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Il nuovo nucleare, l'”invasione” cinese e la tempesta energetica perfetta. Cosa si è detto nei Green & Net Zero Talk

Chi c’era e cosa si è detto durante la seconda giornata del Green & Net Zero Talk RCS Academy organizzati in collaborazione con Corriere della Sera e Pianeta 2030

Il giorno dell’entrata in vigore della legge delega sul nucleare segna il passaggio dalle parole ai fatti. Il primo decreto attuativo della legge sul nucleare è pronto per approdare sul tavolo del ministro Gilberto Pichetto Fratin. Intanto, l’Ue prepara un piano in quattro punti per resistere alla pressione a tenaglia di Cina e Usa. Tutte le notizie emerse nel corso della seconda giornata dell’ottava edizione dei Green & Net Zero Talk, organizzati da RCS Academy in collaborazione con Corriere della Sera e Pianeta 2030.

PRIMO DECRETO ATTUATIVO NUCLEARE A UN PASSO

Andrea Maria Felici, Direttore Generale DEE (Domanda ed Efficienza Energetica) del MASE, intervenuto alla seconda giornata del Green & Net Zero Talk di RCS Academy, ha anticipato che presto il ministro Gilberto Pichetto Fratin esaminerà il primo decreto attuativo della legge delega sul nucleare. Non si tratta di una semplice limatura burocratica, ma dell’ossatura istituzionale e operativa su cui poggerà il “nuovo nucleare” italiano.

Il provvedimento affronta i nodi storicamente più spinosi. Il primo riguarda le autorizzazioni. La norma introdurrà infatti procedure snellite e corsie preferenziali per i progetti standardizzati, pensate per abbattere i tempi biblici di realizzazione. Il secondo è la nuova Autorità Indipendente, un organismo di vigilanza ed esame autonomo, con competenze adeguate alle tecnologie di nuova generazione. A questo proposito, Francesco Campanella, Direttore dell’ISIN (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione), ha sottolineato come l’istituzione della nuova autorità non rappresenti un ridimensionamento di ISIN, il cui mandato attuale non è più commisurato agli obiettivi futuri, ma l’occasione per valorizzarne l’esperienza storica nel nuovo percorso di licensing.

IL NODO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Il primo decreto attuativo conterrà anche una strategia aggiornata sulla gestione del ciclo dei rifiuti e sul combustibile esausto. Un tema caldo, su cui Campanella ha fornito numeri chiari: al 31 dicembre, l’inventario ISIN registra circa 34.600 metri cubi di rifiuti radioattivi (+250% rispetto al 2025, a fronte di una radioattività scesa del 280%). Il Direttore dell’ISIN ha sottolineato che i volumi crescono per l’aumento dei rifiuti a bassa intensità da uso medico e industriale, mentre calano quelli da decommissioning. Campanella ha posto l’accento sul fatto che risolvere le reticenze locali sullo stoccaggio e sul deposito nazionale è la condizione imprescindibile per evitare che le difficoltà si sommino a quelle per l’individuazione dei siti dei nuovi impianti.

IL POTENZIALE ECONOMICO DEGLI SMR

A differenza della strategia del 2011, incentrata su grandi centrali tradizionali nell’ambito dell’intesa Enel-EDF, la nuova rotta tracciata dal Governo punta dritta sui reattori di quarta generazione (SMR e AMR). Oggi l’Italia importa dalla Francia circa 17 TWh all’anno di energia elettrica; l’obiettivo strategico è ribaltare questo saldo passivo.
Una strategia che prevede 2.000 miliardi di dollari di investimenti sulla fissione e 700 miliardi sulla fusione, con l’obiettivo globale di quasi triplicare la produzione energetica atomica, come sottolineato da Andrea Bombardi, Executive Vice President Open Innovation Hubs di RINA.

Bombardi ha spiegato che l’Italia vanta già la seconda manifattura europea nel settore nucleare ed è pronta a intercettare le richieste dei 42 Paesi che stanno avviando programmi con l’AIEA (tra cui Egitto, Ghana e Arabia Saudita). Con gli SMR, i costi si spostano dalla cantieristica al procurement. La chiave per l’Italia sarà agganciarsi agli otto principali vendor mondiali, mobilitando risorse e fondi per consentire alle PMI italiane di fare Ricerca & Sviluppo ed evitare che le nostre competenze migrino all’estero.

LA TEMPESTA PERFETTA

Il contesto macroeconomico rende l’indipendenza energetica un’esigenza non più rinviabile. Matteo Villa, responsabile del Data Lab di ISPI, ha tracciato un quadro severo della crisi energetica in arrivo, alimentata dai prezzi del gas e dalle speculazioni sui mercati petroliferi. Villa ha sottolineato che la Germania e i Paesi Bassi non hanno riempito gli stoccaggi a maggio, scommettendo su un rientro dei prezzi (allora a 50 €/MWh). Una scelta errata, visto che oggi il prezzo è schizzato a 85 €/MWh.

La situazione prezzi del petrolio non è più rassicurante. Il responsabile del Data Lab di ISPI ha rimarcato che se i future del petrolio quotano 105 dollari, sul mercato spot la consegna immediata tocca i 125 dollari che, sommati a trasporti e assicurazioni, spingono il costo effettivo a 150 dollari al barile. Se non si sono toccati i 200 dollari è solo grazie all’uso delle scorte strategiche da parte di USA e Cina, secondo Villa. L’ultima preoccupazione dell’analista riguarda il boom del solare a discapito dell’eolico. Nonostante il record di installazioni fotovoltaiche a sussidi quasi azzerati, la mancanza di eolico addebitabile alla pianificazione italiana fa sì che i prezzi crollino di giorno per poi impennarsi la sera, mantenendo il gas come fonte marginale price-maker, secondo Villa.

L’UE PREPARA LE CONTROMISURE CONTRO LA CINA

Dall’Europa arrivano conferme sulla gravità del momento. Stefano Grassi, Direttore Relazioni Internazionali del Segretariato Generale della Commissione Europea, ha ricordato la vulnerabilità del Continente, la cui bolletta energetica è aumentata di 100 miliardi di euro in sei mesi, con un’inflazione energetica al +18,8% e prezzi dell’elettricità doppi rispetto a USA e Cina.

Oltre all’emergenza energetica, l’UE affronta una vera e propria pressione commerciale a tenaglia da parte di Cina e Usa. Le esportazioni cinesi verso l’UE sono aumentate del 45% in cinque anni. L’UE sta lavorando su quattro direttrici: il dialogo diretto (che ha strappato a Pechino impegni sul contenimento dell’export e sulla non limitazione delle terre rare), strumenti di salvaguardia commerciale, leggi di diversificazione rapida con dazi e il potenziamento della produzione interna.

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