Energie del futuro

Cosa farà Panasonic sulle batterie in Europa

batterie finlandia

Panasonic vuole costruire la sua prima fabbrica di batterie in Europa, in Norvegia, collaborando con Equinor e Norsk Hydro

Panasonic, azienda giapponese di elettronica, ha intenzione di costruire la sua prima fabbrica di batterie in Europa, più precisamente in Norvegia.

Prima di procedere, però, Panasonic realizzerà uno studio di fattibilità assieme alla compagnia petrolifera norvegese Equinor e al produttore di alluminio Norsk Hydro, che verrà completato entro sei mesi. Dai risultati dello studio dipenderanno le dimensioni dell’ipotetica fabbrica, che però l’azienda ha già anticipato al Financial Times che potrebbero “avvicinarsi” a quelle della Gigafactory 1 di Tesla in Nevada, negli Stati Uniti.

COS’È LA GIGAFACTORY 1

La Gigafactory 1 di Tesla, l’azienda di Elon Musk nota principalmente per le auto elettriche, è una fabbrica di batterie alimentata ad energie rinnovabili: una volta terminata la costruzione – al momento i lavori sono al 30 per cento –, sarà la più grande al mondo. Prossimamente la capacità della struttura verrà portata a 38 gigawattora l’anno.

Lo scopo della Gigafactory 1 è di fornire “le batterie sufficienti a soddisfare la domanda dei veicoli” elettrici, scrive Tesla nella pagina dedicata sul suo sito web.

IL MERCATO EUROPEO

Tesla sta realizzando una Gigactory anche in Germania, a Berlino-Branderburgo, per farne un centro di progettazione e produzione di veicoli destinati al mercato mondiale. Panasonic partecipa alla gestione della fabbrica di Tesla in Nevada, ma la sua presenza in Europa è invece limitata.

Secondo l’organizzazione Transport & Environment, nel 2021 la quota delle auto elettriche nel mercato europeo arriverà al 15 per cento. E maggiori saranno le vendite di automobili elettriche, maggiore sarà la domanda di batterie.

Allan Swan, a capo dell’unità di Panasonic che si occupa della produzione di batterie negli Stati Uniti, ha detto al Financial Times che l’Europa è “un mercato prematuro”, che sta ancora crescendo e che “potrebbe essere colossale”. Le case automobilistiche europee, secondo Swan, vogliono essere le più “avanzate” nell’industria dei veicoli elettrici.

In passato Panasonic ha fornito batterie ai produttori europei come Volkswagen e Peugeot, ma non dello stesso tipo di quelle che produce per Tesla, che sono agli ioni di litio e hanno forma cilindrica.

LE FABBRICHE DI NORTHVOLT

Oltre a Tesla, anche il produttore svedese Northvolt sta costruendo una grande fabbrica di batterie in territorio europeo: si chiama Ett e si trova a Skellefteå, nel nord della Svezia. La produzione su larga scala dovrebbe iniziare nel 2021; entro il 2024 la struttura dovrebbe avere una capacità di 34 gigawattora, con la possibilità di espanderla a 40 GWh. L’azienda ha in programma di realizzare una seconda fabbrica di batterie, questa volta a Salzgitter, in Germania, dall’output iniziale di 16 GWh.

Stando al direttore generale di Northvolt, Peter Carlsson, entro il 2030 l’Europa disporrà di una capacità di 600 GWh.

PERCHÉ PROPRIO LA NORVEGIA

Panasonic ha scelto proprio la Norvegia per costruire – eventualmente – la sua prima fabbrica di batteria in Europa per due ragioni. La prima è che, nel paese, quasi tutta l’elettricità viene generata da fonti rinnovabili (l’idroelettrico, per la maggior parte); la seconda è il mercato norvegese delle automobili elettriche è il più avanzato al mondo, scrive il Financial Times. Circa i due terzi delle nuove auto vendute lo scorso settembre erano elettriche; solo una macchina su dieci era a benzina o a gasolio, e tutte le altre erano ibride.

GLI INTERESSI DI EQUINOR

Per Equinor, invece, la collaborazione con Panasonic sulle batterie permette di dimostrare l’intenzione della compagnia di andare oltre il settore dell’oil & gas per puntare sulle tecnologie per lo stoccaggio di energia, che saranno fondamentali per risolvere il problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili.

Al Cook, capo della divisione global strategy di Equinor, ha dichiarato infatti che la partnership nasce dalla consapevolezza che “più e più governi in Europa si stanno concentrando sul raggiungimento delle zero emissioni nette entro il 2050 o prima”. Ed Equinor, ha aggiunto, “vuole essere dalla parte giusta della storia”: quella cioè che accetta la transizione energetica in corso e che la incoraggia.

UNA FILIERA EUROPEA?

Norsk Hydro, compagnia norvegese che produce alluminio ma attiva anche nel settore delle rinnovabili, ha aggiunto che le tre aziende esamineranno “l’intera filiera” delle batterie in Europa, a partire dall’approvvigionamento delle materie prime come il litio e il cobalto: quest’ultimo, in particolare, è un metallo piuttosto raro.

Rimanendo nella penisola scandinava, ci sono dei progetti minerari sul cobalto e sul litio in corso in Svezia e in Finlandia, ma non è ancora chiaro quanto sarà consistente la produzione.