Scenari

Perché Nord Stream 2 ritiene di dover ottenere una deroga alle regole Ue sul gas

Nord Stream 2

La decisione sull’eventuale concessione della deroga al Nord Stream 2 sarà presa dal regolatere tedesco Bundesnetzagentur entro il 24 maggio

Rischia di farsi sempre più complicata la partita per il Nord Stream 2 dal punto di vista amministrativo. È notizia di qualche giorno fa che la polacca PGNiG è stata ammessa a partecipare alla procedura di fronte al regolatore tedesco Bundesnetzagentur sulla questione riguardante l’esonero o meno della società Nord Stream Ag – che gestisce appunto il gasdotto – dalle norme del terzo pacchetto energia che di fatto riguardano anche aziende terze che operano in Europa.

LA VICENDA PENDENTE DI FRONTE AL REGOLATORE TEDESCO

Nord Stream Ag da tempo insiste per ottenere una deroga a queste norme europee che imporrebbero ai russi l’unbundling societario e la trasparenza delle tariffe. Gazprom ha infatti presentato la richiesta a gennaio al regolatore tedesco Bundesnetzagentur ma la settimana scorsa ha ammesso a partecipare alla procedura anche i polacchi di PGNiG motivando la decisione con il fatto che Nord Stream 2 danneggerebbe la sicurezza dell’approvvigionamento e la concorrenza nel mercato del gas nell’Europa centrale e orientale, e per questo non dovrebbe essere consentito un trattamento legale speciale.

Attualmente volumi significativi di gas russo sono in transito verso la Germania attraverso la Polonia, rappresentando anche un importante generatore di entrate per il paese.

Nord Stream 2, naturalmente, ha respinto la posizione polacca, affermando che il gasdotto non avrebbe alcun impatto sulla sicurezza di approvvigionamento dei paesi europei e che le dovrebbe essere legalmente consentita una deroga alla Direttiva Gas Ue.

LA DECISIONE ENTRO IL 24 MAGGIO

In ogni caso, la decisione sull’eventuale concessione della deroga sarà presa dalla Bundesnetzagentur entro il 24 maggio, data di conclusione obbligatoria del procedimento.

LO STUDIO FRONTIER: NESSUN DANNO DAL NORD STREAM 2

Rispondendo a una serie di interrogativi posti da S&P Global Platts, Nord Stream 2 ha indicato un recente studio indipendente della società di consulenza britannica Frontier Economics, che ha rilevato che una deroga per Nord Stream 2 dalla regolamentazione energetica dell’Ue non danneggerebbe la sicurezza degli approvvigionamenti nella regione.

Lo studio ha concluso che una deroga per Nord Stream 2 porterebbe a una maggiore integrazione del mercato dei paesi dell’Europa orientale (all’interno dei paesi dell’Europa orientali e tra questi e i paesi dell’Europa occidentale) e una significativa espansione delle capacità di importazione in tale area del Vecchio Continente – indipendentemente dai volumi trasportati attraverso le tradizionali vie di transito – non danneggiando la sicurezza dell’approvvigionamento di gas o i prezzi del gas in quei paesi.

“In realtà, la deroga non andrebbe a scapito della sicurezza dell’approvvigionamento nell’Ue nel suo complesso, né porterebbe a un deterioramento della sicurezza dell’approvvigionamento nei singoli paesi europei, né costituirebbe un pericolo per la solidarietà energetica”, ha concluso lo studio.

NESSUNA CONCENTRAZIONE

Respinto al mittente anche il discorso riguardante una eccessiva concentrazione dell’approvvigionamento gas in Europa: Nord Stream, riferisce S&P Global Platts, ha affermato che il gasdotto contribuisce alla sicurezza dell’approvvigionamento di gas in Germania e nell’Ue “semplicemente fornendo un ulteriore elemento di infrastruttura di trasporto”. “Questo aumenta la diversificazione dei percorsi di trasporto e l’affidabilità del sistema del gas in caso, ad esempio, di guasti tecnici delle singole infrastrutture”, ha detto l’azienda.

MAGGIORE SICUREZZA

Inoltre, “il contributo del Nord Stream 2 alla sicurezza dell’approvvigionamento di gas sarà rafforzato dal fatto che si tratta di un gasdotto offshore, che collega la Russia direttamente con la Germania e quindi con l’Ue. Non dipende quindi dal transito attraverso paesi terzi, evitando così rischi come i guasti tecnici nei paesi di transito”.

LA RETE POLACCA CONTINUERA’ AD ESSERE UTILIZZATA

La Polonia ha suggerito che i volumi di gas russo in transito nel Paese potrebbero diminuire dopo l’entrata in funzione del Nord Stream 2. Ma Nord Stream 2 ha precisato che la modellazione dei futuri flussi di gas e dei prezzi da parte dell’Institute of Energy Economics at the University of Cologne (EWI) per il report Frontier ha rilevato che il transito attraverso la Polonia continuerà ad essere pienamente utilizzato, supponendo che i consumatori dell’Ue mirino ad acquistare il gas al costo più basso.

L’INTERPRETAZIONE LEGALE

Nord Stream 2 ritiene inoltre di dover ottenere una deroga perché il gasdotto era “economicamente completo” prima dell’entrata in vigore della direttiva Ue sul gas modificata nel maggio 2019.

“La società aveva fatto investimenti irrevocabili per miliardi di euro, confidando nel quadro giuridico applicabile a quel tempo, molto prima che la Commissione Europea annunciasse il suo piano per cambiare il quadro giuridico – ha detto Nord Stream 2 -. Alla data di entrata in vigore del provvedimento il 23 maggio 2019, il gasdotto Nord Stream 2 era stato completato dal punto di vista della funzionalità economica”.

Nord Stream 2 ha riferito che sono già stati effettuati investimenti per 5,8 miliardi di euro non più recuperabili e che il gasdotto nelle acque territoriali tedesche era già completato alla fine del 2018. Per l’intero gasdotto, erano già stati consegnati 200.000 tubi di 2 milioni di tonnellate di acciaio e circa 1.300 km del gasdotto – oltre il 50% – erano già stati posati nel Mar Baltico.

“Sarebbe quindi chiaramente discriminatorio se Nord Stream 2 fosse l’unico investimento esistente interessato dalle nuove regole”, hanno detto i russi. Ma c’è chi propende per un’altra interpretazione: fino alla posa dell’intero collegamento non può essere considerato “completo”.

Tuttavia, Nord Stream 2 ha detto che ridurre il criterio statutario di “completamento” alla conclusione della costruzione fisica di un interconnettore del gas violerebbe il principio di diritto primario dell’Ue della “protezione delle legittime aspettative”. Questa legge, ha aggiunto, è costantemente considerata dalla Corte di Giustizia Europea come uno dei principi generali del diritto comunitario.

Essa violerebbe inoltre il diritto fondamentale alla parità di trattamento previsto dal diritto europeo, il diritto fondamentale alla protezione della proprietà e la tutela del diritto di condurre un’attività commerciale, ha affermato l’azienda russa.

ALTRE IMPUGNAZIONI LEGALI

Non solo. Parallelamente Nord Stream 2 sta continuando la battaglia per far annullare le modifiche alla direttiva sul gas. A settembre ha avviato un procedimento arbitrale per costringere l’Ue ad annullare le modifiche alla direttiva, dopo aver già chiesto al Tribunale dell’Unione Europea nel luglio dello scorso anno di annullare quelle che ha definito modifiche “discriminatorie”.

Secondo un parere legale pubblicato questa settimana sul giornale tedesco Handelsblatt, gli esperti legali dell’Università di Tubinga ritengono che non ci sia “alcuna ragionevole giustificazione” per una regolamentazione diversa dei gasdotti provenienti da paesi extracomunitari.

Il professor Stefan Thomas ha detto al giornale che la direttiva sul gas modificata “improvvisamente e bruscamente” riguardava le infrastrutture del gas la cui costruzione era già in fase avanzata. “Se gli investitori avessero saputo della nuova regolamentazione al momento della pianificazione e della richiesta di costruzione, avrebbero potuto fare i calcoli in modo diverso”, ha ammesso Thomas.