposto la Turchia come base delle rotte alternative per le forniture di gas, dopo che i gasdotti Nord Stream sono stati danneggiati da alcune esplosioni. Il presidente turco Erdogan si è detto d’accordo con l’idea

Come abbiamo detto di recente anche nel nostro podcast, la Turchia è sempre più decisa a diventare un nuovo hub del gas. Tra le ultime notizie provenienti dalla regione, si apprende che Ankara starebbe accelerando la produzione del giacimento di Sakarya, nel Mar Nero, la più grande scoperta offshore del Paese.

La Turchia è un enorme importatore ed un importante snodo di transito per il gas della Russia e dell’Azerbaigian verso l’Europa. Proprio in quest’ottica, lo scorso 4 novembre Ibrahim Kalin, il portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, aveva dichiarato che potrebbe essere costruita una nuova conduttura per rafforzare il gasdotto TurkStream.

IL PIANO DI PUTIN IN TURCHIA

Ad ottobre Putin ha proposto la Turchia come base delle rotte alternative per le forniture di gas, dopo che i gasdotti Nord Stream, sotto il Mar Baltico, sono stati danneggiati da alcune esplosioni. Il presidente turco Erdogan si era detto d’accordo con l’idea.

“Facendo questa proposta di costruire un hub del gas in Turchia, il presidente russo Vladimir Putin ha visto che in questa parte del mondo nel medio-lungo termine si formerà una nuova mappa energetica, e la Turchia è la posizione geografica più naturale”.

Sempre pochi giorni fa il ministro dell’Energia turco, Fatih Donmez, ha affermato che il governo di Ankara entro fine anno preparerà una tabella di marcia e che potrebbe organizzare un evento per fornitori e acquirenti. “Potremmo tenere una conferenza internazionale del gas, forse a gennaio o febbraio, per riunire fornitori di gas e Paesi importatori affinché esprimano la loro opinione. Procederemo di conseguenza”, ha spiegato Donmez.

Il piano di Putin consiste nel riorientare i flussi di gas russo verso il mar Nero e fino alla Turchia, dove sono già presenti diversi gasdotti dall’Azerbaigian, dall’Iran e dalla Russia stessa (come il TurkStream, appunto).

LE MIRE DI ERDOGAN

Erdogan ambisce a fare della Turchia non un semplice punto di passaggio tra i venditori asiatici e gli acquirenti europei, ma un intermediario energetico completo, in grado anche di fissare i prezzi del gas. Il presidente turco ha detto che le autorità del Paese stanno studiando le questioni tecniche per la creazione di un hub del gas in Tracia, che sarebbe “il luogo più appropriato”.

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha affermato che il gas russo che arriverà in Turchia potrà essere destinato al mercato europeo. Per farlo, però, bisognerà costruire nuovi gasdotti e infrastrutture. “È questione di domanda e offerta.

LE PROSPETTIVE PER L’UNIONE EUROPEA

Quel che sembra certo è che la domanda di gas dell’Unione europea è destinata a ridursi sempre più, visti gli obiettivi di transizione energetica e di riduzione delle emissioni di gas serra, anche in ragione del fatto che la Commissione europea, lo scorso maggio, ha presentato il piano RePowerEU (da 210 miliardi di euro) per azzerare le importazioni di combustibili russi entro il 2027 e potenziare l’installazione di impianti rinnovabili e dell’idrogeno.

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