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Le auto elettriche sostengono i prezzi del litio

Litio Prezzi

Dopo tre anni in calo, i prezzi del litio si stanno stabilizzando e crescono le azioni delle aziende del settore: merito delle vendite di auto elettriche in Cina ed Europa

L’aumento delle vendite di automobili elettriche in Cina e in Europa ha incoraggiato gli investitori a puntare sulla ripresa del mercato del litio, componente fondamentale per le batterie. Nelle ultime settimane le azioni di Albemarle, ad esempio – il più grande produttore di litio al mondo –, sono cresciute di oltre due terzi rispetto ai valori di settembre; nello stesso periodo quelle di un’altra importante società, Pilbara Minerals, sono raddoppiate.

IL LITIO E L’AGENDA VERDE

Il Financial Times scrive che il buon momento vissuto dal l’industria del litio è dovuto al suo legame con la cosiddetta “agenda verde” portata avanti da governi e aziende per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e che prevede – tra le altre cose – incentivi alla mobilità elettrica. Il litio è poi legato anche al successo di Tesla, il produttore di auto elettriche più noto al mondo, le cui azioni sono cresciute del 600 per cento circa nel 2020.

In generale, si prevede – la stima è della società di analisi Rho Motion – che quest’anno le vendite di veicoli elettrici e di ibridi plug-in aumenteranno del 28 per cento, per arrivare a 2,7 milioni in tutto. Le vendite europee, aiutate dai sussidi in Germania e in Francia, potrebbero anche superare quelle in Cina.

L’INVERSIONE NEI PREZZI

Il Financial Times parla di un “cambiamento” di umori nei confronti del litio, i cui prezzi sono stati bassi e in calo per tre anni a causa di un eccesso dell’offerta del metallo. In Australia per esempio, la nazione che ne produce di più, i prezzi dello spodumene (un minerale che contiene litio) sono passati da oltre 900 dollari per tonnellata nel 2018 ad appena 375: una cifra talmente bassa che non permette alle compagnie minerarie di ricavare profitti dall’estrazione.

I prezzi sono però rimasti stabili nel mese di ottobre. Mentre in Cina c’è stata una crescita di quasi l’1 per cento dei prezzi del carbonato di litio, una forma più raffinata che viene utilizzata nelle batterie. L’aumento è stato trainato dalle vendite di veicoli elettrici e di computer portatili, vista la maggiore diffusione dello smart working tra la popolazione.

PREZZI ANCORA BASSI PER STIMOLARE NUOVA PRODUZIONE

I prezzi del litio potrebbero però riprendere a calare nel caso di un aumento eccessivo dell’offerta australiana, come successo nel 2017, quando il valore del metallo era ai massimi. Uno scenario che tuttavia non sembra imminente. Ad ottobre la società mineraria Altura è passata sotto amministrazione controllata per non essere riuscita a raccogliere abbastanza fondi per ripagare i debiti. Di recente Pilbara Minerals ne ha acquisito per 175 milioni di dollari gli asset legati al litio, sottolineando però la mancanza, al momento, di “incentivi” per riprendere le attività, visti i prezzi.

A novembre il produttore statunitense Livent – che collabora con Tesla – ha investito nella società canadese Nemaska Lithium, andata in bancarotta l’anno scorso.

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Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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