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Arera

Perché, secondo JP Morgan, l’ammodernamento della rete elettrica europea è “un’importante opportunità”

In Europa, dove la decarbonizzazione rimane una priorità, l’ammodernamento della rete è considerato un passaggio fondamentale per l’abbandono dei combustibili fossili

JPMorgan guarda al piano di revisione della rete elettrica europea come a un’opportunità significativa per concludere accordi nel settore delle infrastrutture, un’iniziativa che si inserisce nell’ambizione della banca di diventare leader nel finanziamento delle reti elettriche negli Stati Uniti.

L’ammodernamento della rete elettrica europea rappresenta “una delle maggiori opportunità di finanziamento nel panorama infrastrutturale della regione”, ha affermato Daniel Rudnicki Schlumberger, responsabile dell’iniziativa di JPMorgan dedicata alla sicurezza e alla resilienza nell’area EMEA. “Il capitale istituzionale si muoverà rapidamente se l’Europa riuscirà a definire un quadro normativo adeguato per i ricavi dei gestori di rete”.

IL COSTO PER LO SVILUPPO DELLE RETI ELETTRICHE SUPERERÀ I 1.200 MILIARDI DI EURO

Come ricorda Bloomberg, la Commissione Europea ha stimato che il costo per lo sviluppo delle reti elettriche supererà i 1.200 miliardi di euro entro il 2040. Per JPMorgan, fornire il capitale necessario a coprire tali interventi rientra nell’iniziativa da 1.500 miliardi di dollari dedicata alla sicurezza e alla resilienza, annunciata lo scorso anno dall’amministratore delegato Jamie Dimon.

Il colosso di Wall Street si propone come attore chiave negli sforzi dell’Occidente per rafforzare le infrastrutture essenziali, in un contesto segnato da conflitti, crisi energetiche e una rivoluzione tecnologica di portata senza precedenti.

“Consideriamo il finanziamento delle reti elettriche come un investimento in infrastrutture critiche, al pari dei progetti nel settore della difesa o delle materie prime essenziali che sosteniamo, nell’ottica di rafforzare la capacità dell’Europa di resistere a eventuali interruzioni”, ha spiegato Schlumberger, che ha aggiunto: “quanto accaduto in Ucraina insegna che la resilienza della rete elettrica è tanto una questione di sicurezza quanto un’opportunità di investimento infrastrutturale”.

IL “PACCHETTO SULLE RETI” DELL’UNIONE EUROPEA

Attualmente, una rete elettrica obsoleta frena sia l’Europa che gli Stati Uniti nel sostenere settori che spaziano dai data center ai veicoli elettrici, fino ai sistemi di climatizzazione. In Europa, dove la decarbonizzazione resta una priorità, l’ammodernamento della rete è considerato un passaggio fondamentale per l’abbandono dei combustibili fossili.

L’Unione Europea sta lavorando per finalizzare le riforme necessarie a favorire lo sviluppo delle reti elettriche, puntando tra l’altro a rimuovere gli ostacoli agli investimenti.

Il cosiddetto “pacchetto sulle reti” (Grids Package) dell’Unione Europea mira a risolvere i ritardi nelle autorizzazioni e le lunghe attese per le connessioni, a potenziare le interconnessioni transfrontaliere e a modernizzare le infrastrutture elettriche del continente, consentendo così l’assorbimento dell’energia rinnovabile prodotta, anziché doverne limitare la produzione.

LA CARENZA DI INFRASTRUTTURE E LE ENERGIE RINNOVABILI

In Europa l’energia solare ed eolica spesso finisce sprecata a causa della carenza di infrastrutture. L’insufficiente capacità della rete elettrica impedisce che, nelle giornate ventose, l’energia prodotta dagli impianti eolici raggiunga le abitazioni e le imprese che ne hanno bisogno. Allo stesso modo, nelle giornate di sole, la produzione di energia solare supera spesso la domanda; l’energia in eccesso resta inutilizzata per la mancanza di batterie in grado di immagazzinarla. Inoltre, dopo il tramonto, gli europei si trovano a dover affrontare prezzi proibitivi per l’approvvigionamento di gas.

Quest’anno in Europa i prezzi del gas sono triplicati, in un contesto segnato dai conflitti in Iran e in Ucraina. Mentre il continente si avvia verso l’inverno con livelli di stoccaggio storicamente bassi, progetti di energia rinnovabile per una capacità complessiva di circa 500 GW attendono di essere collegati alla rete, secondo quanto riportato da JPMorgan.

“Spesso vedo progetti bloccati perché manca la capacità di rete necessaria per connetterli”, afferma Luke Nelson, responsabile sostenibilità internazionale del centro per l’energia e l’ambiente di JPMorgan. Dato che l’Europa importa ancora più della metà del proprio fabbisogno energetico, “ogni parco eolico, impianto solare o sistema di accumulo a batteria realizzato in Europa può contribuire a ridurre questa dipendenza, a patto che sia possibile collegarli alla rete”. Lo sviluppo del settore richiederà di affiancare riforme politiche a finanziamenti privati. Secondo Nelson, il settore privato può apportare il capitale, le competenze e gli investimenti a lungo termine necessari.

“UNA DELLE SFIDE INFRASTRUTTURALI PIÙ IMPORTANTI DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA”

Ieri JPMorgan ha annunciato un finanziamento a favore del Green Finance Institute (GFI), un ente che fornisce consulenza ai governi in materia di politiche climatiche ed energetiche. L’obiettivo è sostenere un’iniziativa indipendente dedicata alla progettazione e alla sperimentazione di modelli di finanziamento destinati a piccoli operatori di distribuzione, tecnologie di rete innovative e sistemi di trasmissione transfrontalieri.

“Modernizzare le reti elettriche europee rappresenta una delle sfide infrastrutturali più importanti della transizione energetica. Con la crescita della domanda di elettricità e la crescente pressione sulle reti, sbloccare capitali per le infrastrutture elettriche sarà fondamentale per garantire la sicurezza energetica, la competitività economica e la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio”, ha dichiarato il CEO del Green Finance Institute, Rhian-Mari Thomas.

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