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Piano AccelerateEU elettrificazione

L’UE pronta a lanciare AccelerateEU: cosa prevede il piano per l’elettrificazione dell’Europa

La Commissione Europea punta a ridurre le tasse sull’elettricità entro l’estate per slegarsi da petrolio e gas. Ursula von der Leyen avverte: la dipendenza dai combustibili fossili è costata 22 miliardi extra.

La Commissione Europea si appresta a presentare una nuova strategia strutturale per proteggere il continente dalla volatilità dei mercati energetici globali e accelerare l’indipendenza dai combustibili fossili. Secondo quanto trapelato da una bozza di documento visionata da Bloomberg News, l’esecutivo dell’Unione svelerà il prossimo 22 aprile il piano denominato “AccelerateEU”.

L’obiettivo primario è elettrificare l’intero sistema economico europeo attraverso una riduzione della pressione fiscale sull’elettricità e lo sviluppo di tecnologie pulite, rispondendo così con decisione allo shock dei prezzi innescato dal conflitto in corso in Iran e dalle pesanti interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

LA LEZIONE DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Il piano nasce dall’urgenza di colmare le vulnerabilità messe a nudo dalla crisi in Medio Oriente, una situazione che richiama fedelmente lo shock energetico vissuto nel 2022 a causa della drastica limitazione dei flussi di gas russo.

“I pericoli della volatilità geopolitica, uniti alla dipendenza dell’Europa dalle importazioni di combustibili fossili, sono stati dimostrati per la seconda volta in meno di cinque anni”, si legge nel documento. La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha quantificato l’entità del danno economico durante una conferenza stampa tenutasi lunedì a Bruxelles: dall’inizio delle ostilità in Iran, la spesa dell’Unione per l’acquisto di idrocarburi è aumentata di oltre 22 miliardi di euro, pari a circa 25,7 miliardi di dollari.

“Siamo in ritardo sull’elettrificazione rispetto agli Stati Uniti e alla Cina”, ha ammesso von der Leyen, sottolineando che “elettrificare l’Europa significa renderla più indipendente”.

I CINQUE PILASTRI PER LA SOVRANITÀ ENERGETICA

La strategia “AccelerateEU” si articolerà su cinque direttrici fondamentali. In primo luogo, verrà potenziato il coordinamento tra gli Stati membri per la gestione delle riserve petrolifere e il riempimento dei depositi di gas in vista del prossimo inverno, sfruttando tutte le flessibilità normative già esistenti.

Seguiranno misure di sostegno mirate per proteggere i consumatori e l’industria, una politica di riduzione sistematica dei consumi di gas e petrolio, e forti incentivi per convogliare i capitali verso la transizione. Parallelamente, la branca esecutiva dell’UE presenterà un catalogo dettagliato di provvedimenti per la contrazione della domanda energetica complessiva, che sarà sottoposto alla valutazione dei ministri durante il vertice in programma per il mese prossimo.

RIFORMA FISCALE E RILANCIO DEL MERCATO ELETTRICO

Uno dei nodi centrali della nuova visione riguarda la revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia, un dossier storicamente complesso poiché richiede l’unanimità degli Stati membri e che si era arenato dopo l’impennata dei prezzi del 2022. La bozza del piano prevede di modificare le attuali norme per garantire che l’elettricità sia tassata a un livello sensibilmente inferiore rispetto ai combustibili fossili.

La Commissione punta inoltre a facilitare l’accesso all’aliquota fiscale zero per i consumatori vulnerabili e per le industrie ad alta intensità energetica, semplificando contemporaneamente le tariffe di rete. Entro l’inizio dell’estate, Bruxelles definirà obiettivi vincolanti per l’elettrificazione dell’economia, proponendo cambiamenti mirati alla regolamentazione del mercato per rendere il passaggio all’energia pulita più attraente e rapido.

TECNOLOGIE PULITE PER L’INDUSTRIA E IL RESIDENZIALE

Per abbattere la domanda di idrocarburi negli edifici e nei processi industriali, il progetto si concentra sull’ampliamento delle principali tecnologie “clean”. In particolare, la Commissione solleciterà un impiego massiccio delle pompe di calore e dello sfruttamento dell’energia geotermica, considerati strumenti essenziali per svincolare il riscaldamento e i cicli produttivi dal gas naturale.

Questi interventi strutturali saranno oggetto di un primo confronto politico tra i leader dell’Unione durante una riunione informale prevista a Cipro il giorno successivo alla presentazione ufficiale del piano. La sfida lanciata da Bruxelles è quella di trasformare una fase di fragilità in un momento di forza, determinando attraverso le scelte odierne la capacità del continente di resistere a futuri shock geopolitici.

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