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Lo stoccaggio del gas europeo sulla buona strada per raggiungere i target Ue, ma sale il conto

Gas

I livelli di stoccaggio del gas in Europa sono pieni al 70,54% secondo l’ultimo rilevamento del 2 agosto, superando la media quinquennale del 70,32%

I paesi europei sono sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riempimento dello stoccaggio del gas entro l’inizio di questo inverno, ma il costo per il rifornimento delle scorte supererà i 50 miliardi di euro, 10 volte di più rispetto allo storico di riempimento medio per l’inverno.

GLI STOCCAGGI GAS UE AL 70,5%

I governi europei erano preoccupati che il taglio delle forniture della Russia attraverso il suo principale gasdotto verso la Germania il Nord Stream 1 avrebbe lasciato i paesi incapaci di raggiungere gli obiettivi di rifornire i depositi per l’inverno. Nonostante il pessimismo, tuttavia, i paesi Ue sono riusciti a riempire i depositi di gas frenando la domanda, passando dal gas al carbone per alcune centrali elettriche e aumentando le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL).

I livelli di stoccaggio del gas in Europa sono pieni al 70,54% secondo l’ultimo rilevamento del 2 agosto, superando la media quinquennale del 70,32%, almeno stando ai dati di Gas Infrastructure Europe (GIE). Discorso simile per media decennale che registra un tasso di riempimento di circa il 71,40%.

L’OBIETTIVO GAS UE DELL’80% AL 1 NOVEMBRE VICINO

L’Unione Europea mira a riempire lo stoccaggio fino all’80% della capacità entro il 1° novembre per fornire un buffer per i mesi invernali di picco della domanda. L’UE ha anche fissato obiettivi intermedi per ciascun paese per ogni mese.

La Germania, più colpita dai ridotti flussi di gas della Russia, si è posta un obiettivo più alto e punta al 95% entro novembre.

UNA GROSSA MANO ARRIVA DAL GNL

L’aumento delle importazioni di GNL ha dato una grossa mano a raggiungere gli obiettivi europei. L’Ue ha importato 21,36 milioni di tonnellate di GNL nella prima metà del 2022, rispetto agli 8,21 milioni di tonnellate dello stesso periodo di un anno fa, secondo ICIS.

A giugno, per la prima volta nella storia, il GNL statunitense ha fornito più gas all’Europa rispetto al gas proveniente dalla Russia.

L’ALLARME DEGLI ANALISTI

Tuttavia, nonostante siano sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo, gli analisti hanno messo in guardia dal compiacimento e hanno avvertito che la dipendenza dell’Europa dal gas russo è tutt’altro che finita.

Analisti ed esperti industriali hanno avvertito che riempire lo stoccaggio di gas a livelli target sarebbe impossibile se la Russia tagliasse totalmente le forniture attraverso il gasdotto Nord Stream 1 alla Germania. Anche se tutto il piano europeo di sicurezza dipende principalmente da due fattori: quanto sarà freddo quest’inverno e come si evolveranno i flussi gas in primavera.

PREZZI ELEVATI: LE STIME DEGLI ANALISTI

Le aziende private sono le principali responsabili delle iniezioni di stoccaggio. I governi europei hanno offerto incentivi come linee di credito, prestiti e sussidi per aiutarli ad acquistare gas quando i prezzi hanno raggiunto livelli record. Il prezzo del contratto del gas TTF olandese a scadenza mensile, il benchmark per l’Europa, è quasi triplicato dall’inizio dell’anno a causa del rallentamento delle consegne di gas russo attraverso il Nord Stream 1 e di un mercato globale teso. E in queste ore si aggira attorno ai 200 euro per MWh.

“Ipoteticamente, sostituire il flusso del North Stream 1 durante questo inverno in base al prezzo TTF future per la stagione invernale, costerebbe all’Europa oltre 50 miliardi di euro, circa 10 volte più di quanto sarebbe stato storicamente”, ha affermato Callum Macpherson, responsabile delle materie prime presso Investec, secondo quanto si legge su Reuters.

Simone Tagliapietra, senior fellow del think tank Bruegel, stima che l’Europa dovrebbe spendere 26 miliardi di euro per riempire lo stoccaggio di gas all’80% dai livelli attuali.

Mandel di Aurora ha stimato che il costo totale del gas iniettato nello stoccaggio dell’UE dall’introduzione degli obiettivi a giugno è di circa 19,8 miliardi di euro, supponendo che tutto il gas iniettato nello stoccaggio sia stato e sarà acquistato a prezzi spot presso l’hub TTF olandese. Ora la stima è salita a 35,5 miliardi di euro in più per riempire lo stoccaggio dell’UE fino agli obiettivi, portando il totale a oltre 55 miliardi di euro. “Stimerei anche da 300 a 600 milioni di euro aggiuntivi per il costo dell’utilizzo dello storage”, ha affermato.

PERICOLO DI TRASFERIMENTO DEI COSTI AI CONSUMATORI

Il costo del riempimento dello stoccaggio potrebbe essere trasferito ai consumatori da bollette energetiche sempre più elevate o attraverso la tassazione, hanno affermato gli analisti.

 

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