Il 3 febbraio scorso è entrata in vigore la tabella di marcia del regolamento REPowerEU che prevede lo stop graduale alle importazioni di gas e GNL dalla Russia. Il regolamento stabilisce che il divieto inizierà ad applicarsi dal 18 marzo attraverso una serie di tappe progressive
“In queste settimane gli stoccaggi di gas naturale in UE sono ai minimi degli ultimi 20 anni. Due anni fa sarebbe stata emergenza. Oggi, invece, il prezzo del gas naturale in Europa è ai livelli pre-invasione. Un risultato eccezionale”. Lo scrive su X Matteo Villa, Head of DataLab dell’ISPI.

“Il prezzo del gas naturale in UE – aggiunge Villa – è tornato ai livelli pre-invasione. Anzi: se considerassimo tutta l’inflazione sperimentata dall’Europa nel 2022-2025 (io non lo faccio, impostandola al 2% nel periodo), saremmo persino sotto i livelli del decennio pre-invasione”.
LE ESPORTAZIONI DI GAS RUSSO IN EUROPA
Secondo i calcoli di Reuters, lo scorso anno le esportazioni di gas di Gazprom verso l’Europa sono diminuite del 44%, scendendo a circa 18 miliardi di metri cubi, il livello più basso dalla metà degli Anni 70. Per fare un paragone, nel biennio 2018-2019 le esportazioni russe di gas verso l’Europa avevano raggiunto un picco superiore ai 175-180 miliardi di metri cubi l’anno.
L’UNIONE EUROPEA HA DETTO STOP AL DI GAS DI MOSCA
Il 3 febbraio scorso è entrata in vigore la tabella di marcia del regolamento REPowerEU che prevede lo stop graduale alle importazioni di gas e GNL dalla Russia. Il regolamento stabilisce che il divieto inizierà ad applicarsi dal 18 marzo attraverso una serie di tappe progressive, con l’obiettivo di arrivare al completo azzeramento delle forniture di gas russo entro l’autunno del 2027.
Attualmente solo Ungheria e Slovacchia continuano a importare petrolio russo, che rappresenta circa il 3% del totale delle importazioni di greggio dell’UE.
LA ROADMAP PER L’ABBANDONO DEL GAS RUSSO
Nel dettaglio, il divieto scatterà dal 25 aprile per i contratti a breve termine relativi al GNL; dal 17 giugno per i contratti a breve termine di gas trasportato tramite gasdotto; dal primo gennaio 2027 per i contratti a lungo termine di GNL e, infine, dal 30 settembre 2027 per le importazioni di gas via gasdotto nell’ambito di contratti a lungo termine. Il regolamento prevede che gli Stati membri possano chiedere una proroga fino al 31 ottobre 2027 in presenza di riserve di combustibile eccezionalmente basse. Entro il 1° marzo 2026, inoltre, i Ventisette dovranno presentare alla Commissione europea i loro piani nazionali di diversificazione, indicando le misure con cui intendono attuare concretamente il divieto UE.
UN’ONDATA DI GNL AMERICANO È IN ARRIVO IN EUROPA
A sostituire il gas russo sarò soprattutto il GNL. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, infatti, l’Europa nel 2026 ne importerà 185 miliardi di metri cubi, soprattutto dagli Stati Uniti. Un volume record, in aumento anche rispetto a quello del 2025, che già aveva stabilito un primato.
La previsione, contenuta nell’ultimo “Gas Market Report” dell’AIE, è arrivata a fine gennaio pochi giorni prima che il Consiglio europeo confermasse la scelta di eliminare definitivamente ogni importazione di gas dalla Russia entro novembre 2027.
Lo scorso anno gli Stati Uniti avevano già aumentato del 60% la fornitura di GNL all’Europa, fornendo quasi tutto il volume necessario a compensare il calo delle forniture via gasdotto e riempiendo gli stoccaggi necessari ad affrontare l’inverno.

