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Neste punta tutto sul carburante sostenibile per gli aerei

Neste

Neste vuole creare un mercato per il carburante sostenibile per l’aviazione, perché – assicura – “le persone vorranno volare in un modo più sostenibile”

L’azienda finlandese Neste Oyj, il più grande produttore di diesel rinnovabile al mondo, ha detto di stare creando un nuovo mercato per i carburanti a basse emissioni di carbonio per gli aerei (in gergo SAF, ovvero Sustainable Aviation Fuel), rivolgendosi a quelle compagnie aeree intenzionate a ridurre i propri livelli di inquinamento.

Neste Oyj pensa che, visto il contesto generale di decarbonizzazione e di transizione energetica verso fonti “pulite”, il costo più alto dei SAF rispetto ai carburanti tradizionali non sarà di ostacolo alla loro diffusione. L’amministratore delegato della società, Peter Vanacker, ha detto a proposito che “le persone ricominceranno a volare, ma vorranno farlo in un modo più sostenibile. Proprio come abbiamo fatto con il diesel rinnovabile, stiamo creando questo mercato”.

GLI INVESTIMENTI

Neste Oyj sta investendo circa 230 milioni di dollari per dotare la propria raffineria di Rotterdam, nei Paesi Bassi, della capacità necessaria a produrre più carburante sostenibile per l’aviazione. Considerata anche l’espansione dell’impianto di Singapore, la società dice che sarà in grado di produrre 1,5 milioni di tonnellate di SAF all’anno entro la fine del 2023; adesso è ad appena 100mila tonnellate.

In media, ogni anno – prima dello scoppio della pandemia di coronavirus – il settore dell’aviazione consumava 300 milioni di tonnellate di carburante a base di combustibili fossili.

QUANTO CONTA IL BIODIESEL PER NESTE

Da oltre dieci anni Neste Oyj realizza biodiesel nel suo stabilimento di Porvoo, in Finlandia. L’investimento non si è rivelato redditizio, almeno inizialmente; nel 2018 però il biodiesel ha superato i prodotti petroliferi tradizionali e si è imposto come “driver del profitto” della società, ha scritto Bloomberg.

COSA FA LA COMPAGNIA DI BANDIERA DELLA FINLANDIA

Anne Larilahti, che si occupa di supervisionare gli sforzi per la sostenibilità di Finnair, la compagnia aerea di bandiera della Finlandia, pensa che si debba “procedere con i biocarburanti ad un ritmo rapido”. Il passaggio ai SAF è però complicato dalla loro limitata disponibilità e dai prezzi alti. Larilahti ha detto che hanno un costo dalle tre alle cinque volte maggiore rispetto ai carburanti tradizionali a base di combustibili fossili, e che non potranno trovare larga applicazione finché non si faranno più economici.

L’anno scorso Finnair ha annunciato che alzerà la propria spesa annuale per i biocarburanti fino a 10 milioni di euro entro il 2025. Prima della pandemia le spese per il carburante ammontavano a 690 milioni all’anno.

PREGI E LIMITI DEI CARBURANTI SOSTENIBILI PER L’AVIAZIONE

I carburanti sostenibili per l’aviazione si ottengono da scarti come l’olio da cucina esausto e i grassi animali. Rispetto al cherosene tradizionale permettono un taglio delle emissioni di carbonio fino all’80 per cento, se si considera l’intero ciclo di vita. Prima di lasciare la raffineria per essere messi in commercio, i SAF vengono miscelati con dei combustibili fossili fino ad un massimo del 50 per cento; Neste Oyj dice che i suoi contengono mediamente una quota del 35-40 per cento di carburante rinnovabile.

Prima di essere inserito negli aerei, spiega Bloomberg, il carburante sostenibile viene ulteriormente mescolato con il cherosene convenzionale presente nelle cisterne di rifornimento degli aeroporti.

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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