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Perché le rinnovabili tedesche battono cassa a Berlino

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Gli operatori di rete e dei sistemi di trasmissione tedeschi hanno chiesto al governo federale di immettere nel sistema liquidità per 10,8 miliardi di euro per limitare il costo della promozione della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili che i tedeschi pagano in bolletta

Se Atene piange Sparta non ride. È proprio il caso di dirlo quando si tratta di costi dell’energia e in particolare di sostegno alle rinnovabili. E così se qualche giorno fa Arera ha lanciato l’allarme dicendo che il gettito annuo delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali risulta complessivamente più basso rispetto al fabbisogno (su 14 miliardi circa 12 miliardi di euro per il supporto alle fonti rinnovabili, la c.d. Componente ASOS), ora è anche la Germania a dover fare i conti con la cassa. E così gli operatori di rete e dei sistemi di trasmissione tedeschi hanno chiesto al governo federale di immettere nel sistema liquidità per 10,8 miliardi di euro per limitare il costo della promozione della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili che i tedeschi pagano in bolletta.

COSA DICE LA LEGGE TEDESCA

La legge tedesca sulle fonti rinnovabili – la EEG – del 2017 regola infatti l’immissione preferenziale di elettricità da fonti rinnovabili nella rete elettrica e garantisce ai produttori tariffe fisse di incentivazione. Si tratta di una sorta di tassa che viene pagata nelle bollette tedesche per ‘finanziare’ le rinnovabili.

Gli operatori di rete sostengono, infatti, dei costi a causa dell’obbligo di remunerazione. Generano entrate vendendo in borsa l’elettricità finanziata dall’EEG. La differenza tra remunerazione e reddito costituisce la base per determinare la sovrattassa EEG a carico dei consumatori di elettricità. Viene spesso definito come il costo della promozione della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili.

L’OBIETTIVO È LIMITARE LA TASSA A 65 EURO A MWh

Per poter limitare il valore a una quota di 65 euro per MWh per il prossimo anno è però necessario un intervento diretto dalla fiscalità generale. In mancanza del quale il premio annuale pagato per la produzione di energia verde in Germania potrebbe salire nel 2021 del 43% rispetto a quest’anno raggiungendo la cifra record di 96,51 euro per MWh, secondo quanto riferisce S&P Global Platts.

IL PERCHE’ DELL’AUMENTO

Le ragioni sono presto spiegate: il calo dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica e l’aumento della produzione di energia rinnovabile hanno spinto il conto EEG in una situazione di profondo deficit, portando il gap stimato tra i pagamenti dei premi ai generatori e il reddito da fornitura all’ingrosso a 33 miliardi di euro per il 2021.

I gestori di rete tedeschi stimano la produzione di energia rinnovabile nel 2021 a 228 TWh, con un aumento dell’1% rispetto alle stime del 2020 basate sulle condizioni meteorologiche medie, che richiedono circa 27,9 miliardi di euro di pagamenti ai produttori di energia rinnovabile nel 2021.

La domanda netta di energia elettrica per il 2020 è inferiore di circa l’8% rispetto alle stime dello scorso anno per il 2020, principalmente a causa della pandemia di coronavirus, hanno dichiarato i gestori di rete tedeschi.

A causa di ciò i prezzi di mercato sono stati inferiori del 22% rispetto alle stime dell’anno scorso, il che ha portato a un calo di 6 miliardi di euro del conto EEG a fine settembre e di 10 miliardi entro fine anno.

QUANTO HANNO PAGATO I CONSUMATORI TEDESCHI PER FINANZIARE LE RINNOVABILI

Si stima che i consumatori tedeschi abbiano pagato 500 miliardi di euro da quando è iniziato il sistema l’EEG, che ha garantito ai teutonici le bollette elettriche domestiche più alte d’Europa che si aggirano attualmente intorno ai 300 euro/MWh. Il modello EEG ha fatto sì che chi paga le bollette si trovi a dover sostenere gli elevati costi ereditati dai primi sviluppi dell’energia eolica e solare. Ma gli oneri inizieranno a ridursi seriamente solo a partire dal 2021, quando scadranno i primi accordi tariffari ventennali.

Il governo tedesco aveva deciso a giugno di limitare la tassa EEG a 65 euro/MWh per il 2021 e a 60 euro/MWh per il 2022. Parte dei proventi provenienti dal nuovo prezzo fisso della Co2 che entrerà in vigore a partire dal 2021 pari 25 euro/Mt dovrà essere utilizzato anche per compensare il deficit del conto EEG. Il governo stima circa 40 miliardi di euro di entrate derivanti dall’estensione del prezzo della CO2 ai settori non ETS nei prossimi quattro anni.