Il Ministro dell’Ambiente anticipa la tabella di marcia per il permitting e la nuova Agenzia per la sicurezza. Confindustria sostiene la svolta: “L’energia in Italia costa il doppio che in Francia e Spagna”.
L’Italia stringe i tempi per il ritorno all’atomo civile. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato l’intenzione di presentare l’intero pacchetto di decreti legislativi per il nucleare sostenibile entro il prossimo Natale, anticipando significativamente la scadenza dei dodici mesi prevista dalla legge delega. La notizia è emersa durante l’evento “Da Fermi al futuro: dialoghi sull’energia nucleare sostenibile” tenutosi a Torino, dove il titolare del dicastero ha delineato un cronoprogramma serrato che include la gestione delle scorie, la nascita di una nuova Agenzia nazionale e la previsione di una consultazione referendaria tra il 2028 e il 2029.
All’appuntamento istituzionale hanno partecipato anche i vertici di Confindustria e autorevoli costituzionalisti,
convergendo sulla necessità di un mix energetico che garantisca prezzi stabili e competitività al sistema industriale italiano.
UNA TABELLA DI MARCIA SERRATA PER IL PERMITTING
L’obiettivo dell’esecutivo è quello di fornire un quadro normativo completo nel minor tempo possibile per dare certezze a investitori e cittadini. Nonostante la legge delega conceda un anno di tempo, Pichetto Fratin ha confermato la volontà, condivisa con la Presidenza del Consiglio, di arrivare a Natale con i testi già pronti. “È un impegno molto forte perché i decreti riguarderanno tutta la procedura”, ha spiegato il Ministro, precisando che i provvedimenti dovranno disciplinare aspetti complessi come il permitting, la creazione della nuova Agenzia per la sicurezza nucleare, le modalità operative, la localizzazione dei rifiuti e le distanze di sicurezza.
Una volta presentati, i testi dovranno affrontare l’esame della Conferenza delle Regioni, ma la priorità rimane quella di definire la parte tecnica di attuazione della legge per rendere il nucleare una realtà integrativa rispetto alle rinnovabili già nel prossimo decennio.
IL DIRITTO COSTITUZIONALE AL REFERENDUM NEL 2028-2029
Un passaggio cruciale del dibattito riguarda il coinvolgimento popolare. Il Ministro ha dichiarato di dare per scontato lo svolgimento di un referendum nel biennio 2028-2029, definendolo un diritto inalienabile previsto dalla nostra Costituzione. Secondo Pichetto Fratin, è del tutto naturale che in una democrazia si possano raccogliere firme per una consultazione, specialmente su un tema di tale rilevanza.
“La cosa fondamentale è che dobbiamo cercare di dare il massimo della chiarezza, tutte le risposte e la massima trasparenza”, ha affermato, sottolineando che il dovere del Governo è informare correttamente l’opinione pubblica affinché la partecipazione alle decisioni sia consapevole e basata su dati oggettivi.
LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA DEI PICCOLI REATTORI MODULARI
Sotto il profilo tecnologico, il futuro dell’atomo in Italia non passerà per le grandi centrali del passato, spesso evocate dai media ma ormai superate dai nuovi modelli industriali. Pichetto Fratin ha chiarito che la strategia punta sui piccoli reattori modulari (SMR). Si tratta di impianti a fissione, non a fusione, con una potenza media di circa 300 megawattora, caratterizzati dal fatto di essere assemblabili in fabbrica.
Questa tecnologia “plug and play” permetterebbe un’installazione più flessibile e sicura, rispondendo meglio alle esigenze di un territorio complesso come quello italiano e garantendo una produzione energetica costante e decarbonizzata a prezzi inferiori rispetto all’attuale dipendenza dai combustibili fossili.
L’ALLARME DI CONFINDUSTRIA SUL DIVARIO DEI COSTI ENERGETICI
A sostenere la necessità del nucleare è intervenuta Confindustria per bocca di Aurelio Regina, delegato per l’energia dell’associazione. Regina ha evidenziato come l’Italia sia eccessivamente esposta alle crisi internazionali a causa della sua dipendenza dal gas, una condizione che genera una volatilità insostenibile
per le imprese. I dati portati a supporto della tesi sono impietosi: a maggio, il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è stato di 122 euro al MWh, ovvero 22 euro in più rispetto alla Germania e più del doppio rispetto a quanto
pagato in Francia e Spagna.
“L’industria ha bisogno di sapere i costi per poter programmare”, ha incalzato Regina, definendo il nucleare una necessità per un’energia pulita e sicura e auspicando che la scelta venga valutata su
parametri tecnici e non attraverso battaglie ideologiche.
UN SITO UNICO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLE SCORIE
Sul delicato fronte dei rifiuti radioattivi, il Ministro dell’Ambiente ha proposto un cambio di paradigma radicale. L’idea è quella di abbandonare l’attuale frammentazione dei depositi temporanei, spesso difficili da sorvegliare e gestire. “Serve un luogo serio e vigilato, aggiungendoci un grande centro di ricerca collegato”, ha spiegato Pichetto Fratin, contrapponendo questo modello all’ipotesi di mantenere cento piccoli spazi sparsi per la penisola che richiederebbero una sorveglianza costante e frammentata.
Questo polo unico non fungerebbe solo da deposito sicuro per le scorie, ma diventerebbe il cuore pulsante dell’innovazione scientifica legata alle nuove tecnologie nucleari.
LA STABILITÀ GIURIDICA E IL CAMBIAMENTO DEL QUADRO POLITICO
Al convegno è intervenuto anche il costituzionalista Giovanni Guzzetta, che ha sottolineato la complessità della stesura del disegno di legge. Secondo Guzzetta, il superamento dei precedenti referendum abrogativi è possibile “perché il quadro politico e le condizioni di fatto sono profondamente mutate rispetto al passato”.
Sebbene dal punto di vista politico non esista una garanzia assoluta che le norme non vengano cambiate in futuro, il professore ha osservato che “una volta che la scelta verrà fatta e consolidata da un’opinione maggioritaria, sarà difficile smantellare tutto”, suggerendo che la stabilità della riforma dipenderà dalla sua capacità di raccogliere un consenso ampio e strutturato.
PREZZI DEI CARBURANTI E SICUREZZA DEGLI STOCCAGGI
Infine, Pichetto Fratin ha toccato temi economici di immediato impatto sui cittadini, come quello delle accise e delle scorte di gas. Il Ministro ha ribadito che gli interventi sulle accise sono misure eccezionali da adottare
solo in fase di emergenza; con i prezzi tornati sotto i due euro al litro, la priorità deve essere la tutela del bilancio dello Stato.
Sul fronte della sicurezza nazionale, il titolare dell’Ambiente ha rassicurato sulla tenuta degli
stoccaggi di gas, precisando che l’Italia ha iniziato a riempire le riserve preventivamente, ben prima dello scoppio delle ultime tensioni belliche internazionali, garantendo così una posizione di relativa tranquillità per il
sistema Paese.


