Scenari

Come sarà l’energia italiana nel 2040? Tutti gli scenari di Terna

02/11/2011 Roma, nella foto l'edificio che ospita la direzione generale di Terna, Rete Elettrica Nazionale S.p.A.

Numeri, dettagli, tendenze e confronti nel rapporto “Documento di descrizione degli scenari” utilizzati da Terna per l’elaborazione del Piano di sviluppo della rete elettrica

La domanda elettrica italiana potrebbe raggiungere i 364,3TWh nel 2030 e i 412,7 TWh nel 2040 con un pil in salita dell’1,4% tra il 2016 e il 2020 e dell’1,2% tra il 2021 e il 2040. È l’ipotesi “Terna-Sviluppo” – nel quale si prevede uno sviluppo sostenuto del paese al contrario dello scenario “Terna-Base”, molto più conservativo – contenuta nell’edizione 2018 del “Documento di descrizione degli scenari” utilizzati per l’elaborazione del Piano di sviluppo della rete elettrica, che Terna pubblica con cadenza biennale. Il documento nasce da una “sensitivity analysis” basata sugli scenari tracciati da Entso-E nel “Tyndp 2018 Scenario Report” e dalla Strategia energetica nazionale (Sen) dai quali varia per una serie indicatori macro e microeconomici.

Lo scenario Terna-Base: fino a 4,5 mln di veicoli elettrici nel 2040

Si tratta, come detto, di una visione molto conservativa dello sviluppo del Paese con investimenti ridotti in nuove tecnologie più efficienti e limitato switching verso il vettore elettrico. “Le assunzioni per questo scenario – scrive Terna -, vedono uno sviluppo del paese al di sotto delle aspettative della Sen, del settore industria e del settore terziario sul pil previsto costante nell’arco temporale 2016-2040”. Il pil cresce infatti del +0,5% nel periodo 2016-2040 e il peso del settore industria e del settore terziario sul prodotto interno lordo resta pari rispettivamente al 22% e al 63% nello stesso periodo. Il tasso di inflazione annuo si mantiene su livelli contenuti e l’evoluzione demografica registra una leggera contrazione in linea con le stime Istat. “Questo scenario prevede un livello di efficienza energetica leggermente inferiore ai target dalla Sen ipotizzando un risparmio di circa 9 MTep al 2040 (in luogo dei 10 MTep della Sen al 2030). Si passa infatti dagli 88 MTep al 2016 a 79MTep al 2040”. In termini di diffusione delle tecnologie che hanno maggior impatto sui consumi elettrici, lo scenario Base ipotizza una crescita di veicoli elettrici fino a 1,6 milioni al 2030 e fino a 4,6 milioni al 2040, mentre le pompe di calore raggiungono 3,6 milioni al 2030 e 5 milioni al 2040”. Il risultato finale è una domanda elettrica in crescita annua dello 0,6% fino a 340 TWh nel 2030, sostanzialmente in linea con i livelli considerati dalla Sen. Al 2040 la domanda arriverebbe a 361 TWh.

Lo scenario Terna-Sviluppo: oltre 12 mln di auto elettriche

L’ipotesi presa in considerazione da Terna immagina uno sviluppo del paese sostenuto. “Le policy italiane ed europee sono sostenute da un sistema finanziario solido che permette investimenti in nuove tecnologie più efficienti con massiccio switching verso il vettore elettrico – scrive Terna -. Assumendo obiettivi e ambizioni politiche più elevate, anche grazie alla più elevata flessibilità economica, si prevede un segnale di prezzo CO2 più forte rispetto allo scenario base che porterebbe ad un livello di consumi di combustibili fossili più bassi rispetto allo scenario base. Le assunzioni per questo scenario, vedono una crescita economica del paese superiore a quanto previsto dalla Sen”. Con un pil in salita dell’1,4% tra il 2016 e il 2020 e dell’1,2% tra il 2021 e il 2040 e un peso del settore industria sul prodotto interno lordo in aumento dal 22,86% al 2020 al 23,62% al 2030 fino a raggiungere il 24% del Pil al 2040 e un peso del settore terziario costante nell’arco temporale 2016-2040 rispetto ai valori iniziali pari al 63,21%, un tasso di inflazione annuo sostenuto (2%) e un’evoluzione demografica in leggero incremento (+0,3% nel periodo 2016-2040), “si ipotizza il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica previsti dalla Sen (-10 MTep al 2030). Allungando l’orizzonte al 2040, si ha un risparmio di 24 MTep di risparmi sui consumi di combustibili fossili passando dagli 88 MTep al 2016 ai 64 MTep al 2040. In termini di diffusione dei veicoli elettrici si prevede una crescita fino a 4,5 milioni al 2030 e fino a 12,6 milioni al 2040”. Per quanto riguarda infine le pompe di calore, “le stesse sono previste in crescita raggiungendo 4,2 milioni al 2030 e 6,4 milioni al 2040”.

In sintesi, la domanda elettrica salirebbe dell’1,1% l’anno tra il 2016 e il 2030 raggiungendo i 364,3 TWh mentre al 2040 la domanda arriverebbe a 412,7 TWh. Ad assorbire maggiormente la domanda è il settore Industria e Agricoltura (134,8 TWh nel 2030 e 138,5 TWh nel 2040), seguito dal Terziario (rispettivamente 102,6 e 111,9 TWh), dal domestico (71,4 e 73,9 TWh) e infine dai Trasporti (33,6 e 63,7 TWh) che rappresentano tuttavia l’incremento maggiore tra il 2016 e il 2040 con una crescita media annua del 7,5% “in relazione all’ulteriore diffusione della mobilità elettrica”. A livello geografico, la dinamica della domanda “è attesa più vivace al Centro e nelle Isole con un tasso medio annuo rispettivamente del +1,3% e del +1,2%. Al Nord la crescita della domanda è in linea con la media nazionale, +1,1% mentre aspettative di crescita leggermente inferiori al livello medio nazionale, si registrano nelle Regioni del Sud, con un tasso di sviluppo atteso pari a +1%”.

Potenza di punta: nel 2040 tra 66,4 e 76,3 GW

Quanto alla domanda di potenza alla punta (54,5 GW nel 2017 con un massimo storico di 60,5 GW nel 2015), nello scenario “base” si avrebbero 61 GW al 2030 e 66,4 GW al 2040, in quello di “sviluppo”, rispettivamente 66,5 e 76,3 GW.

Le commodity: l’evoluzione dei prezzi di gas, carbone, petrolio e Co2

Terna propone infine una previsione sull’evoluzione dei prezzi delle quattro principali commodity anche in questo caso suddivisa tra “Base” e “Sviluppo”. Nell’ipotesi più conservativa il gas passerebbe dai 15,4 euro per MWh del 2016 a 25 euro per MWh nel 2040 (con passaggi intermedi di 20 euro per MWh nel 2020 e 22,5 euro per MWh nel 2030). Il carbone da 59,4 a 72,3 euro per tonnellata (con passaggi intermedi di 57,2 nel 2020 e 64,7 euro/ton nel 2030). Il petrolio da 315,2 a 752,5 euro per tonnellata nel 2040 (e 349,9 euro per tonnellata nel 2020 e 551,2 euro/ton nel 2030). La CO2 da 5,4 a 35 euro/ton (e rispettivamente 10,3 e 22,7 euro/ton nel 2020 e 2030). Nello scenario Sviluppo, nel 2040 il gas raggiungerebbe i 28 euro/MWh nel 2040 (20,5 euro/MWh nel 2020 e 24,3 euro/MWh nel 2030), il carbone 90,3 euro/ton sempre nel 2040 (e rispettivamente 60,2 e 75,3 euro/ton nel 2020 e 2030), il petrolio 877,9 euro/ton (370,8 e 624,4 euro/ton) e la CO2 55 euro/ton (13,7 e 34,3 euro/ton).