Nel primo semestre del 2026 le vendite di auto elettriche sono cresciute del 40,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ecco perché
L’Ue preme sull’acceleratore nella corsa all’auto elettrica. È quanto emerge dai dati raccolti da Reuters, che fotografano un incremento delle vendite di vetture a batteria del 40,5% nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che dimostrano che i veicoli elettrici stanno diventando, a tutti gli effetti, il nuovo mainstream europeo.
LE AUTO ELETTRICHE SPOPOLANO
Nel primo semestre dell’anno le vendite di auto elettriche hanno superato quota 1,2 milioni di unità, pari al 20,7% del totale immatricolato, in aumento del 13% rispetto al 2025 e del 40,5% sullo stesso periodo del 2025. In particolare, a luglio la quota di mercato conquistata dalle auto elettriche nei 16 principali mercati europei ha raggiunto il 25,7%.
«Le persone cercano modi concreti per proteggersi dalla volatilità estrema dei prezzi del carburante, e i veicoli elettrici rappresentano la risposta più efficace. Siamo ufficialmente al punto di svolta: l’elettrico non è più una nicchia, fa parte del mercato di massa», ha detto Adam Wood, Direttore Generale Renault UK, a Reuters.
PERCHE’ LE VENDITE DI AUTO ELETTRICHE VOLANO
I motori della crescita delle vendite delle auto elettriche sono: incentivi, prezzi dei carburanti sempre più alti e modelli economici. Dall’inizio del conflitto con l’Iran a febbraio, l’impennata del prezzo del greggio ha trasformato il pieno di carburante in un salasso per milioni di automobilisti. Il costo sempre più proibitivo di benzina e diesel sta spingendo i cittadini europei verso l’elettrico. L’esempio più lampante dell’accelerazione resta la Francia.
Infatti, nei primi sette mesi dell’anno, il 29% delle nuove auto immatricolate è stato a propulsione elettrica. A luglio si è toccato il record storico del 35% (rispetto al 17% dello stesso mese del 2025). Il volano principale è stato il programma statale di “social leasing”, pensato per consentire l’accesso all’elettrico alle fasce a basso reddito.
GLI OSTACOLI
L’entusiasmo della curva di crescita rischia di impattare contro i ritardi della rete di ricarica pubblica. Per milioni di cittadini europei che risiedono in condomini o aree ad alta densità abitativa senza garage privato, la ricarica domestica a basso costo è una chimera.
“Rischiamo di essere pericolosamente vicini a un punto di saturazione temporaneo. C’è una fascia enorme di automobilisti potenzialmente pronti a compiere il salto verso l’elettrico per sfuggire al caro-petrolio, ma che si trovano nell’impossibilità oggettiva di farlo per mancanza di infrastrutture di ricarica accessibili”, ha detto Ian Henry, analista capo della società di consulenza AutoAnalysis, a Reuters.
GLI USA FRENANO SULLE AUTO ELETTRICHE
Se l’Europa corre spinta dai rincari energetici e dai sostegni pubblici, oltreoceano la traiettoria è opposta. Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha cancellato lo scorso anno i crediti d’imposta federali destinati all’acquisto di EV. Nonostante un recupero del +15% nel secondo trimestre rispetto al primo, le vendite americane hanno segnato un netto -20% su base annua, secondo Reuters. Le stime di Cox Automotive per il 2026 prevedono un calo complessivo del 23% e una quota di mercato ferma al 6,2%, penalizzata anche dalla scarsità di modelli d’ingresso abbordabili.

