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Per Argentina, Brasile e Cile la sfida climatica passa per i gas decarbonizzati

Biden America Latina

Uno studio dell’Oxford Institute fa il punto sulla decarbonizzazione nel Cono sud del continente latino 

Il Sud America è dotato di vaste risorse energetiche e il gas naturale svolge un ruolo importante nella fornitura di energia alla regione. Alcuni paesi dell’area del Cono Sud come Argentina, Brasile e Cile, scrive l’Oxford Institute, soddisfano anche parte delle loro esigenze di domanda con gas naturale liquefatto (GNL) e / o gasdotto importato.

In linea con gli obiettivi di diversificazione verso fonti indigene, riducendo le emissioni di gas serra e promuovendo l’Agenda di Parigi verso gli obiettivi Net Zero, c’è stata un’ accelerata verso un maggior uso delle fonti rinnovabili. A prevalere sono, specificatamente, il solare e l’eolico.

Ad esempio, guardando i dati si scopre che nel 2019 la capacità installata di energia eolica è più che raddoppiata in Argentina. Il solare, altrettanto, è cresciuto del 19,6% e del 23,9% rispettivamente in Brasile e Cile.

IL PUNTO

La ricerca di gas decarbonizzato accomuna molti paesi sudamericani già da tempo. Biometano, biogas e, più recentemente, idrogeno sono le prede in questo senso.

Questo documento dell’Oxford Institute, dunque, analizza gli sforzi di Per . Compaiono ad esempio alcuni progetti significativi già in fase di sviluppo e in funzione. Il documento valuta anche le iniziative, i tempi e le sfide e descrive i colli di bottiglia.

Infine, viene studiata la possibilità di creare un mercato regionale per il gas privo di carbonio.

IL FUTURO

Guardando alla regione nel suo complesso, c’è un potenziale significativo per il biogas e il biometano in Argentina e Brasile, ma meno in Cile.

Per realizzare questo potenziale, si legge dallo studio dell’Oxford Institute, in particolare per il biometano saranno necessari ulteriori incentivi e regolamenti. Il fotovoltaico sembra essere la fonte più competitiva per l’idrogeno verde.

La pianificazione iniziale è comunque ancora in corso e manca un coordinamento sufficiente tra governo e responsabili politici per guidare lo sviluppo. In particolare per l’idrogeno, fa notare lo studio, è probabile che gli sviluppi su larga scala vadano oltre l’attuale orizzonte NDC del 2030.

LE CONCLUSIONI

Certamente, mettere quanto prima possibile in atto un chiaro percorso di transizione aumenterà la probabilità di raggiungere il significativo potenziale di gas decarbonizzati nei tre paesi del Cono Sud.

I governi dovrebbero sostenere la creazione di banche dati nazionali e robusti dati energetici georeferenziati, conclude l’analisi. A causa del costo più elevato del biometano rispetto al gas naturale, i governi potrebbero aver bisogno di implementare tasse sul carbonio sui loro concorrenti.

Infine, ci sono anche questioni riguardanti il ruolo dello sviluppo dell’idrogeno come alternativa di mitigazione domestica e conveniente per i tre paesi. Nei mercati nazionali, l’idrogeno compete con opzioni a basso tenore di carbonio e convenienti come i biocarburanti liquidi (soprattutto in Brasile e Argentina), dove i mercati sono stati sviluppati da più di dieci anni.

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