Skip to content
idrogeno

Il Mase lancia le aste per 400 milioni di incentivi per idrogeno green. Tutte le risposte

Il MASE mette in campo un nuovo sistema di incentivi per idrogeno rinnovabile e bioidrogeno. Tutti i dettagli

Quattrocento milioni di euro all’anno per provare a trasformare l’idrogeno green da promessa industriale a realtà. È la scommessa del nuovo meccanismo messo in campo oggi dal Mase, che punta a sostenere fino a 200 mila tonnellate annue di produzione attraverso gare pubbliche e incentivi assegnati a chi riuscirà a offrire i costi più competitivi.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO D’INCENTIVAZIONE DELL’IDROGENO GREEN

Il meccanismo incentivante prevede un limite di spesa pari a 400 milioni di euro all’anno e un contingente che punta a raggiungere una capacità produttiva fino a 200 mila tonnellate annue. Il provvedimento mira infatti a superare uno dei principali freni che fino ad oggi hanno paralizzato i grandi progetti industriali: la mancanza di certezze normative e tariffarie sul lungo periodo. Come verranno assegnate concretamente le risorse pubbliche? Il principio guida scelto dal MASE è quello dell’efficienza dei costi e della concorrenza di mercato. Infatti, l’accesso agli incentivi avverrà tramite gare pubbliche con cadenza almeno semestrale nel quadriennio 2026-2029.

Le graduatorie verranno stese in base al ribasso offerto dai proponenti rispetto al prezzo massimo posto a base d’asta. In altre parole, vincerà chi sarà in grado di produrre idrogeno al minor costo per chilogrammo. Le tecnologie incentivate includono l’idrogeno verde prodotto per elettrolisi dell’acqua alimentata da fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico, ma anche il bioidrogeno ottenuto dalla lavorazione di biomasse, biogas o biometano.

TUTTI I DETTAGLI DEL MECCANISMO DI INCENTIVAZIONE

L’impostazione riflette la volontà di premiare l’innovazione tecnologica ed evitare sussidi a pioggia, concentrando il capitale pubblico sui progetti a più alto rendimento operativo e con le migliori economie di scala.

“Con questo provvedimento mettiamo a disposizione del Paese uno strumento stabile e competitivo per accompagnare la crescita della filiera italiana dell’idrogeno rinnovabile», ha sottolineato il Ministro Gilberto Pichetto Fratin.

“Vogliamo creare le condizioni affinché imprese e investitori possano programmare nuovi interventi industriali, rafforzando la sicurezza energetica nazionale e la competitività del nostro sistema produttivo”, ha aggiunto.

IDROGENO, IL NODO DEGLI HARD TO ABATE

Il meccanismo di incentivazione dell’idrogeno green è un tassello chiave per incastrare il mosaico della decarbonizzazione nazionale nei vincoli definiti dal Green Deal europeo, dal pacchetto Fit for 55, dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) e dalla Strategia italiana per l’idrogeno. La vera partita del vettore in Italia si gioca nei distretti industriali cosiddetti hard-to-abate: siderurgia, chimica, ceramica, vetrerie e raffinazione. Per questi comparti, la sostituzione del gas naturale con idrogeno verde o bioidrogeno è un passaggio cruciale per centrare gli obiettivi di neutralità climatica al 2050 senza impoverire la capacità manifatturiera del Paese.

Tuttavia, le incognite sul tavolo non mancano. Nonostante il plafond da 400 milioni all’anno fornisca una leva finanziaria per far partire i primi gigawatt di elettrolizzatori, la filiera dovrà investire in infrastrutture di trasporto, stoccaggio e disponibilità di energia elettrica rinnovabile a basso costo. L’avvio delle aste nel 2026 rappresenterà il primo vero banco di prova per il futuro del vettore.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su