Il ministro promuove il Piano Italia di Stellantis ma avverte: se la nuova 500 non farà ripartire produzione e occupazione servirà un altro modello. Dubbi anche su Cassino
L’arrivo della Fiat 500 conferma la centralità di Mirafiori per Stellantis, ma Urso avverte che potrebbe servire un nuovo modello se le vendite non decolleranno. La scelta di costruire l’Alfa Romeo Giulia e Stelvio a Cassino è una buona notizia, ma mancano ancora prospettive certe per lo stabilimento. Gli investimenti su Melfi e Atessa confermano l’importanza delle due fabbriche come hub di modelli di fascia mid-size e di veicoli commerciali. È quanto scrive su X il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, promuovendo il Piano Italia di Stellantis, ma chiedendo uno sforzo in più al gruppo per trasformare le promesse dell’ad Filosa in fatti. Al tempo stesso, il ministro lancia un appello all’Ue per superare l’approccio del Green Deal e tutelare l’industria europea dell’automotive.
MIRAFIORI CENTRALE, MA LA 500 BASTERA’ A SALVARE LO STABILIMENTO?
Urso promuove il Piano Italia di Stellantis, ma non a pieni voti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy accoglie con favore l’arrivo della nuova generazione di Fiat 500 multienergy a Torino, promessa dall’ad del gruppo, Antonio Filosa.
La centralità di Mirafiori, però, non può essere solo una medaglia sulla carta. “Ora questa centralità deve trovare piena conferma nei volumi, nella produzione e nel lavoro”, ha scritto Urso su X. Il messaggio è chiaro: se i nuovi modelli di 500 ibrida ed elettrica non basteranno a far girare le linee a pieno regime e a svuotare le casse integrazioni, si valuterà l’assegnazione di “un ulteriore modello allo stabilimento piemontese”.
I DUBBI SU CASSINO
Il futuro approdo di Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale è un primo passo per il rilancio dello stabilimento di Cassino, secondo Urso. Tuttavia, il ministro chiede maggiori certezze sul fronte della produzione e del lavoro.
“Importanti segnali per Cassino dal Piano Italia di Stellantis: lo stabilimento resta centrale nelle strategie del Gruppo. Quanto annunciato ieri in audizione in Parlamento dall’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, sul futuro del sito produttivo va nella giusta direzione. Ora occorre consolidare questo percorso, dando una prospettiva certa”, sottolinea il ministro su X.
I NUOVI MODELLI A MELFI E ATESSA
In un post su X Urso loda la scelta di Stellantis di produrre cinque nuovi modelli nello stabilimento di Melfi da qui al 2028: Alfa Romeo, Jeep, DS e Lancia. Una mossa che, secondo il ministro, conferma la sua vocazione di hub dei modelli di fascia mid-size del Gruppo.
Semaforo verde di Urso anche per l’investimento di oltre 1 miliardo di euro nei prossimi cinque anni nella fabbrica di Atessa per renderla il centro produttivo europeo dei veicoli commerciali di nuova generazione.
LA STOCCATA ALL’UE
Il Piano Italia di Stellantis non sarà sufficiente a blindare gli investimenti annunciati dal gruppo, secondo Urso. Bisognerà radere al suolo le attuali normative comunitarie.
“Ora anche in Europa serve il coraggio di cambiare rotta, superando l’approccio ideologico del Green Deal e costruendo una politica industriale che difenda produzione, lavoro e filiera”, scrive Urso su X, sottolineando la necessità di “spianare in Europa le macerie del Green Deal” nei mesi decisivi che verranno, per restituire quella competitività che i paletti sull’elettrico rischiano di soffocare.


