Il panorama della produzione automobilistica dell’UE è rimasto fortemente concentrato, con la Germania che produce il 21% delle auto vendute nell’UE, seguita da Spagna, Repubblica Ceca, Francia e Slovacchia
Le prospettive economiche dell’Unione Europea sono migliori del previsto, poiché la crescita ha superato le proiezioni iniziali nei primi nove mesi dell’anno, con un aumento del PIL dell’1,5% nel 2025 e un ritmo che nel 2026 e nel 2027 dovrebbe mantenersi simile. È quanto emerge dal report “Economic and Market Report: Global and EU auto industry 2025” di ACEA.
Anche l’inflazione complessiva nell’UE dovrebbe attestarsi intorno all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE) nel 2026. Tuttavia, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente rappresenta un chiaro rischio al ribasso per queste proiezioni macroeconomiche.
NEL 2025 LE IMMATRICOLAZIONI SONO AUMENTATE DEL 3,5%
I mercati automobilistici globali hanno mostrato andamenti positivi nel 2025, sebbene la crescita sia variata a seconda delle regioni. Le immatricolazioni mondiali sono aumentate del 3,5%, raggiungendo 77,6 milioni di unità, trainate da un incremento del 5,5% in Cina, sostenuto da incentivi alla rottamazione e politiche per i veicoli a energia alternativa.
La produzione automobilistica globale è cresciuta del 4,2%, raggiungendo i 78,7 milioni di unità. L’Asia ha continuato a dominare, rappresentando il 62,1% della produzione totale, mentre l’UE ha contribuito con il 14,6%. Il Nord America ha registrato una crescita modesta dell’1%, a causa di un contesto economico incerto e volatile. Dopo un inizio d’anno sottotono, l’Europa ha registrato un aumento complessivo delle immatricolazioni dell’1,4%.
OLTRE UN TERZO DELLE AUTO PRODOTTE NELL’UE VIENE VENDUTO AL DI FUORI DELL’UNIONE
Il panorama della produzione automobilistica dell’UE è rimasto fortemente concentrato, con la Germania che produce il 21% delle auto vendute nell’UE, seguita da Spagna, Repubblica Ceca, Francia e Slovacchia. Insieme, i produttori con sede nell’Unione Europea hanno fornito il 73% del mercato. Nel frattempo, le auto prodotte in Cina rappresentano ora il 7% delle vendite nell’UE, a sottolineare la crescente competitività dei marchi cinesi e il ruolo sempre più importante delle importazioni nella regione.
La produzione europea è rimasta relativamente stabile, ostacolata dai costi energetici persistentemente elevati e dall’impatto dei dazi. Al contrario, la produzione cinese è aumentata del 10,4% grazie a un forte sostegno politico e all’espansione dei volumi di esportazione.
Nonostante le difficoltà, le auto prodotte nell’UE continuano a godere di una forte domanda internazionale, con oltre un terzo venduto al di fuori del blocco. Il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Turchia sono rimasti le principali destinazioni, mentre le vendite di auto prodotte nell’UE in Cina hanno continuato a diminuire a causa dell’intensificarsi della concorrenza locale.
LE SFIDE DEL SETTORE AUTO DELL’UNIONE EUROPEA
Il settore automobilistico dell’UE ha dovuto affrontare notevoli difficoltà commerciali. Le importazioni sono diminuite del 3,2% e le esportazioni del 6,2%, esercitando ulteriore pressione sul surplus commerciale, che ora si attesta a 76 miliardi di euro.
Lo squilibrio con la Cina è stato particolarmente marcato: le esportazioni dell’UE sono crollate del 43%, mentre le importazioni cinesi hanno continuato a crescere, superando per la prima volta il milione di unità. In questo contesto difficile, la Turchia si è distinta con un aumento del valore delle esportazioni del 27,9%, mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 21,4% a causa dei dazi doganali introdotti lo scorso anno.
Il mercato europeo dei veicoli commerciali ha affrontato un anno difficile nel 2025, con un calo delle immatricolazioni in diversi mercati principali, chiaro segno della complessità del panorama industriale. Ad eccezione degli autobus (+7,5%), le immatricolazioni di furgoni e camion sono diminuite rispettivamente dell’8,8% e del 6,2%. La flessione riflette sia una normalizzazione verso le tendenze di lungo periodo, sia le continue sfide legate al rinnovo del parco veicoli e alla transizione verso propulsori a zero emissioni.
I DATI SU VEICOLI COMMERCIALI E AUTOCARRI
Nel 2025 la produzione di veicoli commerciali ha mostrato nette differenze regionali. La produzione globale di furgoni è cresciuta del 2%, mentre in Europa si è registrato un calo del 3,6%, dovuto principalmente a una diminuzione del 6,5% nell’UE e a una contrazione impressionante del 70,2% nel Regno Unito.
Al contrario, la produzione di autocarri nell’UE è diminuita leggermente dello 0,8%, mentre la produzione di autobus ha registrato una solida ripresa dell’8,9%.
I saldi commerciali dei segmenti hanno mostrato notevoli divergenze. Il surplus commerciale del settore dei furgoni si è dimezzato, quello degli autocarri si è ridotto del 9,5% e il deficit commerciale del settore degli autobus ha raggiunto i 2,9 miliardi di euro.


