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Luca Dal Fabbro nuovo presidente di Iren: via libera dell’Assemblea al Bilancio 2021

Iren

Nel nuovo Consiglio di amministrazione di Iren 15 componenti, di cui 8 donne. Dal Fabbro: Entrare a far parte del Gruppo Iren è per me motivo di onore

Luca Dal Fabbro è il nuovo presidente di Iren, la multiutility del Nord-ovest e resterà in carica per il triennio 2022-2024. La nomina è stata decisa dall’assemblea degli azionisti che ha anche dato il via libera al bilancio 2021.

DEL FABBRO: PER ME UN ONORE LA NOMINA A PRESIDENTER DI IREN. VALORIZZEREMO LEGAMI CON TERRITORI

IRen“Entrare a far parte del Gruppo Iren è per me motivo di onore – ha dichiarato Luca Dal Fabbro -. Iren riveste e rivestirà un ruolo sempre più strategico per lo sviluppo economico dei suoi territori, per la tutela dell’ambiente e per la valorizzazione e l’uso sostenibile di risorse preziose come acqua ed energia. Partendo dal legame che Iren ha con i propri territori di riferimento e dal valore unico che questa relazione genera, metterò a servizio dell’azienda le mie esperienze pregresse per contribuire a rendere il Gruppo leader nella economia circolare e nella transizione energetica. Il mio primo impegno sarà quello di conoscere e approfondire l’ampio patrimonio di professionalità, competenze e storie delle persone che ne fanno parte: un capitale umano inestimabile e ricco di diversità. I fattori abilitanti per realizzare la visione tracciata per i prossimi anni saranno il lavoro di squadra, non solo tra le persone che lavorano per noi e con noi ma anche con i territori di riferimento, lo sviluppo delle competenze e delle sinergie, l’innovazione e la collaborazione con le Istituzioni per iniziative sistemiche come il PNRR. L’obiettivo finale è creare sempre più valore per tutti i nostri stakeholder e azionisti”.

CHI È LUCA DAL FABBRO

Nato a Milano l’8 febbraio 1966, dopo la Laurea in Ingegneria Chimica presso l’Università La Sapienza di Roma ed un master in Politica Internazionale presso ULB al Centre des Etudes Internationales et strategiques di Bruxelles, ha studiato Advance Management al MIT Sloan School di Boston. Ha una lunga esperienza manageriale internazionale nel settore industriale, finanziario e dell’energia e della sostenibilità. È stato Presidente di Snam, Presidente Esecutivo di Renovit, Amministratore delegato di ENEL Energia e E.On Italia, consigliere di amministrazione di
Terna. Inoltre, è stato Vice presidente della Fondazione Snam, Vice Presidente di Assoesco e di Aiget e ha guidato il desk Far East dell’Istituto Affari Internazionali.

È attualmente Presidente dell’Istituto Europeo ESG, Vice Presidente del Circular Economy Network, adjunct Professor all’Università LUISS e professore straordinario alla Università LUM. Ha pubblicato nel 2017 il libro “L’economia del Girotondo” sui temi dell’economia circolare e nel marzo 2022 il saggio “ESG – La Misurazione della Sostenibilità” edito da Rubbettino.

IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE: 15 COMPONENTI, 8 SONO DONNE

Con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2021, essendosi concluso il mandato del Consiglio di Amministrazione in carica, sono stati nominati i quindici nuovi componenti del Cda, che sono: Pietro Paolo Giampellegrini, Tiziana Merlino, Cristina Repetto, Giuliana Mattiazzo, Patrizia Paglia, Francesca Culasso, Francesca Grasselli, Giacomo Malmesi, Gianluca Micconi, Cristiano Lavaggi, Luca Dal Fabbro, Moris Ferretti e Gianni Vittorio Armani nominati dalla lista n.1 presentata da Finanziaria Sviluppo Utilities S.r.l., Finanziaria Città di Torino Holding S.p.A., Comune di Reggio Emilia in proprio e in qualità di mandatario delle Parti Emiliane e Comune di La Spezia e votata dalla maggioranza, a cui si aggiungono Licia Soncini e Enrica Maria Ghia nominati dalla lista n.2 presentata da Amundi Asset Management SGR S.p.A.

SEMAFORO VERDE AL BILANCIO 2021: DIVIDENDO A 0,105 EURO PER AZIONE

L’assemblea ordinaria degli Azionisti di Iren ha dato il via libera al bilancio 2021, alla Relazione sulla gestione e alla proposta di destinazione dell’utile di esercizio pari ad Euro 218.850.794,04, così come deliberato dal Consiglio di Amministrazione: di questi 10.942.539,70 pari al 5% dell’utile di esercizio, a riserva legale; 136.597.794,59 a dividendo agli Azionisti, corrispondente a 0,105 euro per ciascuna delle n. 1.300.931.377 azioni ordinarie costituenti il capitale sociale della Società con la precisazione che le eventuali azioni proprie non beneficeranno del dividendo; il dividendo sarà posto in pagamento a partire dal giorno 20 luglio 2022, contro stacco cedola il 18 luglio 2022 e record date il 19 luglio 2022; infine in un’apposita riserva di utili portati a nuovo, l’importo residuo pari ad 71.310.459,75;

RICAVI IN AUMENTO DEL 33%, EBDITA A +9,6%

I Ricavi consolidati al 31 dicembre 2021 si attestano a 4.955,9 milioni di euro in aumento del +33% rispetto ai 3.726,2 milioni di euro dell’esercizio 2020. I principali fattori di incremento sono riferibili a maggiori ricavi energetici per circa 1 miliardo di euro influenzati prevalentemente dall’incremento dei prezzi delle commodities, per circa 120 milioni di euro alla variazione di perimetro della business unit Ambiente, della business unit Energia (relativa a Iren Energy Solutions ed Asti Energia e Calore) e della business unit Mercato (SidIren), e per circa 100 milioni di euro allo sviluppo delle attività connesse alla riqualificazione energetica e alla ristrutturazione degli edifici favorita dalle recenti agevolazioni fiscali (bonus facciate e superbonus 110%). Alla variazione complessiva, contribuiscono inoltre, ma in minor misura, i maggiori quantitativi venduti per effetti climatici e lo sviluppo della customer base.

Il Margine Operativo Lordo (Ebitda) ammonta a 1.015,8 milioni di euro, in aumento (+9,6%) rispetto ai 926,9 milioni di euro dell’esercizio 2020. L’incremento del margine è riconducibile per circa 24 milioni di euro all’ampliamento del perimetro di consolidamento che ha caratterizzato principalmente la business unit Ambiente. Contribuisce positivamente al miglioramento del margine l’andamento dello scenario energetico caratterizzato da un prezzo dell’energia elettrica in forte incremento rispetto all’esercizio 2020, e il maggior contributo dei servizi di dispacciamento (MSD). La filiera energetica integrata ha permesso un bilanciamento degli effetti positivi e negativi legati alla volatilità dei prezzi, garantendo un apporto significativo al margine di Gruppo. Inoltre, contribuiscono al miglioramento del margine operativo lordo la crescita organica relativa agli incrementi tariffari dei servizi a rete, lo sviluppo delle attività connesse ai lavori di riqualificazione energetica oltre al favorevole andamento della stagione termica.

Il Risultato Operativo (Ebit) è pari a 454,1 milioni di euro, in aumento del +9,3% rispetto ai 415,4 milioni di euro dell’esercizio 2020. Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per 37 milioni di euro, relativi principalmente all’entrata in esercizio di nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento e maggiori svalutazioni per circa 20 milioni di euro correlate prevalentemente agli assets, già non operativi, dell’impianto di Scarlino Energia. Infine, si riportano minori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per circa 8 milioni di euro, in conseguenza di un miglioramento, rispetto allo scorso anno, della stima degli effetti della pandemia Covid-19 sulle perdite attese.

UTILE NETTO A 303,1 MLN (+26,7%)

L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 303,1 milioni di euro, in significativo incremento (+26,7%) rispetto al risultato del 2020. Tale crescita è influenzata positivamente da minori oneri finanziari in seguito alla diminuzione del costo medio dell’indebitamento, che si riduce all’1,7% verso il 2,1% del 2020. Inoltre, sul risultato contribuisce positivamente la riduzione temporanea del tax rate pari al 21,3% (27,1% nel 2020). Quest’ultimo è influenzato da un provento fiscale non ripetibile legato principalmente all’esercizio dell’opzione sui riallineamenti dei valori contabili e fiscali di cui al decreto n. 104/20 (DL “Agosto”). Non considerando tale provento, il tax rate sarebbe stato pari a circa il 29%.

CALA L’INDEBITAMENTO

L’Indebitamento Finanziario Netto al 31 dicembre 2021 è pari a 2.906 milioni di euro, in flessione di 42 milioni di euro rispetto al dato del 31 dicembre 2020 (2.948 milioni). Complessivamente, l’indebitamento finanziario netto si riduce in quanto la robusta generazione di cassa copre l’elevato livello degli investimenti, il cash out per le acquisizioni, principalmente di Futura (20%) e Sidiren, e il consolidamento dei relativi debiti, pari a 56 milioni di euro, e il pagamento dei dividendi pari a 149 milioni di euro. Si segnala inoltre il contributo positivo della variazione del fair value degli strumenti derivati di copertura dal rischio tasso e commodity.

Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 955 milioni di euro, in crescita (+4,7%) rispetto ai 913 milioni di euro del 2020, di cui 85 milioni di euro relativi al cash out per le acquisizioni effettuate nel corso dell’anno.

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