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Perché per stare caldi il prossimo inverno serve muoversi adesso

Stoccaggi, Il Governo Si Muove

Giovedì e venerdì Draghi lavorerà in Ue sul tetto al prezzo, intanto ci si muove sugli stoccaggi di gas per arrivare a quota 90% in ottobre

La settimana chiave (l’ennesima, forse) entra nel vivo. Ieri la Russia ha esteso i razionamenti delle proprie forniture di gas anche ad Austria e Grecia, a crescere è anche il numero dei paesi che torneranno al carbone.

Anche oggi l’agenda degli impegni sul fronte energetico si presenta pressoché piena. In cima ci sono le decisioni che il governo deve prendere sul fronte degli stoccaggi. Cioè delle riserve di gas da riempire per stare sicuri in vista dell’inverno che verrà.

STOCCAGGI GAS: SERVONO 5 MILIARDI DI METRI CUBI

La ricetta sembra essere quella dei 5 miliardi di metri cubi. Una cifra idonea a raggiungere quota 90% in ottobre e rimettersi in pari con il trend degli ultimi anni. Perché con la crisi ucraina, i ricatti russi sul gas hanno rallentato ogni processo che fino a probabilmente il 23 febbraio davamo per scontato. E invece siamo qui a parlare di razionamenti, di condizionatori o di pace, di tagli alle bollette e alle accise sulla benzina.

Il quadro è fitto, come ormai noto. E se dalle chiacchiere del weekend sembravano esser arrivate rassicurazioni (leggi: Descalzi e Cingolani) sullo stato dei depositi, oggi sembrano tornare le preoccupazioni. Ieri, Snam ha comunicato un riempimento di soli 29 milioni di metri cubi con un’uscita di 16 milioni verso il mercato.

QUANTI DEPOSITI ABBIAMO PER IL GAS, QUANTO SONO PIENI

Snam, Edison, Igs: sono loro che controllano i quattordici depositi per 17,6 miliardi di capacità. Il tasso quotidiano di riempimento idoneo alla quota-obiettivo di 15,8 miliardi è di 30 milioni. Ma siamo fermi a 10,8 miliardi. Intanto i prezzi dell’energia non scendono, anzi.

Oggi la percentuale di riempimento degli stoccaggi è ferma al 54% circa, per arrivare al 90% entro ottobre c’è ancora tanto da fare. Ecco perché domani e dopodomani saranno due giorni chiave: il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani si riunirà rispettivamente con Eni, Snam e le società di stoccaggio. Poi, convocherà altre aziende per decidere insieme nuove eventuali misure da prendere. L’Italia, come la Germania (ma non solo), sta percorrendo diverse vie per affrancarsi dalla dipendenza energetica da Mosca. Tra queste c’è sia quella delle nuove estrazioni in Adriatico, sia quella della riattivazione delle centrali a carbone tecnicamente in via di dismissione al 2025.

CONTINUA IL TIRA E MOLLA RUSSIA-UE.

Rimane dunque difficile muoversi in mezzo a così tanti ostacoli. Perché Mosca continua a estendere i destinatari dei propri tagli alle forniture di gas. Conseguenza: costringere in tempi strettissimi i maggiori acquirenti di gas russi in Europa a trovare delle forniture di combustibili alternativi e a cercare di bruciare più carbone.

STOCCAGGI GAS E NON SOLO: OGGI SI RIUNISCE IL COMITATO, DRAGHI IN SENATO VERSO IL CONSIGLIO

Alcuni aggiornamenti sono attesi, fronte Italia, dal Comitato tecnico sul gas in riunione nella giornata odierna. Alle 15, Mario Draghi riferirà in Senato sulla visita in Ucraina della scorsa settimana: molto probabili saranno alcune indicazioni del premier in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. Qui, l’ex numero uno della Bce vuole imporre la linea dura sul price-cap: 80-90 euro a megawattora per spezzare la dipendenza economica di Putin dall’export di gas. Ma i problemi decisionali dell’Ue li conosciamo sin troppo bene. Ecco perché da qui a giovedì sembri mancare ancora un’eternità e ci sarà da sudare parecchio, non solo per il caldo torrido.

 

 

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