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Legge Clima, critiche dal Carroccio: Mancano idrogeno blu e biocarburanti

Clima

– Le Lega ha infatti votato contro la risoluzione, che prevede tra le altre cose, di idrogeno verde e tagli ai Sussidi ambientalmente dannosi –

La risoluzione con i 23 impegni che la Commissione Ambiente del Senato ha chiesto al governo sulla legge Ue sul Clima ha ricevuto il via libera. Ma sono state molte le critiche che hanno accompagnato il provvedimento da parte della Lega che ha puntato l’indice sulla mancanza di riferimenti a Gpl, biometano e biocarburanti per quanto riguarda la mobilità sostenibile. Ma anche contro sull’assenza di citazione nei riguardi dell’idrogeno blu, prodotto con l’utilizzo della cattura e dello stoccaggio della CO2.

Il Carroccio ha infatti votato contro la risoluzione, che prevede tra le altre cose, di idrogeno verde e tagli ai Sussidi ambientalmente dannosi, per voce del capogruppo della Lega Paolo Arrigoni. Il senatore ha dapprima ringraziato il relatore del Pd Andrea Ferrazzi per aver accolto alcune osservazione. Poi ha espresso critiche nei confronti della mancanza di riferimenti alla promozione e al sostegno del connubio tra fotovoltaico e agricoltura con l’agrivoltaico. “Vi domandiamo come pensate di realizzare la penetrazione massiccia delle fonti rinnovabili? Certamente non basterà assolutamente lo sviluppo delle CER e dell’autoconsumo collettivo”, le parole di Arrigoni.

Altro punto critico segnalato dalla Lega l’alleggerimento della richiesta di impegno da parte del governo per “evitare, contrastare, che l’inevitabile revisione del sistema ETS, legato al nuovo taglio al 2030 delle emissioni climalteranti, non travolga con nuovi costi le nostre imprese energivore (hard to abate) con l’incremento delle quotazioni monetarie delle emissioni di CO2; purtroppo neanche la richiesta illustrata ieri di evitare che il sistema ETS possa coinvolgere i settori oggi esclusi, come l’agricoltura, i trasporti oppure l’edilizia é stata recepita”.

Arrigoni ha riconosciuto che la bozza di risoluzione è stata riempita di “tante buone intenzioni anche condivisibili” come il tema dei pozzi naturali da conservare, proteggere, gestire, crearne di nuovi, la salvaguardia della biodiversità, la rigenerazione urbana, il contenimento dell’uso dei suoli, la maggiore informazioni dei cittadini per un maggiore coinvolgimento e il coinvolgimento delle scuole e delle università per maggiore informazione e formazione. Tuttavia, ha precisato il senatore del Carroccio “sono misure caratterizzate da scarsa concretezza, poco incisivi rispetto alla posta in gioco”.

La Lega non ha poi condiviso la proposta di sostenere la riduzione dei processi di produzione di energia e quelli produttivi che rilasciano metano in atmosfera, con particolare riferimento. agli allevamenti intensivi sui quali ha invece chiesto di sostenere investimenti per ammodernare i processi per attenuare l’emissione di metano. Ma anche la promozione di una mobilità sostenibile che punti esclusivamente all’elettrico e all’ibrido. “Non condividiamo l’idea assurda di mettere al bando le auto a combustione. Esiste il GPL, il biometano, i biocarburanti avanzati e sintetici. Abbiamo un’industria della raffinazione che sta investendo per una riconversione”, la posizione del Carroccio che ha chiesto di prendere in considerazione tutto il sistema e il ciclo di vita, dalla CO2 emessa per costruire l’auto elettrica, a quella emessa per rottamarla, alla CO2 emessa per produrre l’energia elettrica per alimentarla.

E ancora: il Carroccio non condivide la mancanza di una “tempistica congrua per la trasformazione dei SAD in incentivi verdi SAF” e l’eliminazione del riferimento all’idrogeno blu prodotto con la cattura e lo stoccaggio di CO2. “È profondamente sbagliato limitarsi allo sviluppo sussidiato dell’idrogeno verde, ancora costosissimo e lontano dall’avere un mercato industriale, mentre quello blu spregevolmente considerato greenwashing”.

Non solo. Arrigoni ha anche ribadito che il gas (“lo considerate il male assoluto”) “avrà un ruolo strategico e di accompagnamento nella transizione energetica come é scritto nel PNIEC che dovrà essere rivisto (peraltro nulla in questo schema viene detto). Infatti non solo respingete la nostra proposta di sostenere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche per il gas, anche con riferimento alle ‘reti intelligenti’ che utilizzano soluzioni digitali per integrare gas a basse emissioni di carbonio e rinnovabili ma addirittura (…) autorevoli esponenti del governo propongono di vietare le trivellazioni su tutto il territorio nazionale con un provvedimento ad hoc, non solo vanificando tutte le attività intraprese in questi due anni per la predisposizione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee ma, soprattutto, determinando conseguenze disastrose sul piano energetico, ambientale, economico e occupazionale per il nostro Paese”.

“Lo stop allo sfruttamento delle georisorse del nostro Paese esporrebbe l’Italia alla totale dipendenza energetica dall’estero, con particolare riferimento al gas naturale. Significherebbe anche un ulteriore rincaro dei costi dell’energia per le famiglie e le imprese, oltre alla chiusura di eccellenze industriali come il distretto di Ravenna o la Val d’Agri e Tempa Rossa in Basilicata, con conseguenze drammatiche sugli investimenti e sull’occupazione che metterebbero a rischio decine di migliaia di posti di lavoro, diretti e dell’indotto; senza contare l’azzeramento delle royalties ai territori e del gettito per le casse dello Stato relativo ai canoni per le concessioni di coltivazione e per i permessi di prospezione e ricerca”, ha chiarito la Lega.