Scenari

Nessun vertice straordinario per Opec. E Aramco public company nel 2021

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Il ministro del Petrolio saudita Khalid al-Falih ha svelato i piani Opec e quelli sauditi nel settore petrolifero

Nessuna riunione straordinaria per l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio da programmare prima di aprile, data scelta a dicembre per il prossimo vertice. Ad assicurarlo è stato il ministro del Petrolio saudita Khalid al-Falih secondo alcune dichiarazioni riportate da Reuters. Al-Falih che ha anche annunciato la trasformazione di Saudi Aramco in una public company entro il 2021.

OPEC E PARTNER PRONTI A FARE DI PIÙ IN CASO DI PROBLEMI

OpecSecondo il potente ministro energetico saudita, che ha parlato a una conferenza sul petrolio in corso ad Abu Dhabi, il mercato del greggio al momento si sta muovendo nella giusta direzione e i prezzi, si è detto convinto, riprenderanno a procedere nella giusta direzione. Naturalmente se ciò non dovesse accadere, ha precisato, sia l’Opec sia i partner “esterni” sono pronti a fare di più.

IL PREZZO DEL PETROLIO ANCORA IN RIBASSO, OPEC -600 MILA BARILI A DICEMBRE

Tutto ciò accade durante l’ennesimo ribasso di Brent e West Texas Intermediate dopo la ripresa della scorsa settimana, con il primo sopra i 59 dollari al barile in calo dell’1,27 per cento, e il secondo a 50,85 dollari al barile, in calo dell’1,43 per cento rispetto alla chiusura di venerdì. “Se guardiamo oltre il clamore dei dati settimanali e il comportamento da gregge degli speculatori, resto convinto che siamo sulla strada giusta, e che il mercato del petrolio tornerà rapidamente in equilibrio”, ha detto Al-Falih aggiungendo che secondo i dati di fonti secondarie che tracciano la produzione Opec, il cartello ha pompato 600 mila barili di petrolio giornalieri in meno a dicembre rispetto al mese precedente. La possibilità di una riunione straordinaria era stata paventata per la prima volta dal ministro del Petrolio degli Emirati Arabi Uniti, Suhail al-Mazrouei, secondo il quale l’Opec avrebbe avuto bisogno di incontrarsi di nuovo per discutere le modifiche ai tagli prima di aprile se gli 1,2 milioni di barili al giorno non si fossero rivelati sufficienti a sostenere i prezzi.

SAUDI ARAMCO PUBLIC COMPANY ENTRO IL 2021

Intanto, Saudi Aramco è sulla strada giusta per trasformarsi in in un’azienda pubblica entro il 2021, ha riferito sempre al-Falih durante il congresso di Abu Dhabi. Gulf News ha citato il titolare del dicastero energetico ricordando come Aramco sia la compagnia petrolifera più importante e più preziosa del mondo. “Questo è di buon auspicio per i piani obbligazionari dell’azienda, che saranno lanciati in pochi mesi, prima dell’acquisizione delle azioni del colosso petrolchimico Sabic dal PIF (Public Investment Fund) e naturalmente dell’IPO che non è troppo distante in futuro”. Poco prima Al-Falih aveva anticipato il programma di Aramco di emettere il suo primo titolo internazionale, probabilmente del valore di circa 10 miliardi di dollari, per finanziare parte dell’acquisizione di una quota di maggioranza di Sabic dal fondo sovrano saudita. La quota del 70 per cento è stata calcolata tra i 50 e i 70 miliardi di dollari. saudi aramco

LA FRENATA DEI MESI SCORSI PER NON RENDERE NOTI I PROPRI DATI FINANZIARI

Già qualche mese fa i media avevano riferito che Aramco stava pianificando una vendita di obbligazioni per 40 miliardi di dollari per finanziare l’acquisizione che avrebbe ampliato la sua presenza nel settore petrolchimico, per poi abbandonare il piano. Il Wall Street Journal aveva riferito a novembre che la major petrolifera era preoccupata soprattutto per il fatto di dover rendere noti alcuni dati economici sensibili sull’azienda nonché per la volatilità e le prospettive incerte dei prezzi del petrolio. Anche il prestito obbligazionario più contenuto di cui ha parlato Al-Falih ad Abu Dhabi, che probabilmente avverrà nel secondo trimestre dell’anno, richiede alla società di rendere pubblici i propri conti e questo rappresenterebbe un evento dalla sua nazionalizzazione negli anni Settanta. Inoltre, la compagnia sarà costretta a divulgare anche i dettagli delle sue riserve e delle sue operazioni.

ARAMCO HA RISERVE DI 263,1 MILIARDI DI BARILI

Recentemente, un audit delle riserve operato da terzi da parte di DeGolyer e MacNaughton ha rilevato che Aramco ha riserve di 263,1 miliardi di barili, circa 2 miliardi di barili in più di quelli che l’azienda ha dichiarato per anni. Questa dovrebbe essere una buona notizia per i potenziali investitori, ma avranno bisogno anche dei conti dell’azienda, prima di decidere di acquistare il suo bond.