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Pnrr, cosa ha detto il ministro Franco sul Recovery Plan

Franco

Risorse saranno disponibili a fine estate ma possibile anticipo del 13% delle risorse. La transizione ecologica è ambiziosa e avrà enormi implicazioni per il nostro sistema produttivo

“Il Piano rappresenta un’assoluta priorità per il governo e il ministero dell’Economia. Next Generation Eu disegnato dalla Commissione Ue è un passaggio storico nel processo di integrazione europeo e nella creazione di un bilancio comune. Gli interventi sono nati in circostanze emergenziali ma mirano a ridisegnare in un orizzonte di medio lungo periodo l’economia europea”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione alle commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell’Ue di Camera e Senato, sul Recovery plan. Franco ha ricordato come la maggior parte del piano è concentrato su investimenti green e digitali.

RISORSE DISPONIBILI IN ESTATE

“Le risorse saranno disponibili a partire dall’estate ma i paesi possono ottenere un anticipo del 13%. L’Italia ha un cronico problema di crescita frenata dalla stagnazione della produttività – ha aggiunto il ministro -. Soffre poi di eterogeneità territoriale, generazionale e di genere. Il piano però ci dà la possibilità di dare una risposta a questi problemi ma bisogna muovere lungo le direttrici che ci ha dato l’Europa dell’inclusione sociale, transizione ecologica e digitalizzazione”.

SI PARTE DAL VECCHIO TESTO

“Si tratta di un’opera complessa su cui predisporre un documento che definisca le specifiche modalità operative in cui impiegare le risorse. Arriveremo a un documento dai contenuti ambiziosi ma anche credibili e dettagliati che definiscano specifiche modalità operativi. Per l’Italia si tratta di un cambio di passo – ha proseguito il ministro -. Il punto di partenza dei nostri lavori è il testo approvato dal Consiglio dei ministri del 12 gennaio e dalla prime interlocuzioni con la Commissione europea. Il Pnrr è un progetto del paese che richiede uno sforzo corale attraverso un dialogo aperto e costruttivo” tra “Parlamento e governo tendendo conto di tutto il lavoro fatto finora. Tutti i ministri stanno lavorando sulle schede per rinnovarle e modificarle. Annuncio che il Governo metterà a disposizione delle Camere le bozze delle note tecniche sulle misure da finanziare con il Pnrr sottostanti al piano presentato il 12 gennaio”.

SI CONFERMANO LE SEI MISSIONI

“L’orientamento del governo è confermare le sei missioni previste dal piano” del precedente governo “ma è necessario confermare alcune parti” come “una puntuale descrizione della governance e tarare i progetti sulle risorse realmente disponibili” che ammontano a “196 miliardi a prezzi correnti”.

“All’interno delle risorse del piano è stata introdotta anche una parte del Fondo di coesione sociale da considerare risorse di tendenziale ma dedicate a progetti nuovi e complementari. Anche qui faremo un affinamento”.

ELEMENTI STRATEGICI SONO TRANSIZIONE, INQUINAMENTO E RINNOVABILI

“Gli elementi strategici sono rappresentati dalla produzione da fonti rinnovabili, dalle reti di distribuzione dell’energia per la mobilità sostenibile e dall’abbattimento dell’inquinamento – ha precisato il ministro -. La transizione ecologica è ambiziosa e avrà enormi implicazioni per il nostro sistema produttivo e dobbiamo far si che sia un’opportunità per il rafforzamento. L’Ue ha destinato il 37% a questo settore”.

RESPONABILITA’ PROGETTI A SINGOLI MINISTERI

“La responsabilità primaria sui singoli progetti rimane dei singoli ministeri, il Mef svolgerà un ruolo di coordinamento e darà pieno supporto. Insieme al Mef sono coinvolti altri tre ministeri: transizione ecologica, transizione digitale e ministero per il Sud e la coesione”.

STRUTTURA CENTRALE DI COORDINAMENTO

“Bisogna essere consapevoli dei problemi strutturali che hanno afflitto il nostro paese nella fase di progettazione delle riforme, abbiamo come paese difficoltà a effettuare ex ante valutazioni e a posteriori dei progetti. Questa capacità va sviluppata rafforzando le strutture tecniche predisposte nei ministeri e nelle amministrazioni – ha spiegato il ministro -. Stiamo pensando a una struttura centrale di coordinamento presso il Mef per il supporto il monitoraggio degli interventi della rendicontazione degli interventi, del controllo rella regolarità della spesa. Un meccanismo affiancato da un’unità di audit indipendente”, ha spiegato Franco.

“Oltre alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia una terza area riguardan gli interventi di semplificazione normativa trasversale. Vorrei ricordare che bisogna tenere in mente la cornice regolamentare e i tempi serrati del Pnrr. In conclusione è un esercizio di apprendimento senza precedenti per le amministrazioni italiane che ci consegnerà un paese più giusto e più prospero”, ha concluso il ministro.

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