Scenari

Petronas e Aramco vicine alla ripresa delle attività in Malaysia

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L’imminente avvio delle attività nel polo di Pengerang, in Malaysia, minaccia di aumentare la pressione sul settore della raffinazione dell’Asia orientale, già saturo

La compagnia petrolifera malese Petronas e quella saudita Saudi Aramco hanno intenzione di riprendere le attività nella raffineria di Pengerang, nella Malaysia meridionale, nel primo trimestre del 2021.

COS’È IL POLO DI PENGERANG

Il complesso di Pengerang ha una capacità di raffinazione di 300mila barili al giorno ed è chiuso dallo scorzo marzo, a causa di un incendio. Pochi giorni fa Petronas ha fatto sapere che il progetto – che include, oltre alle raffinerie, anche impianti petrolchimici, terminal per il GNL e un rigassificatore – si trova in una fase di transizione verso le attività commerciali. E che la ripresa degli impianti petrolchimici e di raffinazione per l’inizio dell’anno prossimo è in linea con le precedenti aspettative. Proseguono intanto i lavori di riparazione alla struttura per l’idrotrattamento del gasolio, che dovrebbe entrare in funzione tra un anno, a ottobre-dicembre del 2021.

Il progetto di Pengerang avrebbe dovuto essere operativo per l’aprile del 2019, ma l’avvio delle attività è stato rimandato a causa di un incendio scoppiato in quel mese. Da agosto dello stesso anno Petronas e Aramco si sono concentrati sul portare in funzione l’unità di raffinazione del greggio, ma un nuovo incendio, a marzo, ha bloccato i progressi.

Aramco possiede una quota del 50 per cento nel progetto e fornirà metà del greggio, con la possibilità di arrivare al 70 per cento una volta che la raffineria sarà pienamente operativa.

LE IMPLICAZIONI

L’imminente avvio delle attività a Pengerang minaccia di aumentare la pressione sul settore della raffinazione dell’Asia orientale, già saturo dal lato dell’offerta. Argus scrive che il calo della domanda di combustibile per i trasporti causato dalla pandemia, i minori margini di profitto e la competizione proveniente dalla Cina hanno messo oltre 500mila barili al giorno di capacità a rischio chiusura, soprattutto nelle Filippine, in Australia e in Nuova Zelanda.

Nei primi nove mesi del 2020 le raffinerie di Petronas in Malaysia hanno operato all’82,6 per cento della loro capacità, rispetto al 91,5 per cento dell’anno precedente, a causa dell’indebolimento della domanda. La capacità degli impianti petrolchimici è invece aumentata, passando dal 92,8 per cento nei primi nove mesi del 2019 al 94,5.