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Nomine, ecco chi tira le fila. Tutti gli ultimi rumors

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I presidenti di cda, con la sola eccezione di Gianni De Gennaro, dovrebbero invece saltare tutti. Ecco i nomi dei papabili tra le nomine pubbliche in scadenza

Finito Sanremo “sui canali del potere va ora in onda un altro festival: quello delle quasi 400 nomine pubbliche in scadenza”, scrive Luigi Bisignani sul Tempo. “Il prossimo appuntamento è per il 18 febbraio, quando il Parlamento dovrebbe sbloccare le nomine per le Agcom e la Privacy, i cui collegi sono scaduti da oltre sei mesi e procedono di rinnovo in rinnovo. Ma è solo riscaldamento. La partita vera, infatti, sta per iniziare: il rinnovo dei consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche, a partire dalle big quotate”, si legge invece su Mf-Milano Finanza.

STARACE DESTINATO A RIMANERE IN ENEL, SU DESCALZI PESA IL CASO NIGERIA. PRONTI ALVERA’ E CAO

Partiamo da qui: “Banca Mps, Fnav, Enel, Eni, Leonardo, Poste e Terna. In tutto 68 poltrone alla cloche di una buona fetta di economia italiana, e di 160 miliardi di capitalizzazione di Borsa”. Per il settore energia, prosegue Mf-Milano Finanza “Francesco Starace, numero uno dell’Enel, per esempio, sembra destinato a rimanere sulla sua poltrona, anche se qualcuno nel governo ne vedrebbe bene il trasloco all’Eni. Passaggio che fino a qualche anno fa sarebbe stato visto come una promozione ma che oggi non ha più quello stesso valore. Non solo perché Enel ha superato in capitalizzazione di borsa il Cane a sei zampe, ma anche perché Starace non ha fatto mistero della sua volontà di restare e la politica, alla fine, dovrebbe accontentarlo. Da canto suo l’attuale numero uno dell’Eni, Claudio Descalzi, potrebbe legittimamente aspirare a una riconferma, guardando ai conti del gruppo, ma pesano sulla sua ricandidatura le preoccupazioni legate ai possibili sviluppi dell’inchiesta nigeriana e c’è già chi scommette che al suo posto i grillini vogliano piazzare Marco Alverà, oggi alla guida di Snam – osserva il quotidiano -. Mentre il Partito Democratico potrebbe tirare la volata di Stefano Cao, con un lungo passato in Eni e oggi a capo di Saipem. Il dado non è ancora tratto e da qui ad aprile, quando verosimilmente saranno presentate le liste per il rinnovo del board, lo scenario potrebbe cambiare”.

CHI TIRA LE FILA DELLE NOMINE

“Tira poi aria di possibile rinnovamento anche su Terna, guidata dall’ex Enel Luigi Ferraris (…) D’altronde questa tornata di nomine vedrà in regia, seppur indebolito dalle ultime tornate elettorali, il Movimento Cinque Stelle, che del rinnovamento ha fatto un vessillo – prosegue Mf-Milano Finanza -. A tirare le fila però, al di là delle tante voci e dei tanti interessi, saranno essenzialmente il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Pd), il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, il premier Giuseppe Conte. E Matteo Renzi, che reclama spazio per la sua Iv. Le tessere da incastrare sono molte e il governo nei mesi scorsi non ha brillato in rapidità quando si è trattato di trovare compromessi sulle nomine. Il che lascerebbe immaginare che decisioni più importanti, come i rinnovi delle quotate, potrebbero richiedere i supplementari. Invece, come già riportato da Milano Finanza dell’Il gennaio, l’esecutivo avrebbe intenzione di provare a chiudere in fretta, presentando le liste a ridosso dell’approvazione dei bilanci 2019. La tentazione era stata di muoversi anche prima, ma poi il timore di creare contraccolpi in borsa. di fatto destituendo cda ancora in carica (che scadono appunto con l’approvazione dei conti) avrebbe fatto soprassedere”.

I PRESIDENTI DEI CDA DOVREBBERO SALTARE TUTTI

Dello stesso tenore Il Tempo: “Descalzi in difficoltà per il presunto conflitto d’interessi nelle attività di sua moglie nel settore petrolifero in Congo nonché per il disordinato dinamismo del suo braccio destro e sinistro, Claudio Granata. (…) In grande spolvero, invece, per gli ottimi risultati ottenuti, gli amministratori delegati di Enel, Francesco Starace, e di Poste Italiane, Matteo Del Fante. I presidenti di cda, con la sola eccezione di Gianni De Gennaro, dovrebbero invece saltare tutti (…) Nel backstage si scaldano alcuni “big”, che potrebbero entrare in scena con ruoli di primissimo piano: Luca Valerio Camerano (A2A), Marco Patuano (Nomura), Domenico Arcuri (Invitalia), Marco Alverà (Snam) e, infine, a sorpresa nelle ultime ore, magari anche Luigi Gubitosi (TIm) e Monica Mondardini, manager storica del gruppo De Benedetti, anche perché ormai i posti riservati per legge alle quote rosa sono diventati un incubo. (…) C’è chi giura che Renzi chiederà l’Eni, per gli interessi degli amichetti in quell’area, e proprio da li comincerà la gara, anche perché Francesco Starace, il più accreditato per quel ruolo, non vuole certo spostarsi dall’Enel per finire a San Donato, perenne crocevia di veleni”, conclude il quotidiano romano.