Skip to content
deforestazione

Perché la legge Ue sulla deforestazione è stata “smantellata”

Le versione finale del regolamento Ue è lontana dalle speranze degli 1,2 milioni di cittadini dell’Unione europea che, nel 2020, firmarono la petizione che avviò il processo per vietare i prodotti legati alla deforestazione dal mercato europeo

È stata accolta dagli attivisti di tutto il mondo come una legge rivoluzionaria, che avrebbe contribuito a fermare la deforestazione. Quando però, questo mese, una versione “pesante” del Regolamento UE sulla deforestazione, un tempo ritenuto il fulcro del Green Deal, ha finalmente superato la fase legislativa, nemmeno il suo ideatore ha sorriso, e un politico ha affermato che “praticamente è stata smantellata”.

LE ORIGINI DEL REGOLAMENTO UE SULLA DEFORESTAZIONE

Hugo Schally, l’autore originale della legge, ora fuori dalla Commissione europea, ha detto al Guardian che secondo lui la legge è stata “svuotata” dall’eliminazione degli obblighi per i commercianti a valle di verificare l’origine di materie prime come olio di palma, soia, legno, carne bovina, gomma, cacao e caffè. “Ora ci saranno meno attori con obblighi diretti, meno punti di raccolta dati lungo la catena del valore e dati di origine meno precisi, il che renderà più difficile l’applicazione e l’eventuale perseguimento penale”.

La vicepresidente del Partito Verde al Parlamento europeo, Marie Toussaint, si è spinta oltre, affermando che ritardi, scappatoie e un’ulteriore esenzione per i prodotti stampati equivalevano “allo smantellamento politico” della legge, e ha chiesto alla Commissione europea di ritirare la proposta.

LA PETIZIONE DEL 2020 E I DUE RINVII

È ben lontana dalle speranze degli 1,2 milioni di cittadini dell’Unione europea che, nel 2020, hanno firmato la petizione che ha avviato il processo per vietare i prodotti legati alla deforestazione dal mercato europeo. Nel 2021, presentando la proposta, l’allora commissario europeo per il Green Deal, Frans Timmermans, l’aveva definita “la più ambiziosa mai presentata” per combattere la perdita di foreste.

Dal 1990 sono scomparsi 420 milioni di ettari di foresta – un’area più grande dell’UE stessa –, in parte a causa dei modelli di consumo europei. Timmermans ha affermato che il disegno di legge dimostrava “la nostra volontà di mettere in pratica i nostri discorsi verdi a livello globale”. I critici, però, sostengono che il fallimento della proposta dimostra la volontà dell’Unione europea di fare marcia indietro sul discorso ecologico.

La legge è stata rinviata due volte, ogni volta per 12 mesi, a causa di problemi informatici, suscitando la condanna persino del commissario all’Ambiente che inizialmente l’aveva supervisionata. “Riaprendo questo dossier – ha spiegato Toussaint -, anziché risolvere un semplice problema informatico, la Commissione ha scoperchiato il vaso di Pandora”.

L’OBIETTIVO DELLA LEGGE SULLA DEFORESTAZIONE

Nella sua forma originale, la legge imponeva alle aziende di monitorare i propri appaltatori terzi e di tracciare l’origine delle materie prime destinate all’Europa fino al loro appezzamento di terreno originale, utilizzando dati di geolocalizzazione. L’idea era di rendere le aziende che consentivano la deforestazione lungo le loro catene di approvvigionamento passibili di sanzioni penali e multe fino al 4% del fatturato annuo.

“Non si trattava di burocrazia fine a sé stessa: era il meccanismo che rendeva le norme applicabili, creava una traccia documentale verificabile e impediva alle aziende di nascondersi dietro la complessità della catena di approvvigionamento”, ha spiegato Schally.

LE PROTESTE AL REGOLAMENTO

Tuttavia, la due diligence necessaria ha scatenato una reazione negativa da parte di Bruxelles, con multinazionali, Paesi produttori, partiti di destra e Paesi UE dediti al disboscamento che hanno protestato veementemente.

Andreas Rasche, professore di sostenibilità aziendale e preside associato presso la Copenhagen Business School, aveva definito le elezioni europee dello scorso anno “un momento decisivo, perché ora c’è una maggioranza diversa in parlamento. I conservatori del PPE stanno costruendo un’alleanza con i partiti di estrema destra che odiano il Green Deal e vogliono che alcune di queste normative vengano completamente eliminate”. È stata questa alleanza ad approvare la legge al Parlamento europeo.

C’è stata anche una forte pressione da parte di alcuni dei maggiori esportatori verso l’Ue. Secondo Rasche, “l’altra pressione sul regolamento sulla deforestazione è arrivata da grandi partner commerciali extra-UE, in particolare gli Stati Uniti, e si ha la sensazione che la Commissione abbia ceduto ad alcune delle loro richieste, nei negoziati commerciali di inizio anno”.

LA VERSIONE FINALE

Nella versione finale, gli operatori a valle sono stati in gran parte esentati dall’obbligo di presentare dichiarazioni di due diligence, è stata introdotta un’altra esenzione per una categoria di piccoli operatori a “basso rischio” ed è stata aperta una nuova finestra per ulteriori “semplificazioni”, la prossima primavera.

Nel frattempo, gli unici Paesi che saranno sottoposti ad un controllo “ad alto rischio” per la deforestazione sono quattro avversari geopolitici dell’Unione europea: Russia, Bielorussia, Corea del Nord e Myanmar.

“Invece di inasprire gli obblighi a valle per colmare le lacune, li ha ridotti”, ha commentato Schally, che ha aggiunto: “spostando le responsabilità a monte, creando una categoria più leggera di ‘operatore a valle’ e riducendo le attestazioni ripetute, ha ridotto il numero di aziende direttamente responsabili nel sistema. Consentendo informazioni sull’origine meno precise per alcuni operatori, ha indebolito la trasparenza stessa su cui il regolamento si basava per individuare riciclaggio, miscelazione e deforestazione per procura”.

LA POSIZIONE DELLA COMMISSIONE UE

Un portavoce della Commissione Ue ha dichiarato: “la Commissione ha risposto a questo feedback e ha adottato misure per garantire un’attuazione semplice, equa ed economicamente efficiente di questo fondamentale atto legislativo. Il regolamento Ue sulla deforestazione ha già portato a sviluppi positivi e ad azioni concrete per combattere la deforestazione, i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità. Il nuovo testo fornisce prevedibilità del quadro normativo, fondamentale per le imprese e le autorità competenti al fine di attuare con successo questo importantissimo regolamento”.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

ads
Torna su