skip to Main Content

Perché la forza lavoro delle compagnie petrolifere sta andando in crisi

Gas

Secondo una ricerca di Brunel e Oilandgasjobsearch.com il 43% dei lavoratori desidera lasciare del tutto l’industria energetica entro i prossimi cinque anni.

L’industria del petrolio e del gas rischia un’enorme carenza di forza lavoro nei prossimi anni a causa delle rinnovabili. Più della metà dei lavoratori del settore, infatti, sta cercando di entrare nel settore delle energie rinnovabili. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla società di reclutamento Brunel e da Oilandgasjobsearch.com che ha mostrato che il 43% dei lavoratori desidera lasciare del tutto l’industria energetica entro i prossimi cinque anni.

COSA DICE L’INDAGINE

Quando è stato chiesto in quali settori avrebbero cercato opportunità di lavoro, il 56% di coloro che lavorano nel petrolio e nel gas ha risposto alle rinnovabili, rispetto al 38,8% dell’anno scorso.

CARENZA DI PERSONALE

Le compagnie energetiche che vanno da Royal Dutch Shell e BP a società di esplorazione più piccole hanno tagliato decine di migliaia di posti di lavoro sulla scia della pandemia di coronavirus riducendo al contempo i budget. Ora, con la forte ripresa della domanda e dei prezzi dell’energia in tutto il mondo, molte aziende hanno difficoltà a reclutare di nuovo, sottolinea Reuters.

Le compagnie petrolifere e del gas hanno dovuto affrontare crescenti pressioni da parte di investitori, attivisti e governi per combattere il cambiamento climatico, rendendole meno attraenti per i giovani professionisti, ha evidenziato ancora Reuters sottolineando che mentre BP, Shell e molte aziende simili riducono la spesa per petrolio e gas, stanno anche cercando di far crescere rapidamente le loro attività a basse emissioni di carbonio e rinnovabili, spesso riqualificando il personale.

SETTTORE RINNOVABILE PIU’ ATTRAENTE

“Con più lavoratori che gravitano verso il settore delle energie rinnovabili, è probabile che l’industria continuerà a vedere un’uscita da quelli nei settori tradizionali – afferma il report -. Gli stipendi più alti offerti dai settori delle energie rinnovabili e minerario stanno rendendo i ruoli in queste aree più attraenti, il che si aggiunge alla pressione affrontata dai reclutatori nel settore del petrolio e del gas”.

L’indagine ha rilevato che il 10% dei datori di lavoro ha dovuto pagare i pensionati per tornare a occupare posti di lavoro vacanti a causa della carenza di competenze. E l’82% dei reclutatori ha affermato che una su 10 delle loro posizioni aperte è rimasta vacante per più di tre mesi.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore