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Importazioni energia Ue 2025

L’Europa taglia i ponti con l’estero: la nuova strategia energetica che sta cambiando tutto (e i numeri lo confermano)

Gli acquisti di prodotti energetici extra-UE calano dell’11,1% in un anno, con un valore complessivo dimezzato rispetto al 2022. Crollano i volumi del petrolio mentre si registra un balzo per il gas liquefatto, trainato dalle forniture degli Stati Uniti.

L’Unione Europea continua a ridurre la propria dipendenza energetica dall’estero, segnando nel 2025 un nuovo passo verso la contrazione dei volumi e dei costi di approvvigionamento. Secondo i dati ufficiali pubblicati da Eurostat, lo scorso anno il blocco comunitario ha importato prodotti energetici per un valore complessivo di 336,7 miliardi di euro, corrispondenti a una massa netta di 723,3 milioni di tonnellate.

Se paragonato al 2024, il dato certifica una flessione dell’11,1% in termini monetari e una lieve diminuzione dello 0,6% per quanto riguarda i volumi fisici. Questo trend appare ancora più marcato se si amplia l’orizzonte temporale al 2022: in soli tre anni, il valore delle importazioni è sprofondato del 51,4% rispetto ai 693,4 miliardi del periodo della crisi, mentre i volumi sono calati del 14,9% rispetto agli originari 849,6 milioni di tonnellate.

ANDAMENTO DEL MERCATO E DATI EUROSTAT

Il quadro delineato dall’ufficio statistico dell’Unione evidenzia come la strategia europea stia producendo risultati strutturali. L’analisi, basata sulle stime Comext ed Eurostat, mette in luce una gestione più oculata delle risorse e una diversificazione delle fonti che sta ridisegnando la bilancia commerciale del continente.

La notizia principale risiede proprio nella capacità dell’UE di aver stabilizzato il mercato dopo il picco inflattivo del biennio precedente, riuscendo a mantenere una massa netta di importazioni relativamente costante rispetto al 2024, pur beneficiando di una drastica riduzione degli esborsi finanziari necessari per garantirsi le forniture.

LA CONTRAZIONE DEL COMPARTO PETROLIFERO E IL BOOM DEL GNL

Entrando nel dettaglio delle singole materie prime, il petrolio ha registrato una diminuzione sensibile sotto entrambi i profili. Rispetto al 2024, il valore degli oli petroliferi importati è sceso del 17,8%, accompagnato da una riduzione del volume degli acquisti pari al 6,1%. In netta controtendenza si muove invece il comparto del gas naturale liquefatto (GNL).

In questo settore si è assistito a un incremento vigoroso: il valore del gas liquefatto importato è balzato del 35,2%, sostenuto da una crescita dei volumi che ha toccato il 24,4%. Questa dinamica conferma il ruolo centrale che il GNL ha assunto nella strategia energetica europea per sostituire le vecchie forniture via gasdotto, diventando il pilastro della nuova flessibilità energetica comunitaria.

IL PARADOSSO DEL GAS NATURALE ALLO STATO GASSOSO

Per quanto concerne il gas naturale trasportato allo stato gassoso, i dati mostrano un andamento divergente tra costi e quantità. Se da un lato il volume totale importato è diminuito del 5,3% rispetto all’anno precedente, il valore monetario di tali forniture ha subito un incremento del 3,4%.

Questo scollamento tra massa e valore riflette le oscillazioni dei prezzi di mercato e le diverse condizioni contrattuali che hanno caratterizzato gli scambi di gas via condotta durante l’intero arco del 2025, un anno in cui l’efficienza nel consumo è stata in parte controbilanciata dalla volatilità dei listini internazionali.

LA GEOGRAFIA DEI FORNITORI: IL RUOLO DI STATI UNITI E NORVEGIA

La mappa dei partner commerciali rivela una stabilità consolidata per alcuni attori chiave. Sul fronte del petrolio, gli Stati Uniti si confermano il primo fornitore dell’UE con una quota del 15,1%, seguiti a breve distanza dalla Norvegia (14,4%) e dal Kazakistan (12,7%).

Gli Stati Uniti dominano in modo ancora più netto il mercato del gas naturale liquefatto, arrivando a coprire oltre la metà del fabbisogno europeo (56,0%); in questo segmento, la Russia mantiene una quota del 13,9%, seguita dal Qatar con l’8,9%. Infine, per quanto riguarda il gas naturale allo stato gassoso, la Norvegia resta il partner imprescindibile, fornendo il 52,1% del totale. In questo ambito, l’Algeria si posiziona al secondo posto con il 17,4%, mentre la Russia chiude il podio dei fornitori via gasdotto con il 10,4%.

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