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Perché Non Deve Stupire Il Record Di Lobbisti Di Gas E Petrolio Alla Cop28

Perché non deve stupire il record di lobbisti di gas e petrolio alla Cop28

Secondo una rilevazione di Kick Big Polluters Out, a Dubai per la ventottesima conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite sono presenti almeno 2456 lobbisti sui combustibili fossili

Dopo l’enfasi dei primi due giorni, a Dubai i colloqui della Cop28 sono andati avanti e hanno sì fatto registrare nuovi accordi intestatali ma continuano a far discutere per le contraddizioni politiche dei protagonisti. Prima le dichiarazioni del presidente della conferenza, capo dell’Adone, al-Jaber sulla mancanza di dati scientifici sui danni dei combustibili fossili. Poi, ieri, il dato registrato dal collettivo Kick Big Polluters Out (letteralmente “Caccia via i grandi inquinatori”).

IL RECORD DI LOBBISTI A COP28

Sarebbero “almeno 2456” i lobbisti del mondo dei combustibili fossili presenti a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti per la conferenza sul clima che si è aperta il 30 novembre e si protrarrà fino al 12 dicembre. Questa presenza massiccia è stata definita “senza precedenti”, secondo questa nuova analisi Kbpo. “Quasi quattro volte di più” dello scorso anno in Egitto, a Sharm el-Sheich. E questo numero così importante è inferiore “solo alle 3081 persone portate dal Brasile (che dovrebbe ospitare la Cop30) e dagli Emirati Arabi Uniti, che come Paese ospitante della Cop28 ha portato 4409 persone”.

Ricorda il collettivo, infatti, che “l‘anno scorso, l’analisi di Kbpo ha mostrato che ad almeno 636 lobbisti dei combustibili fossili è stato concesso l’accesso ai colloqui sul clima Cop27 in Egitto, rispetto ai 503 dell’anno precedente a Glasgow. E i recenti risultati della Kbpo hanno anche scoperto che i lobbisti dei combustibili fossili hanno partecipato alle Cop almeno 7200 volte negli ultimi due decenni”.

CHI SONO

Come spiega sempre Kbpo, i lobbisti dei combustibili fossili hanno ricevuto più passaggi alla COP28 di tutti i delegati delle dieci nazioni più vulnerabili al clima messe insieme (1509), sottolineando come la presenza dell’industria stia sminuendo quella di coloro che sono in prima linea nella crisi”.

Tra i maggiori protagonisti del mondo Oil & Gas ci sono: “l’International Emissions Trading Association (Ieta) con sede a Ginevra, che ha riunito 116 persone tra cui rappresentanti di Big Polluters Shell, TotalEnergies e la norvegese Equinor”. Ma non solo. “La Francia ha portato giganti dei combustibili fossili come TotalEnergies ed Edf come parte della sua delegazione nazionale, l’Italia ha portato un team di rappresentanti Eni e l’Unione europea ha portato dipendenti di Bp, Eni ed ExxonMobil”. Per Kbpo, dunque, questo dimostra che la Cop28 “viene utilizzata dai grandi inquinatori come un’opportunità per far avanzare un’agenda a combustibili fossili a spese delle comunità in prima linea, ci sono più di sette volte il numero di lobbisti sui combustibili fossili che hanno permesso l’ingresso ai colloqui di Dubai rispetto ai rappresentanti indigeni ufficiali (316)”.

PERCHE’ QUESTO NON STUPISCE

Come fa notare il Guardian, “Il forte aumento dei lobbisti del settore non è forse sorprendente date le recenti rivelazioni secondo cui il paese ospitante ha pianificato di utilizzare gli incontri sul clima con altri paesi per promuovere accordi per le sue compagnie petrolifere e del gas nazionali”. Così come non stupisce in relazione alle dichiarazioni menzionate in apertura di questo articolo da parte del sultano al-Jaber sulla mancanza di dati scientifici sui danni dei combustibili fossili.

Ieri, il capo della conferenza ha provato a chiarire: “Onestamente penso che ci sia un po’ di confusione là fuori e false dichiarazioni. Sono abbastanza sorpreso dai costanti e ripetuti tentativi di minare il lavoro della presidenza Cop28″. La conferenza oggi si è concentrata sulla carbon capture and storage, una delle soluzioni avanzate soprattutto dai protagonisti del mondo delle fossili per continuare a produrre gas e petrolio salvo poi mettere in riserva le emissioni.

 

– Leggi anche: Il nucleare sta tornando di moda? Le idee da Cop28 e la linea dell’Italia

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