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Nella bozza Ue nessun tetto al prezzo del gas. Rimangono tagli obbligatori a consumi

Ue

La Commissione Ue propone un obiettivo obbligatorio di riduzione” al momento non ancora quantificato che però alcune voci parlano potrebbe orientarsi intorno al 5%del consumo lordo di elettricità durante le ore di picco dei prezzi.

Nessun tetto al prezzo del gas ma solo un taglio obbligatorio dei consumi elettrici nelle ore di punta, un prelievo della rendita inframarginale per le centrali non alimentate a gas che verranno poi redistribuite ai consumatori e un contributo di solidarietà delle aziende che producono energia con combustibili fossili. Infine, prezzi dell’elettricità amministrati per le piccole e medie imprese. È quanto emerge da una bozza della Commissione europea che circola in vista della riunione di domani e che Energia Oltre ha visionato.

TAGLI OBBLIGATORI AI CONSUMI DI ENERGIA

“In risposta all’aumento del rischio per il prossimo inverno e alla necessità di ridurre la domanda complessiva di energia elettrica, di preservare le scorte di combustibile per la produzione di energia elettrica e di adottare misure mirate per ridurre i prezzi dell’energia elettrica nelle ore più costose, in uno spirito di solidarietà, la proposta di regolamento stabilisce due obiettivi di riduzione della domanda di energia elettrica – si legge nella bozza Ue -. Il primo prevede che gli Stati membri mettano in atto misure per ridurre il consumo complessivo di elettricità da parte di tutti i consumatori, compresi quelli che non sono ancora dotati di sistemi di misurazione intelligenti o di dispositivi che consentano loro di regolare il consumo durante il giorno. Le misure dovrebbero essere sufficientemente ambiziose e potrebbero includere, ad esempio, campagne di informazione e comunicazione mirate ai consumatori. Inoltre, per puntare in modo specifico alle ore più costose del consumo di elettricità, quando il gas generalmente fissa il prezzo marginale, la Commissione propone un obiettivo obbligatorio di riduzione” al momento non ancora quantificato che però alcune voci parlano potrebbe orientarsi intorno al 5%del consumo lordo di elettricità durante le ore di picco dei prezzi. Non precisate nella bozza nemmeno le ore in cui si dovrebbe intervenire anche se alcuni rumors parlano di un range tra le 8 e le 19.

“Questo obiettivo obbligatorio comporterebbe la selezione di una media di 3 o 4 ore per giorno feriale, che normalmente corrispondono alle ore di picco del carico, ma che possono anche includere ore in cui si prevede che la produzione di elettricità da fonti rinnovabili sia bassa e che la produzione da impianti marginali sia necessaria per coprire la domanda”, si legge nella bozza.

MARGINE DI DISCREZIONALITA’ AI PAESI SU COME APPLICARE IL TAGLIO

Bruxelles lascia, naturalmente, un certo margine di discrezionalità nell’individuare queste ore. “L’obiettivo vincolante si rivolge specificamente ai consumatori che possono fornire flessibilità attraverso offerte di riduzione della domanda o di trasferimento della domanda su base oraria”, specifica ancora la bozza che precisa come la base da cui partire sia quella compresa nel periodo tra gennaio e agosto 2022: “Inoltre, poiché il gas è generalmente la tecnologia marginale durante le ore di maggiore richiesta, questa riduzione mirata” ancora non specificata nella bozza “può portare a una riduzione del consumo di gas stimata in circa 1,2 miliardi di cm in un periodo di 4 mesi. Ciò rappresenta circa il 3,8% del consumo di gas per l’energia elettrica nello stesso periodo”.

TETTO MASSIMO ALLE RENDITE INFRAMARGINALI

Sulle rendite inframarginali, la bozza Ue prevede “un tetto massimo ex-post ai ricavi per MWh di elettricità prodotta. (…) In considerazione del ruolo che i prezzi dell’elettricità nel mercato del giorno prima hanno come riferimento per la determinazione dei prezzi dell’elettricità in tutte le altre fasce orarie, questa misura riduce l’impatto che la tecnologia che fissa i margini (tipicamente il carbone, oggi spesso le centrali a gas) ha sui ricavi di altri generatori con costi marginali inferiori, come la maggior parte delle fonti rinnovabili, il nucleare e la lignite. Questo imita i risultati di mercato per queste tecnologie che ci si potrebbe aspettare se le catene di approvvigionamento globali funzionassero normalmente e non fossero soggette all’armamento dell’energia attraverso le interruzioni delle forniture di gas”.

In questo modo, specifica il documento “si mantiene l’incentivo per le tecnologie, come le centrali a carbone e a gas, gli impianti di stoccaggio e la risposta alla domanda, a essere disponibili in caso di necessità, garantendo il funzionamento stabile del sistema elettrico per tutta la stagione invernale 2022-23”. Il tetto massimo “non dovrebbe quindi pregiudicare gli investimenti in nuove capacità inframarginali. Pertanto, la Commissione propone di fissare il tetto dei ricavi a [xxx] euro/MWh, che incorpora il necessario margine di sicurezza”, specifica Bruxelles che nella bozza non ha ancora inserito il valore che verrà fissato.

COME SI APPLICA IL TETTO

“Il tetto ai ricavi si applicherà per MWh di elettricità prodotta. Indipendentemente dalla forma contrattuale in cui può avvenire lo scambio di energia elettrica, il tetto dovrebbe essere applicato solo ai ricavi di mercato realizzati. Ciò è necessario per evitare di colpire i produttori che non beneficiano effettivamente degli attuali prezzi elevati dell’elettricità, avendo coperto i propri ricavi dalle fluttuazioni del mercato all’ingrosso dell’elettricità a un prezzo inferiore al livello del tetto”, si legge ancora nel documento che precisa: “Come l’energia eolica, solare, geotermica, nucleare, la biomassa, il petrolio e i prodotti correlati, gli impianti idroelettrici senza serbatoio, ecc. Il tetto ai ricavi di mercato, tuttavia, non dovrebbe essere applicato alle tecnologie con costi di input del combustibile che portano a un livello di pareggio superiore al tetto, poiché ciò metterebbe a rischio queste attività e, in ultima analisi, la sicurezza dell’approvvigionamento. È il caso, ad esempio, delle centrali elettriche a gas e a carbone”.

UN AIUTO AI CONSUMATORI

Per quanto riguarda i consumatori, la Commissione ritiene che “nell’attuale contesto potrebbe essere accettabile estendere la regolamentazione dei prezzi alle piccole e medie imprese (PMI). Dato che la legislazione europea in materia di energia non prevede alcun quadro specifico per questi consumatori, consentire agli Stati membri di estendere i prezzi regolamentati alle piccole e medie imprese durante questa crisi darebbe loro un ulteriore strumento per gestirne l’impatto. Questo approccio riflette il fatto che l’attuale situazione del mercato dell’energia, con prezzi all’ingrosso del gas e dell’elettricità elevati e volatili, può limitare la concorrenza e danneggiare i clienti del segmento delle PMI. Tuttavia, tale possibilità dovrebbe mantenere l’incentivo a ridurre i consumi e quindi essere limitata all’80% del loro consumo storico”.

In aggiunta, “al fine di evitare distorsioni significative del mercato interno, che potrebbero accentuare il rischio di sicurezza degli approvvigionamenti per il prossimo inverno, è fondamentale che tutti gli Stati membri agiscano congiuntamente e con spirito di solidarietà il prima possibile”.

IL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ UNA TANTUM

Il contributo di solidarietà “temporaneo” e “una tantum” delle aziende che producono energia con combustibili fossili consentirà invece “di finanziare misure che contribuiscano a mitigare l’attuale crisi, in uno spirito di solidarietà tra gli Stati membri. La misura consentirà di ridistribuire le risorse e il sostegno finanziario alle famiglie e alle imprese per mitigare gli effetti degli elevati prezzi dell’energia, ridurre il consumo energetico, sostenere le industrie ad alta intensità energetica e sviluppare l’autonomia energetica dell’Unione, a vantaggio di tutti gli Stati membri”. Inoltre, l’attuale interruzione delle forniture di gas e le conseguenti ripercussioni sui prezzi del gas e dell’elettricità, l’aumento della domanda di energia derivante da temperature record e la ridotta disponibilità di alcuni generatori di energia costituiscono una grave difficoltà nella fornitura di un prodotto specifico, in questo caso l’energia. La misura contribuirà a preservare il buon funzionamento del mercato interno e a garantire la necessaria solidarietà tra gli Stati membri.

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