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Per A2A nuovi vertici in arrivo ma pesano tre incognite

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La sostituzione di Valotti e Camerano con Patuano e Mazzoncini in A2a dovrà fare i conti con Borsa, caso Ascopiave e transizione energetica

“Secondo una Interpretazioni raccolta nei corridoi della politica locale, i sindaci di Milano e Brescia, Beppe Sala ed Emilio Del Bono, stanno pensando di azzerare i vertici di A2a perché ritengono che tre mandati consecutivi siano troppi. Per evitare che si consolidino le loro posizioni all’interno dell’utility lombarda (che i due Comuni controllano attraverso un patto di sindacato con 11 51% delle quote) stanno valutando di sostituire sia il presidente Giovanni Valotti, bresciano, docente della Bocconi e attuale presidente di Utilitalia (la Confindustria dei servizi pubblici locali), sia l’amministratore delegato Valerio Camerano, romano ma milanese di adozione ed ex dirigente del colosso francese Engie in Italia”. È quanto si legge su La Repubblica Affari & Finanza.

DA DOVE ARRIVANO

“Entrambi sono stati nominati una prima volta nel 2014 e confermati tre anni dopo – prosegue l’inserto del quotidiano romano -. Al loro posto, potrebbero arrivare due manager di primo piano e ben conosciuti alle cronache economiche e finanziarie. Per la presidenza è stato individuato Marco Patuano, già numero uno di Telecom Italia, poi di Edizione (la holding della famiglia Benetton) e ora nel cda del Milan. Il nuovo capo azienda sarà invece Renato Mazzoncini, una vita nel settore dei trasporti, prima ad Ansaldo, poi nelle Ferrovie dello Stato fino a diventarne amministratore delegato per un triennio, nominato dal governo a guida Matteo Renzi”.

I DUE SINDACI AL LAVORO

“A quanto ha potuto ricostruire Affari&Finanza, i due sindaci stanno lavorando sottotraccia all’avvicendamento già da qualche mese. Venerdì scorso hanno comunicato a Valotti e Camerano la possibilità dell’avvicendamento ma – complice l’emergenza coronavirus – si sono presi ancora una paio di settimane per la decisione definitiva. Ma il rinvio potrebbe essere legato a un ulteriore approfondimento sulla posizione di Mazzoncini, dopo il rinvio a giudizio con l’accusa di truffa a favore della Regione Umbria, nell’ambito dell’inchiesta sulla ripartizione del Fondo nazionale trasporti tra le Regioni”, scrive Affari & Finanza.

IL GIUDIZIO DELLA BORSA

“Stando ai pareri raccolti tra gli investitori, invece, il giudizio su quanto sta accadendo ad A2a – società che fa parte dell’indice principale di Borsa, con una capitalizzazione di oltre 5 miliardi di euro è alquanto diverso: viene vista come una intromissione della politica in una società di punta di Piazza Affari. Non per nulla si parla anche di uno ‘scambio politico’ e non solo perché i due sindaci sono stati eletti da uno schieramento di centrosinistra. Il giudizio riguarda soprattutto il ruolo di Mazzoncini. Il manager è considerato di area Pd”, prosegue il quotidiano romano.

LE TRE INCOGNITE

“Politica a parte, l’opinione generale degli investitori è ben rappresentato da quanto hanno scritto solo qualche giorno fa gli analisti di Equita Sim: ‘Si tratterebbe di un cambiamento inatteso dal mercato, perché la società ha diversi dossier aperti per aggregazioni di locai utilities e inoltre l’attuale management ha una profonda conoscenza del settore energetico, che sta vivendo una profonda trasformazione verso le rinnovabili dettata dal green deal europeo’. In effetti, ci sono almeno tre grandi incognite che pesano sui nuovi vertici della società: il giudizio della Borsa, visto che il titolo è di fatto ai massimi dal 2008, il futuro della politica delle alleanze con l’imminente sbarco nel mercato energetico del Nord-Est nonché i prossimi passi da compiere verso la transizione energetica”, ha concluso l’inserto di Repubblica.