Scenari

Mise, ancora da sciogliere i nodi sulle deleghe all’energia

mise

Sul tavolo molte le questioni aperte al Mise nel settore energetico a partire dal Gse fino al ‘Green New deal’ passando per Decreto Fer 2, Pniec e mercato tutelato

Ancora una fumata nera sulle deleghe al ministero dello Sviluppo economico. Come per gli altri dicasteri del resto. Nel corso del Consiglio dei ministri tenutosi nel pomeriggio di ieri, si è discusso solo delle deleghe ai ministri senza portafoglio, malgrado la speranza di un via libera “fuori sacco”. Ora si guarda con fiducia al prossimo vertice dei ministri a Palazzo Chigi che dovrebbe essere in programma il 3 ottobre.

BUFFAGNI, MANZELLA IN POLE PER LA DELEGA ALL’ENERGIA. MA LO STESSO PATUANELLI POTREBBE TENERLA

PatuanelliAllo Sviluppo economico, infatti, tiene banco soprattutto “la lotta sulla delega alle TLC, contesa tra il dem Gian Paolo Manzella (in pole anche per l’energia) e la pentastellata Mirella Liuzzi”, scriveva il Sole 24 Ore. “Al viceministro Stefano Buffagni dovrebbe andare quella a politiche industriali e incentivi”, anche se non è escluso nemmeno per lui uno spiraglio nell’energia per la quale nelle scorse settimana si parlava anche di un mantenimento della delega nelle mani dello stesso ministro Patuanelli. Agli altri due sottosegretari del dicastero, Alessia Morani (Pd) e Alessandra Todde (M5S) dovrebbero toccare invece pmi, artigianato, cooperative e crisi aziendali.

LE QUESTIONI APERTE SUL TAVOLO DEL MISE: GSE E PNIEC

Sul tavolo molte le questioni aperte nel settore energetico a partire dalla revoca delle competenze all’ad del Gse Roberto Moneta che dovrebbe trovare soluzione durante il mese di ottobre. In questo caso la decisione sull’ad arriva dopo che la Corte dei Conti aveva giudicato illegittime le nomine di alcuni dirigenti ai vertici della società. Poi c’è da mettere a punto il ‘Green New deal’ promesso dal premier Giuseppe Conte durante il discorso di fiducia alle Camere, che dovrà portare a concretezza le sfide del Piano Energia e Clima che pure dovrà essere limato e corretto in vista del via libero defintivo di dicembre.

TRIVELLE E DECRETO FER 2, MA ANCHE L’ARTICOLO 10 DEL DECRETO CRESCITA

Ciò senza dimenticare la moratoria per lo stop alle trivelle – il Pd non è totalmente d’accordo con le intenzioni del M5s di porre fine per sempre alle esplorazioni in Italia -, il decreto Fer 2 che finanzia le fonti rinnovabili innovative, e sul quale era al lavoro da tempo il sottosegretario Davide Crippa. E la questione dell’articolo 10, comma 3 ter, del Decreto Crescita che ha introdotto per gli interventi di vendita e installazione di impianti fotovoltaici residenziali la possibilità della cessione ai fornitori del credito IRPEF per la detrazione fiscale da parte dei clienti. I fornitori, a seguito di acquisizione del credito di imposta, possono portare in compensazione il credito acquisito con le proprie imposte in 10 quote annuali o ricederlo ai fornitori indiretti: ma sulla norma è stato chiesto l’intervento dell’Antitrust affinché valuti ed elimini gli elementi distorsivi di mercato. Bollette

LO STOP AL MERCATO TUTELATO RISCHIA DI SLITTARE? IMPUGNATO IL DECRETO SUL CAPACITY MARKET

Infine, ci sarà da dare seguito e concreta attuazione allo stop al mercato tutelato nell’energia previsto per il prossimo luglio. Ma anche qui sono molti i dubbi, come chiarisce il Fatto Quotidiano di qualche giorno fa: “Il conto alla rovescia verso la fine del mercato tutelato di luce e gas fissato al primo luglio 2020 è sempre più probabile che slitti di nuovo (sarebbe la terza volta). In corso c’è un braccio di ferro al ministero dello Sviluppo economico tra M5s e Pd sull’assegnazione della delega sull’energia”. Infine, nelle ultime ore, il decreto Mise contenente la disciplina del capacity market è stato impugnato al Tar da Italia Solare, portando una nuova gatta da pelare per i vertici del Mise.