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Mobilità elettrica, Arera: introdurre sistema di ricarica smart per evitare picchi e aumenti

Arera

I contenuti della memoria Arera audita in VI Commissione Finanze della Camera sulle agevolazioni fiscali riguardanti le auto elettriche

Introdurre lo smart charging, un sistema di ricarica “intelligente” con cui incentivare i rifornimenti elettrici nelle ore e nelle zone più adatte, attraverso l’introduzione di segnali di prezzo o vincoli di quantità. In questo modo si eviterebbe il possibile aumento dei costi dovuti agli investimenti che sarebbero necessari sulla rete in caso di “picchi” di prelievo contemporanei, sfruttando anche la carica delle batterie delle auto per stabilizzare il sistema rilasciando energia all’occorrenza. Sono i contenuti della memoria Arera ascoltata in Commissione Finanze alla Camera sulle agevolazioni fiscali riguardanti le auto elettriche.

SERVE MAGGIORE ENERGIA

Secondo Arera, infatti, “se è vero infatti che con l’aumento del volume di veicoli elettrici circolanti sarà necessario disporre di maggiore energia (stimabile in 2 TWh per milione di auto in circolazione), tuttavia l’impatto maggiore potrebbe subirlo la rete di distribuzione, a causa dell’aumento di potenza prelevata in un determinato istante o luogo. Inoltre, per evitare distorsioni o limitazioni del settore, sarebbe utile che gli oneri generali venissero spostati, in tutto o in parte, dalle bollette (alleggerendo quindi anche i prezzi di ricarica delle auto elettriche) alla fiscalità generale”.

SERVE UNA COLLABORAZIONE INTERISTITUZIONALE

“Creare un sistema che sfrutti i momenti in cui la rete è più ‘scarica’ o coniugare la ricarica con la disponibilità locale generazione elettrica da fonti rinnovabili può determinare benefici economici su tutti gli utenti del sistema elettrico, in ragione delle minori necessità di investimento per il potenziamento delle reti attuali finanziati attraverso le tariffe applicate ai clienti – ha commentato Stefano Besseghini presidente Arera -. Su questo argomento forse più che su altri una forte collaborazione interistituzionale permetterà di dare le necessarie risposte per favorire questa apprezzabile trasformazione. L’Autorità assicura la propria piena disponibilità così come la prossima attivazione di tavoli tecnici con i principali soggetti coinvolti per valutare ulteriori interventi regolatori”.

“Il Pniec prevede uno sviluppo della mobilità elettrica molto intenso nei prossimi anni con l’ipotesi di sei milioni di veicoli”. Per l’Italia “è un obiettivo molto sfidante” che “porta con sé l’esigenza di una rete di punti di ricarica” che avranno “inevitabili e importanti riflessi sull’evoluzione del sistema elettrico nazionale”. L’Arera ritiene essenziale che crescita della mobilità elettrica si concili con il contestuale sviluppo efficiente del sistema elettrico nel suo complesso perché questo segmento di domanda si aggiunge a quelli esistenti comportando una nuova elettrificazione di usi finali tradizionalmente soddisfatti con combustibili”, ha detto Besseghini.

FONDAMENTALE LO SMART CHARGING

Per quanto riguarda l’impatto sulle reti elettrice di bassa e media tensione su cui incideranno le infrastrutture di ricarica “appare opportuno ricordare che i costi per lo sviluppo, l’esercizio e la manutenzione delle reti elettriche sono posti in capo a tutti gli utenti del sistema elettrico”. Il regolatore “ha recentemente formulato diverse ipotesi di lavoro per stimolare un uso efficiente delle infrastrutture di rete da parte degli utenti che utilizzano veicoli elettrici”, ha spiegato Besseghini aggiungendo che “da questo punto di vista appare cruciale l’applicazione dello smart charging”.