skip to Main Content

Litio, le società minerarie aumentano la capacità produttiva

Compagnie Minerarie

Le previsioni dicono che la domanda di litio passerà dalle 320mila tonnellate del 2020 ad oltre un milione di tonnellate nel 2025

L’aumento della domanda internazionale di litio – utilizzato nella produzione di batterie per i veicoli elettrici – sta facendo crescere sia i prezzi del metallo, sia l’ottimismo delle aziende del settore. L’anno scorso la pandemia ha abbattuto i finanziamenti alle miniere e agli impianti di lavorazione; ora, invece, l’industria del litio conta sulla richiesta proveniente dalle case automobilistiche per rilanciare l’espansione dei propri progetti.

Grandi produttori come Albemarle e Livent stanno cercando di aumentare l’output di litio, ma alcuni analisti temono che l’aumento dei prezzi del metallo non sia comunque sufficiente ad innescare quell’espansione della capacità produttiva necessaria a soddisfare la domanda del settore automobilistico.

IL CONTESTO

Dall’inizio dell’anno importanti produttori di auto e di componentistica come General Motors, Ford, LG Energy Solution e SK Innovation hanno annunciato investimenti miliardari in stabilimenti per i veicoli elettrici. Negli Stati Uniti, il presidente Joe Biden ha proposto una spesa di 174 miliardi di dollari per lo sviluppo del mercato e delle infrastrutture per i veicoli elettrici. L’Unione europea ha piani simili. In generale, c’è una corsa tra molte economie avanzate per recuperare terreno rispetto alla Cina, il paese in cui nel 2020 sono state vendute più vetture di questo tipo.

Questi sviluppi hanno favorito un aumento dei prezzi del litio: l’indice monitorato dalla società Benchmark Mineral Intelligence ha registrato ad oggi una crescita del 59 per cento del valore rispetto all’aprile del 2020.

UN PUNTO DI SVOLTA, E UNA SFIDA

Paul Graves, amministratore delegato di Livent – fornitore di Tesla, tra gli altri –, ha detto che l’aumento della domanda di litio “riflette quello che sembra essere un punto di svolta reale e fondamentale nel nostro settore”. Livent ha recentemente annunciato di voler più che raddoppiare la propria produzione annua di litio, portandola a 115mila tonnellate.

Graves, tuttavia, ha voluto specificare che “per l’industria del litio sarà una sfida produrre sufficiente materiale qualificato nel breve e nel medio termine”.

GLI OBIETTIVI DI ALBEMARLE

Anche Albemarle, il maggiore produttore di litio al mondo, punta a raddoppiare la propria capacità, portandola a 175mila tonnellate entro la fine dell’anno, quando verrà completata la costruzione di due nuovi progetti.

GLI OBIETTIVI DI SQM

SQM, secondo nella lista dei principali produttori, ha detto di voler espandere del 71 per cento la sua produzione di carbonato di litio entro il mese di dicembre, per arrivare a 120mila tonnellate.

PREZZI E PROFITTI IN SALITA

Secondo Chris Berry, consulente indipendente per le aziende del settore, “i prossimi anni saranno critici in termini di disponibilità sufficiente di litio, ed è però che si sta iniziando a vedere una salita dei prezzi delle materie prime”.

L’aumento dei prezzi del litio sta aiutando i grandi produttori come Albemarle, SQM e Ganfeng Lithium sia a registrare profitti in crescita per il primo trimestre del 2021, sia a rivedere al rialzo le previsioni per il resto dell’anno.

LE PREVISIONI SU DOMANDA E OFFERTA

Le previsioni dicono che la domanda di litio passerà dalle circa 320mila tonnellate all’anno registrate nel 2020 ad oltre un milione di tonnellate nel 2025: per questa data diversi produttori automobilistici intendono lanciare sul mercato nuovi modelli di veicoli elettrici.

Tuttavia, nonostante l’aumento, nel 2025 la domanda di litio dovrebbe comunque eccedere l’offerta per oltre 200mila tonnellate.

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

Back To Top