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Perché il titolo Italgas ha accelerato in Borsa

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Il titolo di Italgas guidata da Paolo Gallo è stato infatti l’unico a chiudere in netta controtendenza rispetto al tonfo fatto registrare dal listino principale (-2,4%)

In una giornata caratterizzata dal segno meno nella Borsa di Milano, ma non solo, un titolo è emerso sopra agli altri in controtendenza, quello di Italgas. “Il titolo del gruppo guidato da Paolo Gallo è stato infatti l’unico a chiudere in netta controtendenza rispetto al tonfo fatto registrare dal listino principale (-2,4%): a fine seduta la società ha mostrato un progresso dell’1,03 per cento, a quota 5,86 euro”, si legge sul Sole 24 Ore.

PERCHÉ IL TITOLO HA CORSO IN BORSA

La domanda principale da farsi è come mai il titolo Italgas abbia corso in Borsa malgrado la tendenza negativa dell’indice. La performance positiva è stata “agevolata dalla decisione degli analisti di Kepler Cheuvreux di alzare da ‘hold’ a ‘buy’ la raccomandazione sull’azienda di distribuzione del gas portando anche il prezzo obiettivo da 5,6 a 6,3 euro (+13%). L’analisi parte dalla valutazione del possibile impatto collegato alla revisione delle tariffe per le attività di distribuzione e misura gas nel periodo 2020-2025 disposta dall’Autorità per l’energia le reti e l’ambiente e pubblicata a fine dicembre”, prosegue il quotidiano confindustriale.

L’ANALISI DI KEPLER

“Secondo Kepler la delibera dell’Arera ‘peserebbe’ complessivamente per 50 milioni di euro al 2022 sulla sola Italgas ma gli effetti negativi sarebbero completamente compensati dalle aumentate attese sull’efficienza operativa, sostenuta anche dai piani di digitalizzazione del gruppo, e dal maggior capex stimato per le operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni). La spinta sulla digitalizzazione sarà infatti una delle leve principali dell’efficientamento dei costi da parte della società di Gallo e questo potrebbe favorire – scrive l’analista – un incremento medio annuo dell’Ebida nell’ordine del 3%”. Senza dimenticare che “un ulteriore contributo potrebbe arrivare, ricorda Keple, dal riconoscimento da parte dell’Authority del rimborso del valore residuo dei contatori tradizionali (circa 130 milioni di euro)”, ha concluso il Sole 24 Ore.