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Maran Commissione Ambiente Parlamento Europeo

Pierfrancesco Maran eletto alla guida della Commissione Ambiente: “Il Green Deal è un accordo di libertà”

L’eurodeputato milanese succede ad Antonio Decaro e promuove solare, eolico e trasporti puliti per la crescita. Maran batte l’estrema destra austriaca e promette un’attuazione risoluta della transizione ecologica.

L’agenda climatica dell’Unione Europea trova una nuova guida istituzionale nel segno della continuità e del rafforzamento della transizione ecologica. Pierfrancesco Maran, eurodeputato del Partito Democratico, è stato eletto lunedì sera presidente della Commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento Europeo, assumendo il mandato con una dichiarazione programmatica forte: il Green Deal non è un vincolo, ma “un accordo di libertà”. Maran, subentrando al connazionale Antonio Decaro, ha immediatamente tracciato la rotta del suo ufficio di presidenza, schierandosi apertamente con la visione della vicepresidente della Commissione UE, Teresa Ribera. Secondo il neo-eletto, la capacità di alimentare autonomamente il futuro del continente attraverso l’energia autoctona rappresenta l’unica strada percorribile per garantire un’emancipazione reale e duratura. È quanto emerge dalle prime dichiarazioni rilasciate da Maran subito dopo lo scrutinio, riprese da Euractiv, in cui il politico italiano ha sottolineato come il solare, l’eolico, i trasporti puliti e l’economia circolare siano pilastri fondamentali non solo per l’ambiente, ma per la riduzione strutturale dei costi energetici a carico di cittadini e imprese.

IL GREEN DEAL COME MOTORE DI PROSPERITÀ ECONOMICA

Nel corso del suo discorso d’insediamento, Maran ha voluto sfatare il mito della transizione ecologica come ostacolo allo sviluppo industriale. “Dobbiamo dimostrare che i nostri obiettivi ambientali sono il motore della nostra prosperità, non un freno al nostro progresso”, ha affermato con risolutezza. Questa presa di posizione giunge in un momento simbolicamente rilevante, alla vigilia di un vertice industriale ad Anversa, città dove negli ultimi anni le lobby del settore hanno intensificato le richieste di deregolamentazione e di un cambio di rotta nelle politiche verdi. Maran, tuttavia, ha ribadito la necessità di restare fermi sugli impegni presi, suggerendo che l’attuazione del Green Deal debba proseguire senza esitazioni, pur prevedendo, laddove strettamente necessario, “soluzioni chirurgiche” per correggere eventuali distorsioni applicative.

LA VITTORIA IN PARLAMENTO E L’EREDITÀ DI DECARO

L’elezione di Maran è avvenuta secondo il protocollo parlamentare che ha visto l’avvicendamento con Antonio Decaro, richiamato dalla politica interna italiana. Lo scrutinio segreto ha sancito una vittoria netta per l’esponente milanese del centro-sinistra, che ha raccolto 59 preferenze contro le 19 andate allo sfidante austriaco Roman Haider, rappresentante dell’estrema destra. Maran porta con sé a Bruxelles un profilo considerato centrista all’interno del Partito Democratico, caratterizzato da una solida esperienza amministrativa maturata sul campo.

DALLE RADICI MILANESI ALLA SCENA DI STRASBURGO

Prima di approdare al Parlamento Europeo nel 2024, Maran ha costruito la propria autorevolezza politica nella sua città natale, Milano. Per anni ha ricoperto ruoli di primo piano come consigliere comunale e assessore in tre diverse giunte, occupandosi di settori nevralgici per la sostenibilità: dalla mobilità urbana all’edilizia abitativa, passando per l’urbanistica e la tutela ambientale. Il suo ingresso a Strasburgo è avvenuto quasi per un gioco di incastri elettorali, riuscendo a ottenere il seggio nella circoscrizione nord-occidentale dopo la rinuncia di un collega. Una volta insediatosi, Maran ha saputo accelerare la propria ascesa politica, focalizzandosi su temi di innovazione tecnologica e normativa.

VEICOLI AUTONOMI E MERCATO INTERNO: IL LAVORO LEGISLATIVO

Tra i successi più significativi dei suoi primi mesi di mandato europeo si annovera la promozione di una diffusione più rapida dei veicoli autonomi sul territorio dell’Unione. Questa iniziativa ha trovato un riscontro diretto nelle linee programmatiche della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, la quale ha esplicitamente citato un progetto promosso dai sindaci italiani — e caldeggiato dallo stesso Maran — per accelerare l’innovazione tecnologica nel settore dei trasporti. In qualità di membro della commissione per il mercato interno e la tutela dei consumatori (IMCO), Maran ha inoltre svolto il ruolo di negoziatore capo per il gruppo dei Socialisti e Democratici su dossier complessi, tra cui la riforma delle norme sui veicoli fuori uso e il disegno di legge per la semplificazione degli appalti e delle spedizioni di armi all’interno dell’UE.

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