Scenari

Nel decreto di aprile spazio a rinvio per sugar e plastic tax?

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Quanto alle nuove misure di sostegno che saranno contenute nel decreto Aprile, si parla di un provvedimento da non meno di 6o miliardi, che farebbe lievitare il deficit verso il 7-8%

La sospensione dei versamenti delle ritenute e dell’Iva per aprile e maggio riguarda anche le imprese agricole e il terzo settore: lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in una circolare sulle modalità applicative delle misure fiscali del decreto imprese. Quanto alle nuove misure di sostegno che saranno contenute nel decreto Aprile, si parla di un provvedimento da non meno di 6o miliardi, che farebbe lievitare il deficit verso il 7-8%. Tra le misure potrebbe trovare spazio la sospensione della plastic tax e della sugar tax, mentre il bonus affitti verrebbe esteso ad alberghi, capannoni d’azienda, ristoranti e bar. È quanto scrive Il Sole 24 Ore.

DEFICIT ALLE STELLE

“Dal ministero dell’Economia non filtrano cifre ufficiali, che in base al metodo chiesto dal titolare dei conti Roberto Gualtieri dovranno seguire e non precedere la definizione puntuale delle misure. Ma le ipotesi parlano ormai di un disavanzo aggiuntivo non inferiore al 2%, su cui poggiare un provvedimento che non potrà valere meno di 6o miliardi. Una decisione di questo tipo porterebbe il deficit ufficiale italiano intorno al 5,3%, in un calcolo però solo teorico perché non tiene conto degli effetti della recessione. Ma anche su questo i primi numeri non si dovrebbero far attendere molto. Perché il Def è slittato ma dovrebbe comunque vedere la luce per la fine del mesee difficilmente nelle sue tabelle il disavanzo di quest’anno potrà fermarsi sotto il 7-8 per cento”, evidenzia il quotidiano confindustriale.

I NUMERI BENZINA SUL FUOCO PER I CONTI PUBBLICI

“Cifre inevitabili in quella che si profila ormai come la crisi più dura del Dopoguerra, ma impensabili fino a qualche settimana fa – prosegue Il Sole 24 Ore -. Nessuno ovviamente in questa fase mette il contenimento del deficit fra le priorità. Ma numeri di questo tipo sono benzina sul fuoco delle paure per i rischi che corrono i conti pubblici. Si spiegano così le tensioni interne alle istituzioni comunitarie per superare lo stallo, materializzate ieri nel rilancio del commissario all’Economia Paolo Gentiloni secondo cui ‘questo è il tempo delle scelte’ e ‘il piano per la rinascita, con il Recovery Fund per finanziarla, non può aspettare che tutto sia finito’. Fretta condivisa anche dal presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. Ma sì spiega così anche perché il Mes riveduto e corretto dal preaccordo dell’Eurogruppo continui a rappresentare una mina innescata sotto il terreno della maggioranza. ‘Non lo useremo’, ha ribadito ieri Misiani in linea con le parole di Gualtieri nei giorni scorsi. Ma tanto è bastato per far partire l’attacco di Italia Viva”

LE MISURE CHE VOGLIONO I PARTITI

“È in questo clima che la maggioranza dovrà cercare un identikit condiviso per il decreto Aprile. Molti dei suoi interventi sono di fatto obbligati, dai 3o miliardi (di saldo netto ma non di deficit) delle garanzie ai 15 indispensabili per gli ammortizzatori sociali e il sostegno al reddito, fino agli almeno 2-3 miliardi per continuare a sostenere sanità e Protezione civile. Ma altri dossier sono da definire, spesso incrociati fra loro. Comuni, Province e Regioni sono sul piede di guerra, il governo ha assicurato un trasferimento aggiuntivo e le ipotesi arrivano fino a 5 miliardi di euro. Ma nel Pd si punta a far passare dai Comuni anche un nuovo round di aiuti alle famiglie in difficoltà, battendo il sentiero avviato con i 40o milioni della ‘solidarietà alimentare’. Mentre per i Cinque Stelle la via da seguire è il ‘reddito di emergenza’, che i Dem derubricano come allargamento a colf, badanti, stagionali e lavoratori discontinui dei sostegni avviati con il decreto Marzo”, conclude il quotidiano.