Scenari

Ecco le ultime stime dell’Aie sul petrolio

petrolio usa

Le previsioni di crescita della domanda petrolifera mondiale per il 2018 e il 2019 rimangono invariate mentre l’azione coordinata tra l’Opec e gli altri Paesi produttori di petrolio dovrebbe portare i prezzi del greggio stabilmente al livello di 60 dollari al barile

L’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) ha confermato le previsioni di crescita della domanda petrolifera mondiale per il 2018 e il 2019. Secondo l’Aie l’effetto di prezzi del greggio più bassi, che probabilmente spingeranno i consumi, saranno compensati dall’indebolimento delle prospettive di crescita economica “specialmente in alcuni paesi emergenti”.

IL 2018 VEDRÀ UNA CRESCITA DELLA DOMANDA GLOBALE DI 1,3 MILIONI DI BARILI AL GIORNO CHE POI SALIRÀ A 1,4 MILIONI NEL 2019

OpecSecondo le stime attuali il 2018 vedrà una crescita della domanda globale di 1,3 milioni di barili al giorno che poi salirà a 1,4 milioni di barili al giorno nel 2019. Il rapporto mensile dell’Aie, che arriva a distanza di pochi giorni dall’accordo raggiunto tra l’Opec e i suoi alleati, inclusa la Russia, per abbassare la produzione di 1,2 milioni di barili nei prossimi sei mesi per sostenere i prezzi mondiali dell’oro nero. In base all’intesa raggiunta i paesi raccolti nel cartello dovranno pompare 800mila barili in meno ogni giorno, mentre i loro 10 partner dovranno ridurre la loro produzione di 415 mila barili al giorno. L’azione coordinata tra l’Opec e gli altri Paesi produttori di petrolio dovrebbe portare i prezzi del greggio al livello di 60 dollari al barile, secondo Aie.

DA MAGGIO L’OFFERTA MONDIALE È AUMENTATA DI 2,2 MILIONI DI BARILI PER COMPENSARE LE SANZIONI ALL’IRAN

A novembre, la produzione dei Paesi non-Opec è aumentata di 1,9 milioni di barili al giorno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel complesso, da maggio l’offerta mondiale è aumentata di 2,2 milioni di barili, principalmente negli Stati Uniti, in Arabia Saudita e in Russia per compensarele sanzioni statunitensi contro l’Iran, che hanno portato ad un netto calo della produzione nel paese mediorientale.