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GILBERTO PICHETTO FRATIN, MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA

Nucleare, Pichetto Fratin accelera: “Quadro giuridico entro fine anno, sfida per il futuro dei giovani”

Il Ministro dell’Ambiente annuncia a Milano un piano legislativo lampo per il ritorno all’atomo e un decreto bollette per allineare i prezzi industriali italiani a quelli della Germania.

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha tracciato una rotta decisiva per il futuro energetico del Paese, ponendo il ritorno al nucleare come una priorità assoluta da completare entro la fine del 2026. Intervenendo a Milano durante la XXVIII edizione di “Futuro Direzione Nord“, la rassegna istituzionale promossa dalla Fondazione Stelline presso la sede di Assolombarda, il titolare del MASE ha trasformato l’impegno istituzionale in una vera e propria missione di mandato.

“È diventata una mia sfida personale e non solo di Governo, lo sento come dovere nei confronti degli italiani e dei giovani”, ha dichiarato il Ministro, sottolineando l’urgenza di fornire alle nuove generazioni gli strumenti necessari per competere sui mercati globali e preservare la ricchezza ereditata dal passato, specialmente in un contesto produttivo come quello milanese, cuore pulsante dell’economia nazionale.

CRONOPROGRAMMA LEGISLATIVO PER IL NUOVO NUCLEARE

La notizia, emersa nel corso del convegno intitolato “Prospettive in bilico”, delinea un percorso normativo molto serrato che vedrà il Parlamento protagonista nei prossimi mesi. Il piano prevede l’approvazione della legge delega alla Camera entro fine maggio, per poi passare al Senato entro luglio e concludere l’iter parlamentare entro la fine dell’estate.

Successivamente, la palla passerà al Governo per la stesura dei decreti delegati. L’obiettivo dichiarato di Pichetto Fratin è quello di arrivare al 31 dicembre con un quadro giuridico completo e operativo, indispensabile per sbloccare le scelte di investimento sulle tecnologie nucleari di ultima generazione. Secondo il Ministro, questo passaggio è l’unica via per colmare il divario con competitor come Francia e Spagna, che oggi godono di prezzi dell’energia dimezzati grazie a un mix elettrico composto per oltre il 90% dalla fonte atomica.

ECCELLENZA MANIFATTURIERA E LEADERSHIP TECNOLOGICA ITALIANA

Nel suo intervento, Pichetto Fratin ha rivendicato con forza il primato tecnico dell’Italia, spesso ignorato nel dibattito pubblico. Il Paese vanta infatti la seconda industria manifatturiera di materiale nucleare in Europa ed è in prima linea nella gestione di ITER, il più ambizioso progetto mondiale sulla fusione nucleare.

“Siamo i secondi solo perché il mattone è in Francia, sennò saremmo anche al primo posto”, ha puntualizzato il Ministro, ricordando che l’Italia ha mantenuto negli anni un altissimo livello di competenza scientifica grazie a esperti che non hanno mai smesso di studiare la materia, nonostante il fermo tecnologico degli scorsi decenni. Questa base industriale rappresenta il punto di partenza per una nuova fase che punta a reinserire l’atomo nel portafoglio energetico nazionale come elemento di stabilità e competitività.

DECRETO BOLLETTE E IL PARALLELO CON LA GERMANIA

Un altro annuncio di rilievo riguarda la competitività immediata delle imprese del Nord, una delle aree industriali più rilevanti del continente. Il Ministro ha anticipato l’inserimento di una norma specifica nel decreto bollette, attualmente al vaglio della Commissione Europea, volta a riequilibrare i costi energetici. L’intento è quello di parificare le condizioni italiane a quelle tedesche.

“Noi non possiamo staccarci dalla Germania per il prezzo dell’energia, perché è una questione di competitività; la Germania è partner e competitor”, ha spiegato Pichetto Fratin, evidenziando come l’allineamento dei costi con il principale partner commerciale europeo sia vitale per la tenuta del sistema manifatturiero del Settentrione.

GEOPOLITICA E RIFLESSI SUI PREZZI DELL’ENERGIA

L’analisi del Ministro si è poi spostata sul complesso scenario internazionale, con particolare riferimento alla crisi nello Stretto di Hormuz e alle tensioni in Medio Oriente. Pichetto Fratin ha espresso preoccupazione per l’instabilità dell’area, citando il bombardamento chirurgico effettuato dall’Iran su alcune parti dei grandi impianti di liquefazione di Doha.

“Ci vorrà minimo un anno per renderlo nuovamente operativo”, ha avvertito, prevedendo uno squilibrio prolungato tra domanda e offerta che manterrà i prezzi su livelli elevati. Poiché l’Italia è legata ai listini internazionali, i margini di manovra interna rimangono limitati. Tuttavia, per quanto riguarda il prossimo inverno, il Ministro ha rassicurato sulla situazione degli stoccaggi di gas, favoriti da una stagione mite che ha permesso di proseguire con le operazioni di pompaggio senza dover ricorrere a consumi eccessivi per il riscaldamento o il raffrescamento.

LOGISTICA DEL CHEROSENE E CAPACITÀ DI RAFFINAZIONE

Infine, il Ministro ha affrontato il tema della raffinazione, settore in cui l’Italia detiene ancora un ruolo strategico a livello europeo, specialmente per quanto riguarda il cherosene destinato al settore aereo. La crisi nel Golfo Persico, principale produttore di questo combustibile, impone una riflessione sulla diversificazione delle forniture.

La sfida sarà valutare se attendere la riapertura delle rotte mediorientali o rivolgersi con maggiore decisione al mercato americano, pur consapevoli delle differenti caratteristiche tecniche del prodotto statunitense. In questo quadro di “prospettive in bilico”, la visione del Governo punta a una stabilizzazione del sistema che passi per l’autonomia normativa e la diversificazione delle fonti, con il nucleare nel ruolo di pilastro strategico di lungo periodo.

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