Sostenibilità

Pniec, cosa ne pensano R.ETE. Imprese Italia, Cnp, Italia Solare e Utilitalia

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Sul Pniec i rappresentanti di R.ETE. Imprese Italia, Cnp, Italia Solare e Utilitalia hanno chiesto modifiche che vanno dall’iter alla tutela del paesaggio, fino a rifiuti, economia circolare e gas

Una cabina di regia aperta al confronto con gli stakeholder, no a Ppa e incentivi in bolletta. Ma anche attenzione al paesaggio e al gas. Sono le posizioni espresse da R.ETE. Imprese Italia, Cnp, Italia Solare e Utilitalia in audizione alla Camera davanti alla commissione Attività produttive nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale (Sen) al Piano nazionale energia e clima (Pniec) per il 2030.

R.ETE. IMPRESE ITALIA: SERVE UNA CABINA DI REGIA E GARANTIRE LA NEUTRALITÀ TECNOLOGICA

Per Pier Paolo Masciocchi responsabile del settore ambiente ed utilities di Confcommercio-Imprese per l’Italia (R.ETE. Imprese Italia) serve la “costituzione di una cabina di regia aperta al confronto con gli stakeholder che consenta la condivisione degli obiettivi e la gestione unitaria delle politiche da adottare. Lo diciamo perché l’attuale impianto del piano non ci pare soddisfi la reale esigenza di integrazione tra le varie realtà intersettoriali”. Questa necessità “condiziona anche alcuni provvedimenti in fase di attuazione basti pensare all’eliminazione del rimborso delle accise su cui c’è forte contrarietà perché non accompagnata da una revisione del parco veicolare”. Occorre inoltre “garantire sempre il principio della neutralità tecnologica tra le varie scelte”.

Sul tema della decarbonizzazione, “orientarsi verso un sistema libero da fonti fossili è condiviso della aziende ma il percorso va affrontato con progressività e lungimiranza tenendo conto non solo della sostenibilità ambientale, ma anche sociale ed economica – ha proseguito Masciocchi -. Analogo discorso va fatto per le rinnovabili: il Piano prevede una copertura del 30%, un obiettivo condivisibile ma ambizioso” per via di “uno dei nodi del mercato che è rappresentato dalla carenza dei sistemi di accumulo”.

COMITATO NAZIONALE PER IL PAESAGGIO

Per Coppini del Comitato nazionale per il paesaggio, l’aumento massiccio delle rinnovabili comporterà il rischio per l’Italia “di essere coperta da una massa enorme di moduli fotovoltaici e da aerogeneratori. Per questo abbiamo prodotto una serie di obiezioni al Pniec. Sui Ppa consiglieremmo di proporre nel Pniec che non dovrebbe essere prevista garanzia pubblica di sorta su questi strumenti per evitare di non riproporre le negatività dei certificati verdi”. “Riteniamo che i costi degli incentivi debbano andare a carico della fiscalità generale e non sulle bollette – ha aggiunto Coppini -. Servirebbe poi introdurre dei bond europei per promuovere le tecnologie pulite” e “uno strumento di mercato l’Imea, una tassazione sulla Co2 già proposta da Amici della Terra. Infine le dighe: vogliamo che sia sfruttata la potenza già esistente”. Alle parole di Coppini si sono aggiunte quelle di Oreste Rutigliano che si è detto “sconcertato” dall’aumento degli impianti eolici che si prospettano. “Si continua ad ignorare che le prospettive delle aree interne, che sono solo turistiche, ed è dove si vanno a collocare queste macchine gigantesche, saranno annichilite. L’Italia è un Paese di altissimo valore culturale, e il paesaggio va preservato in sè”.

ITALIA SOLARE: SIAMO IN RITARDO MA MASSIMO IMPEGNO

Per Paolo Rocco Viscontini presidente di Italia Solare “il problema del cambiamento climatico è serio siamo in ritardo ma c’è il massimo impegno da parte di tutti. Vorrei che l’Italia diventasse un esempio virtuoso ma cerchiamo di non perdere un’altra opportunità”. La riforma delle bollette elettriche del 2016, ha detto Viscontini “rende non conveniente l’autoconsumo e l’efficienza energetica. Un fallimento delle politiche energetiche degli ultimi 2-3 anni riguarda anche i certificati bianchi, che erano uno strumento virtuoso per aiutare l’efficienza, ma sono sostanzialmente saltati a causa di comportamenti vessatori del Gse e di un cambio di normativa che li ha resi non convenienti. Non ultimo, segnaliamo la modifica della normativa della aziende energivore, che ha abbassato la soglia dei consumi che permette di non pagare la componente A3 senza obbligare le aziende a fare alcuna efficienza. Anche il capacity market è un elemento distorsivo del mercato, che va a penalizzare lo sviluppo delle rinnovabili, in particolare del fotovoltaico”. Infine, “le autorizzazioni, che devono essere sbloccate per i nuovi impianti fotovoltaici, e le comunità energetiche, che stanno prendendo piede nei principali Paesi Ue, mentre da noi c’è una grande titubanza, perché si vanno a toccare interessi noti”.

Non solo. Secondo Viscontini “il principio di fondo del Pniec è sbagliato perchè parla troppo di gas. Si parla di transizione energetica, e lo vediamo molto nei mass media da parte di rappresentanti del Governo, che pensano che la transizione necessariamente deve passare dal gas. Sicuramente c’è bisogno del gas, però la transizione vera deve essere dalle fonti fossili alle rinnovabili. Il gas è una necessità nel percorso, però se ci focalizziamo troppo sullo sviluppo di tutto ciò che serve al gas, si perde tempo prezioso. E’ una strada sbagliata”.

UTILITALIA: UTILITIES FONDAMENTALI PER LA DECARBONIZZAZIONE; COMPARTO GAS È OPPORTUNITÀ

“Vogliamo ribadire l’importanza delle utilities nella decarbonizzazione del clima in quanto gestiamo gran parte dei servizi e nelle città crediamo si possa fare la differenza. Il comparto gas può rappresentare una opportunità. Non si può continuare a minimizzare il ruolo di queste reti – ha detto Francesco Macrì vicepresidente di Utilitalia in audizione – perché garantisce anche la transizione del sistema energetico dando risposte anche al trasporto locale con biocarburanti”. Per il direttore generale Giordano Colarullo è importante il “possibile contributo dell’economia circolare in particolare biometano, il riuso della materia come volano per la riduzione di energia, e il corretto smaltimento dei rifiuti urbani”. Infine un altro capitolo è il vettore energetico per le abitazioni come il teleriscaldamento.

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